Nuove evidenze del Pianeta X nei bordi del nostro Sistema Solare

Credit: NASA/JPL-Caltech

Secondo una nuova ricerca condotta da Rodney Gomes, un celebre astronomo presso l’Osservatorio Nazionale del Brasile a Rio de Janeiro, un pianeta grande quattro volte la Terra potrebbe costeggiare i bordi del nostro Sistema Solare. Troppo lontano per essere facilmente osservato dai telescopi terrestri, il pianeta “invisibile” potrebbe spiegare le anomalie nelle orbite degli oggetti nella fascia di Kuiper, una zona del Sistema Solare che si trova oltre l’orbita di Nettuno. Gli astronomi che hanno partecipato alla riunione dell’American Astronomical Societya Timberline Lodge, nell’Oregon, trovano gli argomenti trattati convincenti, ma sono certi della necessità di cercare prove concrete prima di definire la questione reale. Per diversi anni gli astronomi hanno osservato strane anomalie nei piccoli corpi ghiacciati che si trovano oltre l’orbita di Nettuno, compreso il pianeta nano Sedna. Quest’ultimo oscilla intorno al Sole in un’orbita molto allungata e singolare, come l’ha definita Mike Brown, un astronomo del Caltech che ha guidato il team che l’ha scoperto nel 2003. Quando Gomes ha aggiunto ai normali calcoli l’attrazione gravitazionale esercitata da un pianeta di quella massa alla periferia del Sistema Solare, i conti sembravano tornare con le osservazioni.

Credit: NASA

Il pianeta sarebbe troppo lontano per perturbare sensibilmente i movimenti della Terra e degli altri pianeti interni del nostro Sistema Solare. Potrebbe essersi originato in un altro sistema solare e poi catturato dalla gravità del nostro Sole, o potrebbe essersi formato nel nostro Sistema Solare e poi spinto progressivamente verso l’esterno attraverso interazioni gravitazionali con gli altri pianeti. Anche se tutto questo può apparire un’ipotesi remota, non sarebbe la prima volta che un pianeta si è rivelato attraverso i suoi effetti gravitazionali su altri corpi celesti. L’esistenza di Nettuno fu ipotizzata nel XIX secolo, molto tempo prima della sua scoperta poi avvenuta nel 1846. D’altra parte, molti astronomi hanno trascorso gran parte del 1900 alla ricerca di un nuovo pianeta, soprannominato pianeta X, proprio perché anche loro avevano osservato le anomalie nelle orbite dei corpi oltre Nettuno. Brown, che ha scoperto Sedna, ha riferito che un’altra spiegazione plausibile per spiegare lo strano comportamento del pianeta nano, potrebbe essere che nel momento della nascita del sole, la nostra stella si sia formata in un ammasso di altre stelle. Se fosse vero, sarebbero stati abbastanza vicini da influenzarsi a vicenda proprio in quella porzione di spazio. Gli astronomi stanno lavorando intensamente per cercare di risolvere questo fitto mistero. Un mistero, che ci teniamo a dirlo, non è legato al pianeta Nibiru in rotta di collisione con la Terra, ma ad un possibile pianeta orbitante alla periferia del nostro sistema solare capace di influenzare le orbite dei corpi più vicini. L’idea che possa esserci un altro pianeta è così affascinante che potrebbe offuscare la mente per cercare altre evidenze, ma in linea di massima sembrerebbe la spiegazione più plausibile.

Di Renato Sansone

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Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/05/pianeta-x-nuove-evidenze-al-bordo-del-nostro-sistema-solare/135553/

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