Sergej Kricevskij è assistente scientifico superiore del Centro di preparazione degli astronauti Jurij Gagarin e dell’Istituto di Storia delle scienze naturali e della tecnica RAN, nonché dottore in Scienze tecniche e membro effettivo dell’Accademia di astronautica K.E. Ziolkovskij.
Ciò che riferì il candidato astronauta presso l’Istituto Internazionale di antropologia spaziale di Novosibirsk ha un importanza enorme per la comprensione dei misteri nascosti nello spazio. Ecco alcuni estratti del suo rapporto:
«Nel 1989 ho iniziato a prepararmi al volo nello spazio e ho avuto contatti sia informali che di lavoro con i miei colleghi. Fra questi c’erano anche gli astronauti che erano stati nello spazio. Tuttavia le informazioni sulle visioni – denominate stati di sogni fantastici (FSS) – le ho ricevute soltanto nella seconda metà del 1994, cosa legata più che altro all’approssimarsi della scadenza del volo imminente… Tutte le testimonianze delle visioni nello spazio sono nelle mani di una cerchia di persone estremamente ristretta…
Le testimonianze di queste visioni sono state e sono trasmesse esclusivamente dall’uno all’altro, condividendo le informazioni con coloro che si apprestano a compiere il volo…
Le visioni fantastiche che si manifestano in volo costituiscono un fenomeno nuovo, prima sconosciuto, riconducibile alla nota tipologia degli stati alterati di coscienza… Pensate un po’: improvvisamente l’astronauta oltrepassa in un attimo i limiti della propria normale autopercezione di partenza di essere dall’aspetto umano per trasformarsi in un animale e muoversi nell’ambiente in questa nuova forma. E può continuare a percepirsi nell’aspetto trasformato o sentire di immedesimarsi in un’altra entità soprannaturale.
Diciamo che un collega mi ha confidato la sua permanenza nella “pelle” di un dinosauro. Pensate che sentiva di essere un animale che si muoveva sulla superficie di un pianeta sconosciuto, mentre camminava oltrepassando burroni e precipizi, e ostacoli fisici di un qualche tipo.
L’astronauta ha descritto in modo abbastanza preciso il “suo” aspetto: le zampe, le scaglie, le membrane fra le dita, il colore della pelle, gli artigli enormi e altri particolari. La fusione del suo “io” con l’essenza biologica dell’antico sauro era talmente completa da consentirgli di percepire come proprie tutte le sensazioni di questo organismo estraneo. Sentiva di avere delle placche cornee che si rizzavano sulla pelle della schiena in corrispondenza della colonna vertebrale. Del grido penetrante che si sprigionava dalle fauci disse addirittura: “Era il mio grido…”.
Di più: la catena di eventi relativa ad ogni trasformazione e le trasformazioni dell’ambiente stesso si avvicendavano contemporaneamente. Inoltre non solo succedeva che l’astronauta avesse la sensazione di trovarsi nella “pelle” di questo o quell’altro organismo vissuto in epoche remote, ma accadeva anche che la persona sentisse di assumere un’altra personalità che poteva anche rivelarsi appartenente ad un’entità umanoide extraterrestre.
L’aspetto interessante è che le immagini delle visioni osservate appaiono insolitamente vivide e colorate.
Sono stati uditi diversi suoni, qualcuno ha persino percepito il linguaggio di altre entità che si è rivelato comprensibile come se fosse stato assimilato senza bisogno di alcun insegnamento. Era come se l’astronauta fosse stato catapultato in un altro continuum spazio-temporale e su altri corpi celesti sconosciuti, e pur trovandosi in un mondo per lui assolutamente nuovo lo percepisse tuttavia come qualcosa di normale e familiare.
Un tratto caratteristico delle visioni fantastiche è costituito dalla variazione istantanea della percezione del tempo e del relativo flusso di informazioni… L’astronauta comincia ad avere la sensazione di percepire un flusso di informazioni proveniente da un qualche luogo esterno. Vale a dire che l’individuo ha la sensazione che una sorta di entità grande e potente gli trasmetta dall’esterno delle informazioni per lui assolutamente nuove ed insolite.
Si sono anche verificati episodi – e con pronostici estremamente precisi – di anticipazioni di eventi futuri con “dimostrazioni” dettagliate di situazioni o momenti critici incombenti come se fossero stati individuati e commentati da una voce interna. E in questi casi “si sentiva”: tutto si sistemerà, andrà tutto bene… In tal modo sarebbero stati previsti in anticipo i momenti più complessi e pericolosi del programma di volo. E si è addirittura verificato un caso in cui se non fosse stato per questo “sogno premonitore” gli astronauti avrebbero anche potuto morire.
È sorprendente anche notare quanto la descrizione dei momenti critici fosse precisa e circostanziata. Evidentemente la “voce” aveva previsto un pericolo mortale che attendeva gli astronauti al momento dell’uscita nello spazio aperto. Questo pericolo era già stato segnalato qualche volta nei sogni premonitori con il commento della “voce”. E al momento della reale escursione nello spazio aperto durante il lavoro all’esterno della stazione la previsione si avverò in tutto e per tutto: l’astronauta si dimostrò preparato e si salvò la vita (in caso contrario, si sarebbe irrimediabilmente allontanato dalla stazione).
Agli astronauti non era mai successo niente di simile prima (al di fuori del volo)… Il problema delle visioni degli astronauti viene occultato tenacemente dalla comunità scientifica. Non se ne parla, è come se non esistessero. Nessuno degli astronauti ha mai menzionato ufficialmente le visioni fantastiche e gli equipaggi non hanno mai incluso informazioni di questa natura nei loro rapporti ufficiali. Perché? La risposta è evidente: gli astronauti temono conseguenze negative, come la squalifica medica e la diffusione di queste informazioni interpretate come sintomi di malattia psichica e così via.
Uno degli astronauti ha tenuto degli appunti giornalieri nei quali ha descritto le sue visioni. Un documento unico! Tuttavia in risposta alle mie proposte e alle preghiere di pubblicarlo, o almeno di farmi parlare con gli scienziati che studiano il problema dal vivo, l’astronauta ha opposto un rifiuto categorico spiegando che sarebbe stato prematuro e perciò pericoloso per la sua carriera. È per questo che non posso, non ho il diritto morale, di fare né il suo nome né quello della navicella.»
Come spiegare le sorprese del cosmo?

L’astronauta Kricevskij ha elaborato alcune ipotesi, senza preferirne alcuna.
Forse nei voli spaziali durante la lunga permanenza in condizioni di assenza di gravità si manifestano degli stati in cui le informazioni emergono dalle profondità dell’inconscio sotto forma di frammenti della vita di organismi diversi, antichi antenati dell’uomo nel processo di evoluzione.
Ma allora come spiegare l’acquisizione di informazioni che anticipano eventi futuri?
La seconda ipotesi riguarda la “trasmissione della conoscenza”, vale a dire l’acquisizione di un flusso di informazioni nel cervello direttamente dall’esterno.
Spiega Kricevskij:
«Possiamo ipotizzare che questi sogni siano indotti da un flusso non stazionario di radiazione galattica. Se la navicella capita in questo “raggio” l’astronauta entra in uno stato di sonno rilassato e il fenomeno si manifesta. Una volta uscito dal campo di azione del raggio la visione scompare.
Ma l’astronauta Vladimir, con il quale ho parlato qualche volta, non stava affatto sognando quando ha udito “la voce” durante il momento critico dell’aggancio. E poi in questo caso non si spiegherebbe chi avrebbe inviato queste informazioni e come potesse conoscere eventi futuri.
“In fondo è assolutamente possibile che una causa si avviti su un’altra (3), potrebbe così emergere il loro legame”. Certo è che per trarre delle conclusioni univoche da un fenomeno così complesso ed enigmatico bisognerebbe disporre di una quantità di dati di partenza di gran lunga maggiore. E tuttavia, se si considera che si è cominciato a parlare pubblicamente delle “voci”, del “sussurro” e delle visioni nello spazio, si possono fare due deduzioni fondamentali.
Prima di tutto è chiaro che gli astronauti sono influenzati da un soggetto intelligente o da un induttore. E non si può escludere che ce ne sia più d’uno.
Se durante un volo “qualcuno” cerca di convincere un terrestre ad allontanarsi dal cosmo, in altri casi “un estraneo” ha fatto qualcosa di nettamente contrario prestando l’aiuto necessario ad evitare un pericolo. Ed è stata proprio la “voce” altrui a guidare l’aggancio dell’equipaggio e a salvare l’astronauta dalla morte durante l’escursione nello spazio aperto. Nella stessa circostanza lo stesso soggetto intelligente si è comportato come un insegnante paziente e ha descritto con precisione le situazioni critiche incombenti infondendo al tempo stesso fiducia nell’esito positivo della vicenda.
In secondo luogo bisogna considerare che gli astronauti hanno ricevuto le informazioni direttamente nel sonno. Il fondamento fisico di tutti i processi di pensiero del nostro cervello è costituito dalle correnti biologiche. Ciò significa che anche il flusso di informazioni proveniente dall’esterno doveva essere di natura elettromagnetica.
Ne consegue che l’intelligenza aliena che si manifesta nello spazio si incontra con quella umana e che in linea di principio i suoi messaggi – sia la “voce” che il “sussurro”, che le immagini delle visioni – potrebbero essere ricevuti con mezzi tecnici.
Bisogna sottolineare che lo sviluppo degli eventi durante i voli ha confermato la veridicità delle informazioni ricevute in anticipo dagli astronauti. Ciò significa che quanto essi hanno visto trasformandosi in mostri o viaggiando su altri corpi celesti può essere considerato degno di fede e non mero frutto di fantasie personali.
In altre parole, i terrestri hanno viaggiato col pensiero nello spazio e nel tempo senza alcuna limitazione. E questo è stato possibile solo nel caso che qualcuno abbia creato un “collegamento” tra la loro coscienza e altre parti del campo informativo che contiene tutto il passato, il presente e il futuro. E non si tratta affatto di un campo globale, come si suole dire oggi, ma di un campo Universale!
Per finire, vorrei dire che non ha senso cercare di capire chi è il soggetto pensante che entra in contatto con gli astronauti. Non disponiamo di una quantità di dati sufficiente per dirlo. Possiamo solo riportare le parole di un astronauta che ha udito la “voce” aliena: “Lo Spazio ci ha dimostrato di essere senza dubbio intelligente e in qualche modo più complesso delle nostre rappresentazioni di esso. E ci ha dimostrato anche che le nostre conoscenze attuali non ci consentono comprendere l’essenza della maggior parte dei processi che avvengono nell’Universo.”»
Note:
1. N.d.T.: Potremmo tradurre liberamente la testata con “Avventure soprannaturali”, giornale di avventure, viaggi, ipotesi scientifiche e fantascienza allegato al quotidiano “Economia e vita” in edicola dal 1991.
2. N.d.T. Non so se ha un senso preciso in italiano, ma penso che si possa tradurre solo così.
3. N.d.T.: Non sono affatto sicura della correttezza della traduzione di questa frase fra virgolette.
di Sergej Demkin
Tratto da:http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2012/11/la-voce-di-una-intelligenza-aliena.html#more

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