Barcellona rimuove l’asfalto per fare spazio a suolo, alberi e acqua piovana

Barcellona rimuove l’asfalto per creare spazi verdi con alberi, suolo permeabile e sistemi per l’acqua piovana

A prima vista potrebbe sembrare una scelta controintuitiva: una grande città che decide di eliminare alcune superfici asfaltate per restituire spazio al terreno, alla vegetazione e all’acqua. Barcellona rimuove l’asfalto in alcuni spazi urbani proprio per rendere le strade più permeabili e favorire la presenza di alberi, piante e sistemi capaci di gestire meglio la pioggia. In alcuni interventi, dove prima prevalevano superfici dure, oggi trovano spazio aree verdi, pavimentazioni permeabili e soluzioni per raccogliere e infiltrare l’acqua piovana. Barcellona ha quindi scelto di ripensare il rapporto tra strade e suolo, riducendo l’impermeabilizzazione dove possibile. Non si tratta soltanto di una questione estetica: il terreno, la vegetazione e l’acqua diventano elementi centrali della progettazione urbana. Il risultato è un modello di città nel quale alcune superfici non servono più soltanto a sostenere il traffico, ma contribuiscono anche alla gestione dell’acqua e alla qualità degli spazi pubblici.

Perché Barcellona sta togliendo l’asfalto dalle strade

L’asfalto permette di realizzare superfici resistenti e facilmente percorribili, ma presenta anche un limite evidente: ostacola il passaggio dell’acqua verso il terreno. Quando arriva un forte acquazzone, l’acqua che cade su una superficie impermeabile tende a scorrere rapidamente verso caditoie e sistemi di drenaggio. In una città densamente costruita, dove strade, marciapiedi e piazze occupano gran parte dello spazio disponibile, il problema diventa ancora più evidente.

La strategia adottata in diversi interventi cerca di modificare proprio questo rapporto tra spazio urbano e acqua. Invece di convogliare tutta la pioggia lontano dalla superficie, una parte può essere intercettata da aree verdi, pavimentazioni permeabili e sistemi di drenaggio progettati per rallentarne il percorso e favorirne l’infiltrazione.

Il Comune utilizza infatti i Sistemi Urbani di Drenaggio Sostenibile (SUDS), progettati per limitare il deflusso superficiale e trattenere una parte dell’acqua prima che raggiunga la rete fognaria. Tra le soluzioni considerate rientrano pavimentazioni permeabili, superfici vegetate e altri dispositivi capaci di favorire la gestione naturale della pioggia.

L’obiettivo, quindi, non è semplicemente sostituire una superficie nera con una verde. Si tratta di ripensare il funzionamento dello spazio pubblico: il terreno può diventare una componente attiva dell’infrastruttura urbana, mentre alberi e piante contribuiscono a creare ombra e a migliorare il comfort nelle giornate più calde.

Quando il terreno torna a respirare, anche l’acqua cambia percorso

Il concetto alla base della de-pavimentazione urbana è abbastanza semplice. Se una superficie è completamente impermeabile, la pioggia non trova facilmente un percorso verso il sottosuolo. Quando invece una parte dell’area viene resa permeabile, l’acqua può essere trattenuta e infiltrarsi gradualmente, quando le condizioni del terreno lo permettono.

Non significa che ogni goccia debba necessariamente finire nel sottosuolo. I sistemi di drenaggio sostenibile vengono progettati proprio per gestire situazioni diverse e possono combinare superfici permeabili, aree verdi, sistemi di raccolta e drenaggi che intervengono quando l’infiltrazione non è sufficiente. La guida tecnica del Comune distingue, per esempio, tra pavimentazioni permeabili discontinue, pavimentazioni continue porose e superfici vegetate.

Questo approccio diventa particolarmente interessante quando viene associato agli alberi. Un’area verde progettata correttamente può offrire spazio alle radici e, nello stesso tempo, partecipare alla gestione dell’acqua. La vegetazione modifica inoltre il microclima: le chiome producono ombra e la presenza di terreno e piante favorisce processi naturali che contribuiscono a mantenere l’ambiente più fresco.

Un esempio significativo arriva dall’area di Pi i Margall, dove il progetto di trasformazione ha previsto un forte incremento della vegetazione. Il piano originale indicava 142 alberi in più rispetto alla situazione precedente e un aumento delle superfici dedicate ad aiuole e arbusti da 370 a 3.270 metri quadrati. Il progetto prevedeva anche un sistema di drenaggio sostenibile destinato a sfruttare l’acqua piovana e a migliorare le condizioni di irrigazione e aerazione del terreno.

È importante però non confondere questo intervento con l’idea che oggi l’intera strada sia completamente priva di asfalto. La trasformazione di Pi i Margall rappresenta un esempio del modello di strada verde adottato dalla città, ma alcune componenti della pavimentazione sono state successivamente modificate per rispondere alle esigenze del traffico. Il concetto più ampio, quindi, non consiste nell’eliminare indiscriminatamente ogni superficie asfaltata, bensì nel ridurre l’impermeabilizzazione dove è possibile e aumentare lo spazio destinato a terreno e vegetazione.

Le strade verdi di Barcellona diventano parte di una nuova idea di città

Il caso di Pi i Margall non è isolato. La trasformazione di diversi spazi pubblici mostra come il tema delle strade verdi di Barcellona faccia parte di una strategia urbana più ampia. In diversi progetti il verde viene integrato con la mobilità pedonale, la gestione dell’acqua e la riduzione delle superfici impermeabili.

Uno degli esempi più interessanti è rappresentato dall’area di Consell de Cent, dove la progettazione di nuovi spazi pubblici punta ad aumentare la permeabilità del suolo. In alcuni progetti collegati alla trasformazione dell’Eixample vengono previste superfici permeabili, aree vegetate e soluzioni per favorire l’infiltrazione dell’acqua piovana nel sottosuolo.

La stessa logica compare in altri interventi della città. Il verde non viene quindi considerato come un elemento decorativo aggiunto alla fine dei lavori, ma come una parte dell’infrastruttura urbana insieme alle strade, ai marciapiedi e ai sistemi di drenaggio.

Da Pi i Margall a Glòries: come Barcellona integra verde e acqua

Il progetto di Les Glòries permette di vedere ancora meglio questa filosofia. Il nuovo parco inaugurato nel 2025 ha portato circa 9 ettari di spazio destinato all’uso pubblico, 30.000 metri quadrati di aree verdi e più di 1.000 alberi. Il progetto comprende anche sistemi urbani di drenaggio sostenibile e aree verdi capaci di contribuire alla gestione dell’acqua.

Qui il rapporto tra vegetazione e pioggia diventa particolarmente evidente. Le superfici verdi possono ricevere parte dell’acqua proveniente dalle aree pavimentate e favorirne l’infiltrazione nel terreno. Nel parco sono presenti anche giardini della pioggia, aree con vegetazione progettate per raccogliere l’acqua e lasciarla penetrare lentamente nel sottosuolo.

È proprio questo il punto più interessante della strategia: l’acqua piovana non viene necessariamente considerata soltanto qualcosa da allontanare il più rapidamente possibile. In determinate condizioni può diventare una risorsa da trattenere e utilizzare all’interno dello stesso spazio urbano.

Anche le nuove piazze e gli assi verdi dell’Eixample seguono questa direzione. In alcuni progetti il suolo permeabile viene utilizzato per permettere all’acqua di raggiungere il sottosuolo e, contemporaneamente, creare condizioni più favorevoli alla crescita degli alberi. La presenza di vegetazione aumenta inoltre l’ombra disponibile e può contribuire a ridurre il surriscaldamento delle superfici durante l’estate.

Il risultato è una strada che svolge più funzioni contemporaneamente. Rimane uno spazio per muoversi e incontrarsi, ma può diventare anche un luogo dove l’acqua viene gestita, gli alberi trovano condizioni migliori per crescere e il calore viene attenuato dalla presenza di vegetazione.

Non significa che Barcellona stia trasformando tutte le proprie strade in superfici completamente naturali. L’asfalto continua a essere necessario in molte aree sottoposte al traffico e ai carichi pesanti. La novità sta piuttosto nel ripensare quanto spazio debba essere impermeabile e quanto possa invece tornare a svolgere una funzione ecologica.

Conclusione

L’esperienza di Barcellona mostra che togliere parte dell’asfalto non significa semplicemente rendere una strada più verde. Significa intervenire sul modo in cui lo spazio urbano gestisce acqua, suolo, alberi e calore.

Le nuove strade e piazze permeabili cercano di restituire al terreno una funzione che nelle città densamente costruite è stata spesso ridotta al minimo: assorbire e trattenere parte dell’acqua. Allo stesso tempo, alberi, arbusti e superfici vegetate possono aumentare l’ombra e rendere gli spazi pubblici più confortevoli.

Per questo la trasformazione di Barcellona è interessante anche oltre i confini della città. La domanda non è soltanto quante automobili possano essere tolte da una strada o quanti alberi possano essere piantati. È capire quanto una città possa funzionare meglio quando lascia nuovamente spazio al terreno e ai suoi processi naturali.

Redazione

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