Non si può più rimandare: cosa può fare l’Europa contro il riscaldamento climatico

Le devastazioni che hanno interessato prima le Marche e poi la Florida sono un campanello d’allarme che non può essere messo in secondo piano. La Terra, ormai, sta facendo capire in tutti i modi che non si può scherzare con il cambiamento climatico e, anzi, bisogna porre un freno quanto prima.

Sì, ok, ci sono i comportamenti individuali ma questi ultimi non sono sufficienti. A meno che – cosa alquanto impensabile – non lo facciano tutti. Ma per farlo fare a tutti, bisognerebbe interrompere l’erogazione di acqua, luce e gas in alcune ore. Una soluzione improponibile e dannosa.

Ci sono, però, alcune strade che si possono intraprendere con estrema razionalità. Strade incisive e che, qualora ce ne fosse ancora il tempo, possono portare a un drastico cambiamento di rotta.

Prendere decisioni coraggiose

Dal 2035, salvo ripensamenti, ci sarà il blocco della vendita di auto a diesel a benzina. Ecco, quando parliamo di scelte coraggiose intendiamo proprio queste. Scelte che vanno contro corrente e che possono anche contrastare qualche lobby che fino a quel momento ha avuto troppo potere.

Non è stato certamente un caso che questa decisione è, ancora oggi, fonte di polemiche e discussioni con esponenti governativi che vorrebbero indire perfino un referendum.

Da cambiare sarebbe inoltre anche le nostre abitudini alimentari. Eh sì perché gli alimenti intensivi – al di là di uno come la pensi sul vegano e vegetariano – sono insostenibili, anche solo per il fatto che per fare un chilo di carne bovina vengono consumati 11mila e 500 litri di acqua. Se si pensa alle tonnellate che vengono prodotte mensilmente, risulta perfino complicatissimo fare un calcolo a mente di quanta acqua possa essere consumata.

Emulare la Slovenia

Tante persone cercano informazioni sui casino in Slovenia ma questo paese, oltre a garantire una certa pace e tranquillità, fornisce anche moltissimo verde. È, infatti, uno dei paesi dove la concentrazione ‘green’ e di aree non ‘inquinate’ dall’uomo è maggiore.

Se è una meta di tanti appassionati, un motivo ci sarà. E proprio la Slovenia è l’esempio vivente di come una politica ambientalista non va a cozzare necessariamente con il business e le attività imprenditoriali. Infatti, si può fare business anche tutelando l’ambiente, rispettando l’ecosistema e, perché no, diventare un punto di riferimento per chi vuole trascorrere un fine settimana immerso nella natura.

Avere una politica energetica comune

Chiudiamo con un qualcosa che chissà se arriverà. Nessuno si salva da solo in un mondo così globalizzato e la guerra a pochi passi dall’Europa è lì a dimostrarlo. Bisogna lavorare a una politica energetica comune che possa far sì che l’Europa lavori a una sola voce.

Una voce che, però, non deve affatto oscurare le peculiarità che ogni stato ha in materia di energia. Non è un risultato che si ottiene subito, non è un qualcosa che si avrà domani. Ma è un percorso fatto di ostacoli, di salti in avanti e marce indietro. Ma è un percorso che porterà un risultato storico e, chissà, che salvi anche il mondo.

Foto di Jose Antonio Alba da Pixabay

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