I canguri possono “parlare” con lo sguardo con gli esseri umani

Una comunicazione intenzionale che si credeva riservata agli animali domestici

Secondo lo studio Kangaroos display gazing and gaze alternations during an unsolvable problem task”, pubblicato su Biology Letters da Alan McElligott dell’università di Roehampton, Kristine O’Keeffe dell’Underwater Research Group of New South Wales e Alexandra  Green dell’università di Sydney, «Gli animali che non sono mai stati addomesticati, come i canguri, possono comunicare intenzionalmente con gli esseri umani». Una scoperta che mette in dubbio l’idea che questo comportamento sia limitato agli animali domestici come cani, cavalli o capre.

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Questo studio, il primo nel suo genere, ha riguardato i canguri, marsupiali che non sono mai stati addomesticati, di tre siti australiani: Australian Reptile Park, Wildlife Sydney Zoo e Kangaroo Protection Co-Operative e ha rivelato che i canguri, mentre cercavano di accedere al cibo che era stato messo in una scatola chiusa, guardavano un essere umano per comunicare con lui, invece di tentare di aprire la scatola da soli, un comportamento che è proprio degli animali domestici.

I fricercatori australiani dicono «10 canguri su 11 esaminati hanno guardato attivamente la persona che aveva messo il cibo in una scatola per ottenerlo (questo tipo di esperimento è noto come “compito del problema irrisolvibile”). Inoltre,  9 degli 11 canguri hanno mostrato di alternare lo sguardo tra la scatola e la persona presente», una forma di comunicazione intensa con l’evidente intenzione di attrarre l’attenzione dell’essere umano sulla scatola inaccessibile.

La ricerca si basa su precedenti lavori nel campo che avevano esaminato la comunicazione degli animali domestici, come cani e capre, e se la comunicazione intenzionale negli animali fosse il risultato dell’addomesticamento.

Il principale autore del nuovo studio, McElligott, che ora lavora alla City University di Hong Kong, aveva già partecipato allo studio “Goats prefer positive human emotional facial expressions” nel quale  i ricercatori avevano scoperto che le capre possono comprendere i segnali e le espressioni degli esseri umani per raccogliere informazioni sul loro ambiente. Ora McElligott  spiega che «Come i cani e le capre, i canguri sono animali sociali e la nuova ricerca suggerisce che potrebbero essere in grado di adattare i loro comportamenti sociali abituali per interagire con gli esseri umani. Attraverso questo studio, siamo stati in grado di vedere che la comunicazione tra gli animali può essere appresa e che il comportamento di guardare gli esseri umani per accedere al cibo non è correlato alla domesticazione. In effetti, i canguri hanno mostrato un modello di comportamento molto simile a quello che abbiamo visto in cani, cavalli e persino capre quando sono stati sottoposti alla stessa prova. La nostra ricerca dimostra che il potenziale di comunicazione intenzionale referenziale verso gli esseri umani da parte degli animali è stato sottovalutato, il che segnala uno sviluppo entusiasmante in questo settore. I canguri sono i primi marsupiali ad essere studiati in questo modo e i risultati positivi dovrebbero portare a una ricerca più cognitiva oltre le solite specie domestiche».

La Green, della School of Life and Environmental Sciences dell’Università di Sydney, ha concluso: «I canguri sono l’emblema della fauna endemica australiana, adorata da molti in tutto il mondo ma sono anche considerati un parassita. Ci auguriamo che questa ricerca attiri l’attenzione sulle capacità cognitive dei canguri e aiuti a promuovere atteggiamenti più positivi nei loro confronti».

Fonte: www.greenreport.it

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