C’è un tesoro sommerso nel relitto di Anticitera

Una spedizione subacquea avrebbe rivelato che la nave doveva essere la più grande dell’antichità mai ritrovata (e che ha ancora molte meraviglie da svelare).

Un gruppo di archeologi e sommozzatori greci ed internazionali ha recentemente recuperato alcuni splendidi reperti provenienti da un’antica nave greca naufragata circa 2.000 anni fa al largo di una remota e minuscola isola chiamata Anticitera, posta a mezzogiorno del Peloponneso: tra gli oggetti rinvenuti, alcune stoviglie e pezzi importanti del bastimento.

Il meccanismo di AnticiteraIl ritrovamento è doppiamente interessate poiché proviene dal relitto che ha già restituito il meccanismo di Anticitera, un planetario risalente al II-I secolo a. C. considerato il più antico calcolatore della storia dell’umanità a noi noto il quale, attraverso un sofisticato sistema di ruote dentate, scandiva le fasi lunari, il sorgere del Sole, i mesi e i giorni, i movimenti dei cinque Pianeti allora noti, forse addirittura le date dei giochi olimpici. Nel 1900 alcuni pescatori di spugne, muniti di scafandri da palombari, individuarono i resti di una nave a circa cinquanta metri di profondità: seguirono immersioni che portarono al recupero di uno spettacolare “bottino” composto da statue di marmo, gioielli, oggetti in vetro, mobili e la sorprendente macchina di Anticitera, il cui vero funzionamento, data l’unicità del reperto, venne compreso soltanto diversi decenni dopo. Purtroppo le missioni sott’acqua si arrestarono quando uno dei sommozzatori morì ed un altro restò paralizzato a causa di un incidente. Negli anni ’70 fu la volta di Jacques Cousteau che andò ad immergersi sul relitto, alla ricerca di preziosi manufatti.
«Il Titanic del mondo antico»Adesso un team di archeologi, tra cui Brendan Foley del Woods Hole Oceanographic Institution e Theotokis Theodoulou dell’Hellenic Ephorate of Underwater Antiquities, è tornato in quel luogo sommerso e pericoloso, servendosi di tecnologie più moderne che dovrebbero rendere più semplici le ricognizioni: durante la prima stagione “di scavo”, andata avanti dalla metà di settembre fino al 7 ottobre del 2014, i ricercatori hanno realizzato una mappa tridimensionale ad alta risoluzione utilizzando alcune telecamere installate si un veicolo automatico sottomarino. Numerose testimonianze raccolte dai sommozzatori proverebbero che buona parte del carico della nave è ancora ben conservato sotto i sedimenti subacquei. Alcuni elementi, come le ancore di oltre un metro ed un anello di bronzo con un frammento di legno ancora attaccato, sarebbero la testimonianza del fatto che molto della nave è ancora là sotto. In generale, l’area interessata dai reperti si estenderebbe per circa 300 metri quadrati sul fondale marino, ossia su un’area molto più ampia di quanto pensato fino ad ora: secondo gli esperti questo dato, unitamente alle dimensioni delle ancore, starebbe ad indicare che la nave affondata presso Anticitera era molto più grande di quanto si immaginasse, con una lunghezza di circa 50 metri. «Ciò dimostra che questo relitto è il più grande tra quelli antichi mai rinvenuti. È il Titanic del mondo antico» ha spiegato Foley. Gli archeologi hanno inoltre riportato alla luce un’anfora intatta nonché una lancia in bronzo, appena sotto la sabbia, troppo grande per essere un’arma utilizzata dall’uomo e quindi verosimilmente appartenuta ad una statua gigante di un guerriero, magari un Dea Atena. In effetti, nel 1901 i pescatori di spugne scoprirono quattro cavalli di marmo giganti, quindi questo reperto potrebbe essere stato parte di un gruppo scultorio in cui un guerriero guidava un cocchio.

Frammento principale della macchina di Anticitera (via Wikipedia)

Di Nadia Vitali

Fonte:http://scienze.fanpage.it/c-e-un-tesoro-sommerso-nel-relitto-di-anticitera/

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