Perché i calciatori sputano l’acqua durante la partita? Cosa rivela la ricerca scientifica
Perché i calciatori sputano l’acqua invece di berla? È una domanda che molti tifosi si pongono guardando una partita di Serie A, una grande competizione internazionale o una tappa del Tour de France. A prima vista quel gesto può sembrare poco educato o una semplice abitudine, ma in realtà è il risultato di una strategia studiata nell’ambito della nutrizione sportiva. Si chiama Carbohydrate Mouth Rinsing e consiste nello sciacquare la bocca con una soluzione contenente carboidrati per alcuni secondi, per poi espellerla senza ingerirla. Lo scopo non è assumere calorie, bensì stimolare particolari meccanismi neurologici che possono aiutare l’atleta a gestire meglio la fatica durante uno sforzo intenso. Dietro un’azione tanto semplice si nasconde quindi una spiegazione scientifica che negli ultimi anni ha attirato l’interesse di ricercatori e preparatori atletici.
Perché gli atleti sputano l’acqua invece di berla
Il Carbohydrate Mouth Rinsing, ovvero lo “sciacquo della bocca con carboidrati”, è una metodica adottata da alcuni sportivi durante attività fisiche particolarmente impegnative. Consiste nel trattenere in bocca per circa 5-10 secondi una bevanda contenente carboidrati, come maltodestrine o glucosio, per poi sputarla senza deglutirla.
Le ricerche condotte negli ultimi anni indicano che nella cavità orale sono presenti recettori capaci di riconoscere queste sostanze. Una volta stimolati, inviano segnali al sistema nervoso centrale, attivando aree cerebrali coinvolte nella motivazione, nella ricompensa e nel controllo del movimento.
Il cervello interpreta questo stimolo come l’arrivo di una nuova fonte di energia. Pur non introducendo realmente zuccheri nell’organismo, l’atleta può avvertire una minore percezione della fatica e riuscire a mantenere più a lungo un’elevata intensità dello sforzo.
I risultati migliori sono stati osservati soprattutto negli sport di endurance, come ciclismo e corsa sulle lunghe distanze. Nel calcio, nel basket o nella pallavolo questa pratica è invece meno diffusa, sia per le caratteristiche delle gare sia per la difficoltà di ripeterla con la frequenza suggerita dagli studi.
Cosa succede nel cervello quando la bocca percepisce i carboidrati
A descrivere il meccanismo è anche Gabriele Boccolini, Strength and Conditioning Coach dell’A.S. Roma, laureato in Scienze Motorie e dottore di ricerca in Scienza dello Sport.
Secondo il preparatore atletico, i recettori presenti nella bocca sono in grado di riconoscere i carboidrati e trasmettere rapidamente il segnale al cervello. Per certi aspetti il principio ricorda quello di alcuni farmaci assunti per via sublinguale, che sfruttano la capacità della mucosa orale di inviare informazioni in tempi molto rapidi.
L’attivazione delle aree cerebrali coinvolte nella ricompensa e nel controllo motorio sembra aumentare la motivazione e attenuare la sensazione di affaticamento. In pratica, il cervello reagisce come se stesse per ricevere energia, anche se questa non viene realmente assorbita.
Gli studi pubblicati sulla rivista scientifica Nature evidenziano inoltre che la risposta non è identica per tutti. Alcuni atleti percepiscono con maggiore intensità il gusto dei carboidrati e sembrano ottenere benefici più evidenti rispetto ad altri, a conferma che la sensibilità individuale può influenzare l’efficacia della metodica.
Perché non ingeriscono la bevanda durante lo sforzo
Oltre all’aspetto neurologico, esiste anche una motivazione pratica. Durante un’attività fisica intensa il flusso di sangue viene indirizzato principalmente verso i muscoli, mentre l’apparato digerente lavora meno. In queste condizioni assumere carboidrati può favorire disturbi gastrointestinali, nausea o una fastidiosa sensazione di pesantezza.
Lo sciacquo della bocca consente invece di sfruttare gli effetti legati alla stimolazione dei recettori senza dover ingerire il liquido. In questo modo si riduce il rischio che eventuali problemi digestivi compromettano la prestazione.
Le ricerche suggeriscono di ripetere la procedura ogni 10-20 minuti durante gli sforzi di lunga durata. È anche per questo motivo che la tecnica trova maggiore applicazione nelle maratone e nel ciclismo rispetto al calcio, dove le pause disponibili sono decisamente più limitate.
Anche il clima può fare la differenza. In condizioni di caldo estremo, come durante i Mondiali disputati in Qatar, gestire correttamente idratazione ed energia diventa ancora più importante.
Qual è la soluzione utilizzata dagli sportivi
Per ottenere gli effetti desiderati non basta utilizzare semplice acqua. La soluzione impiegata contiene carboidrati, spesso sotto forma di maltodestrine, ed è preparata con una concentrazione studiata per garantire efficacia e sicurezza.
Il biologo nutrizionista Guido Rillo, specialista in Scienza dell’Alimentazione presso l’A.S. Roma, spiega che la miscela ideale è isotonica e contiene circa il 6% di carboidrati. Una soluzione troppo concentrata, definita ipertonica, potrebbe infatti aumentare il rischio di disturbi gastrointestinali se una piccola quantità venisse ingerita accidentalmente.
Va comunque ricordato che il Carbohydrate Mouth Rinsing non sostituisce una corretta alimentazione né rappresenta una soluzione miracolosa per migliorare le prestazioni. Si tratta di una strategia utilizzata in contesti ben precisi, soprattutto dagli atleti professionisti, che pianificano con attenzione allenamento, nutrizione e idratazione in base alle caratteristiche della gara.
Conclusione
La risposta a questa domanda è quindi molto diversa da quanto si potrebbe immaginare. Non si tratta di un gesto casuale o di una cattiva abitudine, ma di una strategia sviluppata sulla base di studi scientifici che punta a stimolare il cervello senza introdurre carboidrati nell’organismo.
I benefici sembrano emergere soprattutto negli sport di resistenza e possono variare da un atleta all’altro. Per chi pratica attività fisica a livello amatoriale, restano fondamentali una corretta alimentazione, un’adeguata idratazione e una preparazione ben programmata. Sapere cosa si nasconde dietro questo gesto, però, permette di guardare una partita o una gara con occhi diversi, comprendendo quanto anche i dettagli possano influire sulla performance.
Fonte:
Redazione
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