Il DNA Rivela: Occhi azzurri pelle d’ebano , l’Inaspettato Aspetto dei Nostri Antenati europei di 7 Mila Anni Fa
Occhi azzurri come il ghiaccio del Nord, pelle d’ebano come le genti africane. Questo è l’inaspettato identikit dei nostri antenati rivelato dall’analisi del DNA di un antico cacciatore-raccoglitore vissuto in Spagna tra i 10 mila e i 5 mila anni fa.
Un Mix di Tratti Scandinavi e Africani
Immagina un uomo con Occhi azzurri pelle d’ebano che brillano come il ghiaccio del Nord, con capelli castani che ondeggiano al vento. La sua pelle è scura, ricordando le genti africane. Questo è l’identikit di un nostro antenato, un cacciatore-raccoglitore che ha vissuto tra noi migliaia di anni fa. Un mix genetico insolito, ma affascinante.
Come alcuni di noi oggi, questo nostro antenato era intollerante al lattosio. Il latte e i suoi derivati non facevano parte della sua dieta. Era anche incapace di digerire gli amidi, un tratto che condividiamo con lui. Questi dettagli ci danno un’idea della sua dieta e del suo stile di vita.
Il DNA Conservato Perfettamente
Nel 2006, nel sito archeologico di La Braña – Arintero, situato a Valdelugueros, nel Nord della Spagna, sono stati scoperti due scheletri. Da uno di questi scheletri, gli scienziati hanno estratto materiale genetico prezioso. Questo materiale genetico non è stato preso a caso, ma è stato accuratamente estratto da un dente.
La scelta del dente non è casuale. Infatti, i denti, grazie alla loro struttura solida e resistente, sono spesso in grado di conservare il DNA meglio di altre parti del corpo. Questo rende i denti una fonte ideale per l’estrazione del DNA in studi archeologici.
La grotta in cui sono stati trovati i due scheletri ha giocato un ruolo fondamentale nella conservazione del DNA. Era sufficientemente scura e fredda per preservare il DNA dei reperti. Le condizioni di oscurità e freddo hanno infatti rallentato il processo di degradazione del DNA, permettendo così la sua conservazione nel corso dei secoli.

Una ricostruzione completa del volto dell’uomo di La Brana 1. Credit: Spanish National Research Council Credito: Spanish National Research Council
L’Influenza dell’Agricoltura sul Genoma
L’agricoltura ha avuto un impatto significativo sul genoma umano. Questa attività, introdotta migliaia di anni fa, ha portato a cambiamenti nelle caratteristiche genetiche dei nostri antenati. L’uomo di La Braña, un individuo vissuto prima dell’avvento dell’agricoltura, ne è un esempio emblematico.
La dieta dell’uomo di La Braña era principalmente a base di proteine. Questo dettaglio è importante perché riflette il tipo di alimentazione tipica dei cacciatori-raccoglitori, che si basava su carne, pesce e raccolta di frutti selvatici. Al contrario, gli uomini del Neolitico, che avevano adottato l’agricoltura, avevano una dieta più varia e ricca di carboidrati.
Un altro aspetto interessante riguarda la digestione del lattosio e degli alimenti contenenti amidi. L’uomo di La Braña era incapace di digerire questi alimenti. Questa caratteristica è comune tra i cacciatori-raccoglitori, mentre gli uomini del Neolitico, grazie all’allevamento di animali e alla produzione di latte, svilupparono la capacità di digerire il lattosio.
Un Sistema Immunitario Forte
L’uomo di La Braña possedeva un sistema immunitario eccezionalmente robusto. Era “attrezzato” per combattere un’ampia gamma di infezioni batteriche. Questa caratteristica è notevole perché, fino ad ora, si pensava che un sistema immunitario così versatile fosse emerso solo con l’avvento della pastorizia, quando gli esseri umani iniziarono a vivere a stretto contatto con gli animali.
Tuttavia, l’uomo di La Braña visse in un periodo precedente all’introduzione della pastorizia. Ciò suggerisce che altre infezioni, come il colera, potrebbero aver rafforzato le difese del suo organismo prima dell’avvento della pastorizia. Questa scoperta potrebbe portare a una nuova comprensione di come il nostro sistema immunitario si è evoluto nel corso del tempo.
Questo articolo offre uno sguardo affascinante sulle nostre radici e su come eravamo 7 mila anni fa. L’uomo di La Braña presentava un mix di tratti genetici che oggi è quasi introvabile, un mix di tratti scandinavi e africani. Questo viaggio nel tempo ci permette di conoscere meglio noi stessi e la nostra storia, offrendoci una preziosa prospettiva sulla nostra evoluzione come specie.
Redazione
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