Gli “hacktivisti” rubano dati più dei Pirati

Gli “hacktivisti” rubano più dei pirati il 58% dei furti dati per motivi politici
Un report di Verizon rivela che anche se responsabili di appena il 2% delle azioni, i cyberattivisti riescono a trafugare più dati. E una ricerca di Ibm mostra come l’evoluzione degli hacker vada di pari passo al miglioramento di protezioni e codici.

I COSIDDETTI “hacktivisti” come Anonymous rubano più dati dei cybercriminali che agiscono con scopi puramente economici. Lo afferma una ricerca dell’azienda americana Verizon, secondo cui il 58% dei furti di dati nel mondo è stato commesso nel 2011 per motivi politici.

I dati.
I ricercatori di Verizon hanno analizzato 855 segnalazioni di incidenti nel 2011, per un totale di 174 milioni di dati rubati. Nel 98% dei casi a compiere i cybercrimini sono state persone esterne alle aziende o alle istituzioni colpite, e il 97% degli attacchi sarebbe stato evitato seguendo le più semplici norme di sicurezza informatica. Il furto di password, con software specifici o effettuati fisicamente, risulta essere il principale metodo utilizzato.

Gli attivisti sono responsabili di solo il 2% delle azioni, ma hanno rubato la maggior parte dei dati: “Non è più un problema solo di soldi”, spiega Bryan Sartin, uno degli autori dello studio, “E questo rende più difficile capire quali saranno gli obiettivi, perchè le organizzazioni dei ‘cyberattivisti’ non seguono le stesse logiche degli altri. E’ un grande cambiamento nei nostri avversari”.

Ibm: “Gli hacker si evolvono”.
Anche Ibm ha diffuso i risultati di un suo studio in merito alla sicurezza, l’X-Force 2011 Trend and Risk Report, che mostra miglioramenti in diverse aree della Internet Security, quali ad esempio una riduzione delle vulnerabilità relative alla sicurezza delle applicazioni, dei codici di “exploit” e dello spam. Il report indica inoltre che i criminali informatici hanno conseguentemente modificato le proprie strategie, prendendo di mira lacune più specifiche di sistemi e tecnologie emergenti, come social network e dispositivi mobili.

Il report rivela una diminuzione del 50% delle email di spam rispetto al 2010, un’applicazione più accurata delle patch di correzione delle vulnerabilità dei software, nonché una qualità più elevata del codice dei programmi.
Alla luce di questi miglioramenti, sembra quindi che anche le tecniche degli aggressori si stiano evolvendo. Il rapporto rivela un aumento di nuove modalità di attacco, tra cui gli exploit per il mobile, la risoluzione automatica delle password e un forte aumento degli attacchi di phishing. “Nel 2011 abbiamo assistito a progressi sorprendentemente rapidi nella lotta contro la criminalità informatica, grazie agli sforzi per migliorare la qualità del software”, ha affermato Tom Cross, manager di Threat Intelligence and Strategy di IBM X-Force. “Come risposta, i pirati continuano a sviluppare tecniche più evolute per trovare nuove vie per penetrare all’interno di un’organizzazione”.

Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/03/23/news/gli_hacktivisti_rubano_pi_dei_pirati_il_58_dei_furti_dati_per_motivi_politici-32076608/

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