Depavimentazione urbana: Genova rimuove l’asfalto e punta su più verde contro il caldo estremo
Meno cemento e più natura per rendere le città più vivibili e resilienti. È questa la filosofia alla base della depavimentazione urbana, una pratica che punta a restituire spazio al verde eliminando superfici impermeabili come asfalto e cemento. In Italia, la prima città a compiere un passo ufficiale in questa direzione è Genova, che ha deciso di inserire il concetto di depaving all’interno del nuovo Piano Urbanistico Comunale. L’obiettivo è affrontare alcune delle principali sfide ambientali dei centri urbani moderni, dal caldo estremo agli allagamenti provocati da eventi meteorologici sempre più intensi. La scelta dell’amministrazione guidata da Silvia Salis rappresenta un cambio di prospettiva significativo: il suolo e il verde cittadino non vengono più considerati semplici elementi decorativi, ma infrastrutture ecosistemiche essenziali per migliorare la qualità della vita e favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici.
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Cos’è la depavimentazione urbana e perché Genova ha scelto questa strada
La depavimentazione urbana consiste nella rimozione di asfalto, cemento e altre superfici impermeabili che non svolgono più una funzione utile all’interno del tessuto cittadino. Vecchi piazzali, cortili inutilizzati, aree industriali dismesse o parcheggi poco sfruttati possono così trasformarsi in spazi verdi, giardini, prati o superfici drenanti in grado di assorbire l’acqua piovana.
Con l’inserimento della depavimentazione nel nuovo Piano Urbanistico Comunale, Genova diventa il primo Comune italiano a riconoscere formalmente il valore del suolo e del verde come strumenti fondamentali per la gestione ambientale del territorio. Questa scelta nasce dalla necessità di rispondere a fenomeni sempre più evidenti nelle aree urbane. Le estati sono caratterizzate da temperature elevate e ondate di calore sempre più frequenti, mentre gli eventi meteorologici estremi mettono sotto pressione le infrastrutture cittadine aumentando il rischio di allagamenti.
Ridurre la presenza di superfici impermeabili significa permettere al terreno di recuperare una delle sue funzioni naturali più importanti: assorbire e trattenere l’acqua. Parallelamente, alberi e aree verdi contribuiscono a mitigare gli effetti delle alte temperature e a migliorare la qualità dell’ambiente urbano. La decisione di Genova si inserisce quindi in una strategia più ampia che mira a rendere la città maggiormente preparata ad affrontare le conseguenze della crisi climatica.
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Dall’asfalto alle superfici permeabili: come funziona il depaving
La trasformazione prevista dal depaving non si limita a sostituire il grigio del cemento con il verde della vegetazione. Si tratta di un intervento che modifica il modo in cui la città interagisce con l’ambiente circostante. Eliminando superfici impermeabili e introducendo prati, alberature e terreni drenanti, si favorisce il naturale ciclo dell’acqua e si migliora l’equilibrio ecologico degli spazi urbani.
Questo approccio è già stato adottato in diverse città europee e nordamericane, dove viene considerato uno degli strumenti più efficaci per adattare i centri abitati agli effetti del cambiamento climatico. In questi contesti, il depaving viene utilizzato per contrastare le cosiddette isole di calore urbane, un fenomeno che porta le zone fortemente cementificate a registrare temperature sensibilmente più elevate rispetto alle aree ricche di vegetazione.
Nel caso di Genova, il nuovo Piano Urbanistico Comunale non prevede soltanto interventi pubblici. L’amministrazione ha infatti introdotto anche incentivi destinati ai privati. Chi sceglierà di destinare gli oneri di urbanizzazione a operazioni di rimozione delle superfici impermeabili potrà beneficiare di sgravi fiscali. In cambio, sarà necessario garantire la manutenzione delle nuove aree verdi per almeno dieci anni, assicurando così che gli spazi recuperati continuino a svolgere nel tempo la loro funzione ambientale.
I benefici della depavimentazione per il futuro delle città
L’iniziativa avviata da Genova evidenzia come il verde urbano stia assumendo un ruolo sempre più strategico nella pianificazione del territorio. Alberi, prati e superfici permeabili non rappresentano soltanto un elemento estetico, ma una vera infrastruttura capace di offrire vantaggi concreti all’intera collettività.
Tra gli aspetti più rilevanti c’è la riduzione delle temperature durante le ondate di calore. Le superfici asfaltate assorbono e trattengono il calore, contribuendo ad aumentare la temperatura percepita nelle aree urbane. Le zone verdi, invece, favoriscono un raffrescamento naturale e rendono gli spazi pubblici più confortevoli durante i mesi più caldi.
Anche la gestione delle precipitazioni trae beneficio dalla presenza di suoli permeabili. Quando la pioggia cade su superfici cementificate, l’acqua scorre rapidamente verso le reti di drenaggio, aumentando il rischio di sovraccarichi e allagamenti. Un terreno naturale, al contrario, riesce ad assorbirne una parte significativa, contribuendo a limitare gli effetti degli eventi meteorologici più intensi.
A questi vantaggi si aggiungono il miglioramento della qualità dell’aria e una maggiore capacità di assorbimento dell’anidride carbonica e delle polveri sottili. Tutti fattori che contribuiscono a rendere le città più salubri e meglio attrezzate per affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni.
Il progetto di Cornigliano e il cambio di paradigma nella gestione del territorio
Il primo grande intervento previsto a Genova interesserà Cornigliano, nell’area dove un tempo sorgevano i gasometri. Qui l’asfalto verrà progressivamente rimosso per lasciare spazio a nuove superfici verdi e permeabili, trasformando una zona fortemente urbanizzata in un ambiente più sostenibile e integrato con il contesto naturale.
Questo progetto rappresenta un esempio concreto della nuova visione adottata dall’amministrazione comunale. In un periodo storico in cui il consumo di suolo continua a essere una delle principali criticità ambientali del Paese, la scelta di restituire terreno alla natura assume un significato particolarmente importante.
Il messaggio che emerge dalla strategia di Genova va oltre il singolo intervento urbanistico. Per molti anni lo sviluppo delle città è stato associato soprattutto alla costruzione di nuove infrastrutture e alla progressiva occupazione del territorio. Oggi, invece, si afferma un approccio differente che punta non soltanto a costruire meno, ma anche a recuperare spazi già esistenti e a restituire parte del terreno alla sua funzione originaria.
Questa pratica diventa così uno strumento concreto per aumentare la resilienza urbana, migliorare il benessere dei cittadini e preparare le città agli effetti della crisi climatica. Il caso di Genova potrebbe rappresentare un punto di riferimento per altre amministrazioni italiane, interessate a integrare il verde e il suolo permeabile nelle proprie strategie di pianificazione territoriale.
Conclusione
La scelta di Genova di introdurre ufficialmente la depavimentazione urbana nel Piano Urbanistico Comunale segna una svolta significativa nel modo di concepire lo sviluppo delle città. Attraverso la rimozione di asfalto e cemento non necessari e la creazione di nuove aree verdi, l’amministrazione punta a contrastare il caldo estremo, migliorare la gestione delle acque piovane e aumentare la qualità della vita urbana. Gli incentivi previsti per i privati e il primo intervento nell’area di Cornigliano dimostrano come questa strategia possa tradursi in azioni concrete e misurabili. In un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici sempre più evidenti, restituire spazio alla natura non appare più come una scelta secondaria, ma come una delle soluzioni più efficaci per costruire città più vivibili, sostenibili e resilienti.
Redazione
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