Lontra marina sempre più minacciata dallo squalo bianco

La lontra marina. Credit: Tania Larson , U.S. Geological Survey

Secondo gli scienziati federali e statali, laCalifornia meridionale è interessata negli ultimi tempi da un aumento senza precedenti di carcasse di lontre dovute ad attacchi di squali. Dal 1968 i biologi ed i veterinari presso l’USGS e ilCalifornia Department, hanno documentato ed esaminato tutti gli spiaggiamenti annuali, compresi gli esemplari feriti e recuperati lungo la costa. I morsi di squali sono sempre stati causa di mortalità di questo splendido animale, ma nel decennio compreso tra il 1980 ed il 1990 la percentuale non superava l’8% della popolazione. Tim Tinker, delWestern USGS Ecological Research Center, afferma che la tendenza sta divenendo sconcertante. Alla fne degli anni ’90 la percentuale era cresciuta al 15%, ma tra il 2010 ed il 2011 si è arrivati al 30%. Frammenti di denti e altre caratteristiche distintive delle ferite, suggeriscono che la maggior parte di questi morsi sono causati da squali bianchi, anche se non esistono prove reali in merito a queste supposizioni. La natura delle ferite suggeriscono inoltre che questi morsi siano esclusivamente investigativi, senza alcuna indicazione di tessuti rimossi. L’ipotesi dei ricercatori è che le lontre siano spesso scambiate per foche o leoni marini, ma che spesso non sono consumate in quanto non possiedono lo stesso contenuto di grasso, e quindi un alto contenuto calorico. Purtroppo un “assaggio” da parte di uno squalo bianco si rivela quasi sempre fatale per una lontra marina. Ci sono, però, altri motivi di preoccupazione oltre la tendenza in atto. La parte più inquietante è la crescente proporzione di esemplari femmine uccise dai morsi di squalo, che determina un impatto maggiore sulla crescita della popolazione. Nel 2011 il 35% delle carcasse era proprio legato al sesso femminile della specie.

La lontra marina. Credit: Tania Larson , U.S. Geological Survey

Questo aumento è stato notato soprattutto a sud della località di Cayucos, dove gli esemplari femmine sono più comuni. Nonostante questi numeri è davvero complicato tracciare una previsione futura, per non parlare delle ipotesi sulle ragioni che ci sono dietro questo aumento. Precedenti ricerche indicano che soltanto il 50% delle lontre marine che muoiono vengono poi ritrovate sulle coste, quindi i dati nel migliore dei casi forniscono solo un indice delle tendenze di mortalità della popolazione. Nel 2011 sono state 335 le lontre marine ritrovate senza vita. Le cause non sono naturalmente da additare esclusivamente agli squali, ma anche ai traumi da accoppiamento, al deperimento, ai parassiti, alle malattie infettive, alle infezioni batteriche, alle malattie cardiache, alle tossine algali dannose, e all’uomo. L’USGS controlla l’area ogni anno e fornisce questi dati all’US Fish and Wildlife Service, che determina il progresso della lontra marina verso il recupero della popolazione. L’ultimo indice di popolazione ufficiale segnalato per la specie era di 2711 – ancora al di sotto della soglia di 3090 che avrebbe causato la cancellazione dalla lista. “Siamo interessati a capire tutti i fattori che influenzano il recupero delle lontre marine del sud“, dice Lilian Carswell, Coordinatore di recupero per la US Fish and Wildlife Service. “Continueremo a lavorare con i nostri partner di ricerca per comprendere le implicazioni di questa tendenza evidente con la mortalità correlata agli squali“, conclude il ricercatore.

Di Renato Sansone

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Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/02/lontra-marina-sempre-piu-minacciata-dallo-squalo-bianco/121551/

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