I cacciatori del Winsconsin in soli 3 giorni hanno ucciso oltre 200 lupi, tra cui femmine incinte

È strage di lupi nel Wisconsin. Nello Stato americano, situato nella regione dei Grandi Laghi, sono stati uccisi dai cacciatori più di 200 lupi, tra cui alcune lupe in gravidanza, nell’arco di appena 3 giorni. 

Qui la caccia al lupo grigio, specie che lo scorso gennaio l’US Fish and Wildlife Service ha rimosso dall’elenco federale delle specie minacciate di estinzione, è stata autorizzata nel mese di febbraio. A niente sono valse le mobilitazioni delle associazioni animaliste, che hanno provato in vari modi a fermare la caccia, ricorrendo anche alle vie legali.

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“Questi animali sono stati uccisi usando branchi di cani e trappole” – ha spiegato Kitty Block, presidente e CEO della Humane Society degli Stati Uniti. – “È stata una gara a chi riusciva a uccidere i lupi in maniera più cruenta.”

La caccia al lupo nel Wisconsin

La strage di lupi nel Wisconsin è soltanto una delle conseguenze nefaste della politica ambientale di Donald Trump Trump, che la scorsa estate ha annunciato la revoca della protezione ai lupi grigi negli Stati Uniti. Soltanto qualche mese prima, l’ex presidente degli Usa aveva dato il via libera all’uccisione di orsi, lupi e coyote anche all’interno delle riserve nazionali in Alaska.

Durante le battute di caccia dello scorso mese sono stati uccise, senza alcuna pietà, persino lupe in gravidanza e davanti ai loro cuccioli, che adesso potrebbero morire di fame.

Mentre nel 2014, anno in cui è stata concessa la possibilità di cacciare questa specie, sono morti circa 100 lupi in due mesi, a febbraio si è toccato il record di 216 lupi trucidati. Adesso, le associazioni ambientaliste e le tribù dei nativi americani, che considerano il lupo un animale sacro, confidano in un intervento del Presidente Joe Biden per evitare che nei prossimi mesi si ripeta questa barbarie (legalizzata) nei confronti dei poveri lupi.

Fonte: New York Times/Wisconsin Department of Natural Resources 

Foto di Mila Kusmenko da Pixabay 

Rosita Cipolla

Fonte: www.greenme.it

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