Una mongolfiera per viaggiare nello spazio

E’ l’ambizioso progetto di una compagnia americana: costruire un pallone ad elio agganciato a una capsula pressurizzata per portare a 30 chilometri di altitudine 8 passeggeri per volta. A quell’altezza niente effetto microgravità ma vista mozzafiato e anche nuove possibilità di studio per i ricercatori aerospaziali.

Un rendering della gondola pressurizzata costruita dalla Paragon Space Development Corp. per trasportare fino a 8 passeggeri nello spazio. Crediti: World View Enterprises

Un rendering della gondola pressurizzata costruita dalla Paragon Space Development Corp. per trasportare fino a 8 passeggeri nello spazio. Crediti: World View Enterprises

Se il vostro sogno è quello di viaggiare dello spazio ma pensate che il viaggio su un razzo possa essere troppo per voi (il costo di un biglietto è di 250 mila dollari), una società dell’Arizona ha progettato una “mongolfiera” spaziale, un modo (dicono i costruttori) alternativo e meno costoso di pensare al turismo spaziale.

L’ambizioso progetto è della World Wide Enterprises (posseduta in parte dalla Paragon Space Development Corp.) e consiste in un pallone a cui è agganciata una capsula pressurizzata. Alla “modica” cifra di 75 mila dollari potreste volare a un’altitudine di 30 chilometri dalla superficie terrestre, ben al di sotto della quota raggiunta dallo spazioplano sub-orbitale sperimentale SpaceShipTwo, che può arrivare anche a 110 chilometri di altitudine. Nel caso di World Wide, quindi, il punto non è tanto l’altitudine ma la vista mozzafiato. ”Potete stare seduti godendovi la vostra bibita preferita e guardando lo spettacolo della Terra vista dall’alto”, ha detto la presidente e co-fondatrice della Paragon, Jane Poynter. “Si può restare a quell’altitudine per ore o anche giorni se motivi di ricerca scientifica lo richiedessero”, ha aggiunto. I primi biglietti verranno venduti fra qualche mese, dicono i promotori del progetto.

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space-balloon-06-131022L’intento è quello di costruire un pallone pieno di elio, con un diametro pari a un campo di calcio, in grado di trasportare fino a otto passeggeri. La Paragon e una manciata di altre aziende aerospaziali stanno cercando di sviluppare soluzioni innovative che consentano alle persone senza una formazione da astronauta di raggiungere lo spazio esterno o almeno avvicinarsi ad esso. I primi voli non inizieranno prima del 2016. La compagnia non punta solo al mercato statunitense ma pensa di spingersi anche oltre. La location dei primi lanci, molto probabilmente, sarà a Las Cruces, in New Mexico, dallo Spaceport America (uno degli otto siti autorizzati). I fortunati proprietari del biglietto saranno al sicuro e protetti da una capsula pressurizzata dotata di ampie finestre e sistemi di supporto vitale progettati per resistere alle temperature estreme.

Non si arriverà alle altitudini importanti di altri progetti di turismo spaziale, ma i passeggeri non dovranno indossare tute spaziali o maschere di ossigeno, quindi il viaggio sarà più confortevole. “Pensiamo di effettuare i lanci di notte così che i passeggeri possano svegliarsi con lo spettacolo dell’alba sulla Terra, ammirando la trasformazione della superficie col sorgere del Sole”, ha detto ancora MacCallum

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In media un viaggio dovrebbe durare circa sei ore. La discesa avverrà in 20-40 minuti e la capsula atterrerà su dei “pattini”, mentre due piloti scollegheranno la capsula dal pallone e quindi utilizzeranno una sorta di ala curva regolabile, come quella di un parapendio, per controllare la discesa.

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Le sfide più grandi, al momento, sono quelle legate alla stabilità della capsula e del pallone, realizzato con un film di polietilene ad alte prestazioni.

Di Eleonora Ferroni

Fonte:http://www.media.inaf.it/2013/10/22/space-balloon/

 

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