Ecco la turbina più grande del mondo per produrre energia dalle maree (VIDEO)

Lunga 73 metri e pesante 680 tonnellate, fornirà energia a 2000 abitazioni

Il 22 aprile, Orbital Marine Power Ltd (Orbital), sviluppatore scozzese di una delle principali tecnologie di turbine da marea galleggianti al mondo, ha varato con successo a Forth Ports  a Dundee, Orbital O2, la sua turbina da marea a forma di croce,  da 2 MW e 680 tonnellate.

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Il varo è avvenuto nel fiume Tay utilizzando una chiatta sommergibile e segna il completamento della costruzione della turbina, realizzata da TEXO Fabrication.

Poi l’O2 è stato rimorchiato con un viaggio durato due giorni fimnno alle isole Orcadi, dove verrà messo in servizio prima di essere collegato all’European Marine Energy Centre (EMEC), diventandone la più potente turbina di marea operativa.

Secondo l’amministratore delegato di Orbital, Andrew Scott, «Questa è una pietra miliare per Orbital; l’O2 è un notevole esempio di innovazione cleantech britannica e la costruzione che abbiamo completato qui è una dimostrazione stimolante di ciò che una catena di approvvigionamento del Regno Unito potrebbe ottenere, se ne avesse l’opportunità, anche sotto le pressioni straordinarie di una pandemia».

La costruzione della turbina O2 è iniziata nella seconda metà del 2019 e per l’80% è made in UK: l’acciaio è scozzese, le ancore vengono dal Galles e le lame delle pale dal sud dell’Inghilterra. Alla sua realizzazione hanno lavorato circa 80 persone  e il varo dell’O2 è il primo a Dundee da quando sono chiusi i cantieri navali 40 anni fa.

John Alexander, Leader del Dundee City Council, ha dichiarato: «Sono molto orgoglioso del ruolo che Dundee ha svolto nell’aiutare a fornire questa pionieristica turbina da marea e mi congratulo con il team di Orbital Marine e TEXO per i loro incredibili sforzi durante l’anno più duro di cui si abbia memoria recente. L’incredibile opera di ingegneria di Orbital Marine svolgerà  un ruolo fondamentale nella presentazione di questa tecnologia e nell’aiutare la Scozia a realizzare la sua ambizione nell’affrontare l’emergenza climatica, spingendo ulteriormente Dundee a diventare una città che si sta trasformando in un hub per le energie rinnovabili e l’innovazione».

L’O2, un progetto ocean-riding” lungo 73 metri, con una coppia di turbine incernierate di 16 metri di diametro che possono essere sollevate o abbassate per semplificare il trasporto, l’installazione e la manutenzione, può produrre elettricità pulita e affidabile a sufficienza per soddisfare la domanda di circa 2.000 case e compensare circa 2.200 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno.

Chris Smith, amministratore delegato di TEXO Group, ha sottolineato che «Il programma O2 ci ha dato un’opportunità significativa per dimostrare le nostre capacità multidisciplinari e il nostro approccio proattivo al lavoro in collaborazione con i clienti. Crediamo fermamente che la transizione verso un ambiente net zero offrirà una serie di opportunità ai settori ingegneristico e manufatturiero del Regno Unito».

O2 è arrivata a Orkney Waters il 24 aprile, rimorchiata dalla C-Force, una  nuova nave multicat della Leask Marine. Sarà temporaneamente ormeggiata a Deer Sound mentre la messa in servizio finale sarà completata insieme a un programma di test di traino prima dell’installazione definitiva nel sito di test di marea Fall of Warness dell’EMEC. Dopo la connessione alla rete nazionale, EMEC effettuerà una valutazione indipendente delle prestazioni energetiche per conto di Orbital.

L’O2 è il primo prototipo commerciale di Orbital Marine Power e rappresenta il culmine di oltre 15 anni di sviluppo e test del prodotto realizzati nelle Orcadi e punta dichiaratamente a diventare «La base per le prime vendite commerciali della tecnologia».

All’EMEC sono convinti che «L’arrivo della turbina O2 nelle Orcadi  è una pietra miliare nell’espansione delle energie rinnovabili marine nelle isole. È un promemoria – se ne avessimo bisogno – sul fatto che le Isole del Nord hanno un enorme potenziale per essere leader al mondo nell’energia delle maree. Quel che è necessario ora è il sostegno del governo per sfruttare questo potenziale e passare alla fase successiva del dispiegamento. La prova del concetto è lì: oggi dovrebbe essere uno sprone per i ministri a impegnarsi per il futuro di questa vitale tecnologia verde e fornire le leve fiscali che possono portarci al suo lancio commerciale. Se il governo ha ancora dubbi sulle energie rinnovabili marine, li inviterei a venire qui a vedere di persona il loro potenziale».

Ben Miller, senior policy manager di Scottish Renewables, concorda: ­ Dato che le nazioni costiere cercano le tecnologie marine in grado di fornirci il nostro futuro net zero, il varo della turbina O2 merita attenzione globale».

Le stime delle dimensioni e della velocità della diffusione dell’energia delle maree in tutto il mondo variano ampiamente. Ocean Energy Europe , l’ente rappresentativo del settore nell’Ue, prevede 100 GW di capacità installata entro il 2050, che potrebbero soddisfare il 10% della domanda di energia degli Stati membri.

Matthew Finn, direttore commerciale di EMEC, ha concluso «L’O2 è la terza turbina di Orbital ad essere testata nel sito dei test di marea di EMEC, un ottimo caso di studio che dimostra il valore di testare più iterazioni in mare che aumentano gradualmente di scala e ottimizzano il design verso un prodotto commerciale. L’arrivo dell’O2 nelle Orcadi segna anche una pietra miliare nel progetto FloTEC Horzion2020, che vedrà l’O2 dimostrato in mare e l’EMEC fornire una valutazione indipendente delle prestazioni di potenza. Congratulazioni a Orbital per aver completato la costruzione dell’O2. Con l’80% dei magteriali forniti provenienti dal Regno Unito seguito da un’occupazione locale con lavori a lungo termine; questo mostra i vantaggi economici dell’energia delle maree nel sostenere la ripresa verde nel Regno Unito e l’opportunità per il Regno Unito di essere il leader mondiale nell’energia delle maree, fornendo un supporto adeguato per il suo continuo sviluppo e dimostrazione»

Fonte: www.greenreport.it

Condiviso da: www.blueplanetheart.it

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