Mappa del mondo ONU: perché l’Africa è 14 volte più grande della Groenlandia
Per secoli abbiamo guardato il mondo attraverso mappe che non mostrano sempre le vere dimensioni dell’Africa. La più famosa è quella basata sulla proiezione di Mercatore, nata nel 1569 per aiutare i navigatori a tracciare le rotte. Il problema è che una rappresentazione di questo tipo tende ad aumentare le dimensioni delle terre man mano che ci si avvicina ai poli. Così la Groenlandia può sembrare enorme, quasi paragonabile all’Africa, anche se nella realtà il continente africano è circa 14 volte più esteso. È proprio questa distorsione al centro della nuova mappa del mondo ONU. Il 4 settembre 2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che incoraggia l’uso di proiezioni capaci di rappresentare con maggiore fedeltà le superfici dei continenti, indicando anche Equal Earth come riferimento. Ma l’ONU non ha vietato la vecchia cartografia né imposto una singola nuova carta geografica.
Perché la mappa di Mercatore fa sembrare l’Africa più piccola
Il problema nasce da una difficoltà apparentemente semplice: la Terra è curva, mentre una mappa è piatta. Non esiste quindi un modo per trasferire la superficie del nostro pianeta su un foglio senza introdurre qualche forma di deformazione. A seconda della proiezione utilizzata possono cambiare forme, distanze, angoli oppure dimensioni relative delle terre emerse.
La mappa di Mercatore appartiene a una categoria di proiezioni sviluppate per uno scopo molto preciso. Gerardus Mercator la presentò nel 1569 e la sua caratteristica più importante era la possibilità di rappresentare determinate rotte di navigazione come linee rette. Per i navigatori dell’epoca si trattava di un vantaggio enorme. Ancora oggi la proiezione di Mercatore conserva un ruolo importante nella cartografia nautica proprio per le sue caratteristiche.
Il problema arriva quando quella stessa rappresentazione viene utilizzata per confrontare la superficie dei continenti. Avvicinandosi ai poli, le terre vengono rappresentate con dimensioni sempre maggiori rispetto alla loro reale estensione. La Groenlandia è uno degli esempi più evidenti: su una carta di Mercatore può apparire molto più grande di quanto sia realmente.
L’Africa, invece, si trova in gran parte alle latitudini tropicali e viene quindi rappresentata senza lo stesso tipo di amplificazione. Il risultato visivo può essere sorprendente: un’isola enorme come la Groenlandia sembra avere dimensioni paragonabili a quelle dell’intero continente africano.
Nella realtà il confronto è completamente diverso. L’Africa misura circa 30,3 milioni di chilometri quadrati, mentre la Groenlandia ha una superficie di circa 2,17 milioni di chilometri quadrati. Il rapporto è quindi vicino a 14 a 1.
Questo non significa che Mercatore sia una mappa “sbagliata”. Significa che una proiezione progettata per conservare determinate proprietà non è necessariamente adatta a tutti gli scopi. L’International Cartographic Association sottolinea proprio questo aspetto: ogni proiezione comporta delle distorsioni e non esiste una singola rappresentazione perfetta per qualsiasi utilizzo.
Africa e Groenlandia: le vere dimensioni sono molto diverse
Guardando una normale carta del mondo, è facile sviluppare un’idea sbagliata delle proporzioni geografiche. La Groenlandia occupa una posizione molto settentrionale e proprio per questo viene fortemente ingrandita dalla proiezione di Mercatore. L’Africa, invece, si estende soprattutto attorno all’Equatore e conserva una rappresentazione molto più vicina alla sua superficie reale.
La differenza diventa evidente quando si confrontano direttamente le aree. L’Africa potrebbe contenere la Groenlandia molte volte, e nonostante questo in una carta di Mercatore la distanza visiva tra le loro dimensioni sembra molto più ridotta.
È un esempio utile per capire perché ONU e mappe siano diventati improvvisamente un tema di discussione internazionale. La questione non riguarda soltanto l’aspetto estetico di una carta geografica. Una mappa viene utilizzata nelle scuole, nei libri, nei media, nei siti web e negli strumenti digitali. Per milioni di persone rappresenta il primo modo attraverso cui imparano a immaginare il pianeta.
Il punto sollevato dalla risoluzione ONU è quindi soprattutto questo: quando una carta viene utilizzata per confrontare le dimensioni dei territori, sarebbe preferibile scegliere una proiezione che non produca una forte alterazione delle superfici.
Questo non significa però che tutte le mappe di Mercatore debbano sparire. Per la navigazione continua a essere una rappresentazione utile, proprio perché conserva proprietà che altre proiezioni sacrificano. La questione è scegliere lo strumento cartografico in base alla domanda alla quale si vuole rispondere.
Se la domanda è “come posso tracciare una rotta mantenendo una direzione costante?”, Mercatore ha caratteristiche preziose. Se invece la domanda è “quanto è grande un continente rispetto a un altro?”, una proiezione equivalente come Equal Earth è molto più indicata.
Cosa cambia davvero con la nuova mappa del mondo ONU
La notizia che ha riacceso il dibattito internazionale è arrivata il 4 settembre 2026, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione A/80/L.104, intitolata “Correct the Map: Rebalancing Global Cartographic Representation and Promoting Equitable Representation of the World’s Regions, Particularly Africa”.
Il testo è stato promosso dal Togo, a nome del gruppo africano, con il sostegno dell’Unione Africana. Il voto si è concluso con 164 Paesi favorevoli, uno contrario e sei astensioni. Gli Stati Uniti sono stati l’unico Paese a votare contro, mentre Estonia, Georgia, Lituania, Moldavia, Serbia e Ucraina si sono astenute.
Ma cosa ha deciso realmente l’ONU? Qui è necessario fare chiarezza, perché alcuni titoli possono dare l’impressione che sia stata approvata una sorta di “nuova mappa ufficiale del mondo”.
Non è così.
La risoluzione non vieta la proiezione di Mercatore e non obbliga tutti gli Stati a sostituirla con Equal Earth. L’obiettivo è incoraggiare governi, scuole, organizzazioni internazionali e aziende tecnologiche a utilizzare proiezioni equivalenti quando è importante rappresentare correttamente le dimensioni relative delle terre emerse. La stessa risoluzione riconosce inoltre che nessuna proiezione può riprodurre perfettamente su una superficie piana tutti gli elementi della Terra.
La mappa Equal Earth non è una fotografia perfetta del pianeta
La mappa Equal Earth è stata sviluppata nel 2018 da Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny come proiezione equivalente per le mappe del mondo. La sua caratteristica fondamentale è che conserva le proporzioni delle superfici: continenti e oceani mantengono quindi i loro rapporti di area.
Questo è il motivo per cui Equal Earth può risultare più efficace quando si vuole mostrare quanto sia realmente esteso un continente rispetto a un altro. L’Africa appare molto più imponente rispetto alla Groenlandia e anche le regioni dell’Europa settentrionale e del Nord America perdono parte dell’ingrandimento tipico delle carte che accentuano le dimensioni alle alte latitudini.
C’è però un dettaglio importante: Equal Earth non elimina ogni deformazione. Come tutte le proiezioni cartografiche, deve accettare compromessi. Mantiene correttamente le aree, ma non conserva contemporaneamente forma, distanza e angoli in ogni punto del pianeta. L’International Cartographic Association considera proprio questo uno dei motivi per cui non esiste una “mappa perfetta” valida per qualsiasi utilizzo.
La risoluzione ONU va quindi interpretata più come un invito a utilizzare la proiezione più adatta allo scopo che come una decisione destinata a cancellare la cartografia tradizionale.
C’è anche un altro aspetto delicato. Alcuni Paesi hanno espresso preoccupazioni sulla rappresentazione di territori interessati da controversie internazionali. Durante il dibattito è stato chiarito che la risoluzione riguarda la rappresentazione delle dimensioni relative delle masse terrestri e non modifica sovranità, confini, integrità territoriale o status giuridico dei territori.
La vera novità, quindi, non è che il mondo abbia improvvisamente una nuova forma. È il modo di rappresentarlo che sta tornando al centro dell’attenzione.
Conclusione
La storia della mappa del mondo ONU parte da un dato semplice ma sorprendente: l’Africa è circa 14 volte più grande della Groenlandia, anche se alcune delle mappe che utilizziamo più spesso possono far sembrare le due terre molto più simili per dimensioni. La causa non è un errore geografico, ma il funzionamento delle proiezioni cartografiche.
Mercatore rimane fondamentale per alcuni utilizzi, soprattutto legati alla navigazione, mentre Equal Earth offre una soluzione più adatta quando l’obiettivo è confrontare le superfici. La risoluzione approvata dalle Nazioni Unite non impone quindi di buttare via le vecchie mappe, ma invita a riflettere sulla scelta della rappresentazione più appropriata.
In fondo, la questione racconta qualcosa di interessante: la geografia non cambia quando cambia una mappa, ma può cambiare la nostra percezione della geografia. Ed è proprio per questo che una semplice carta del mondo può avere un peso molto maggiore di quanto immaginiamo.
Fonte: ONU
Redazione
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