Il Festival di Yulin non si ferma: diecimila cani e gatti macellati in dieci giorni

Festival di Yulin è iniziato: in dieci giorni saranno macellati diecimila tra cani e gatti. La pandemia non ha, quindi, fermato questa strage di animali nonostante le petizioni e gli appelli internazionali da parte di gruppi animalisti.

Il Ministero cinese dell’Agricoltura e degli Affari rurali aveva aggiornato il catalogo nazionale del bestiame e pollame eliminando cani e gatti dalla lista di animali commestibili, classificandoli invece come ‘animali domestici’, ma questo non ferma il tradizionale Festival di Yulin che quest’anno non si svolge nei wet market e in pieno centro, ma bensì in periferia, a Nanchao. Come denunciano i gruppi animalisti, infatti, il noto mercato di Dongkou è chiuso. Così mentre città come Shenzhen e Zhuhai hanno vietato la carne di cane e gatto, qui continuerà ad esserci una vera strage.

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“A differenza di quanto fatto a Shenzhen sebbene i cani e i gatti non siano inseriti nell’elenco degli animali considerati bestiame non è prevista alcuna sanzione. I ristoranti di alto livello e attività simili si sono dovuti fermare, ma il 99% della carne viene venduta come street food o con altre forme al mercato nero: la loro attività non è cambiata”, spiega Davide Acito, attivista fondatore di Action project animal. Stessa denuncia fatta da HSI che da anni si batte per fermare il Festival.

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A poche ore dall’apertura del “Festival” cinese della carne di cane, sono stati salvati 10 cuccioli destinati alla vendita in un mercato alle porte di #Yulin. Alcuni attivisti animalisti cinesi hanno trovato animali già macellati sulle bancarelle del mercato di Nancho, mentre appena fuori Yulin, hanno scoperto un banchetto con una gabbia piena di cuccioli ancora vivi, che fortunatamente sono riusciti a portare in salvo. Insieme agli attivisti animalisti cinesi continueremo ad esortare le autorità locali ad accogliere, non solo a parole, la recente dichiarazione del governo nazionale, secondo il quale i cani sono compagni e non “bestiame” e quindi ad interrompere l’evento che dovrebbe avere inizio il prossimo 21 giugno. Non solo per il bene degli animali, ma anche per la salute e la sicurezza dei suoi abitanti. Con la conferma di nuovi casi di #COVID_19 collegati ad un mercato di Pechino, dare il via libera ad un festival molto affollato rappresenta un rischio significativo per la salute pubblica. Aiutaci a salvare quanti più animali possibile 👉 link in bio #salviAmo #cani #stopyulinfestival #stopyulin #HSIItalia . . . #yulindogmeatfestival #yulinfestival #banyulinfestival #banyulinforever #dogmeattrade #dogmeatfestival

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Ne abbiamo parlato tante volte, questi cani e gatti che finiscono nel piatto sono o animali randagi prelevati per strada oppure cuccioli e adulti rubati dai cortili e dalle case delle persone. Si stima che in dieci giorni, ne vengano uccisi diecimila. Animali torturati, maltrattati, rinchiusi in minuscole gabbie, ammassati l’uno sull’altro. Vengono lasciati senza acqua e né cibo, in attesa di essere poi macellati.

“Il solstizio d’estate è un giorno felice, ma non per migliaia di cani e gatti uccisi per la loro carne in Asia. Oggi inizia il crudele, e tutt’altro che tradizionale, #YulinFestival, creato nel 2010 dai venditori per aumentare le vendite”, scrive HSI.

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Il solstizio d’estate è un giorno felice, ma non per migliaia di cani e gatti uccisi per la loro carne in Asia. Oggi inizia il crudele, e tutt’altro che tradizionale, #YulinFestival, creato nel 2010 dai venditori per aumentare le vendite. Migliaia di cani e gatti presi da strade o rubati da cortili, vengono rinchiusi in gabbie e stipati su tir, senza cibo e acqua. Molti muoiono per le ferite, soffocamento, disidratazione o infarto prima di raggiungere la loro triste destinazione, il macello. HSI lavora da anni con partner locali per spingere le autorità a mettere fine a questo business crudele che uccide migliaia di animali illegalmente. Vuoi aiutarci? #StopYulin #salviAmo #cani #HSIItalia

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Un Festival che quest’anno assume una connotazione diversa perché arriva durante l’emergenza Covid-19 e mentre a Pechino è in corso già un’altra ondata. Il tutto succede proprio laddove è iniziato tutto, dove gli animali vengono macellati in strada, dove non c’è alcun rispetto delle norme igieniche, dove tutto viene fatto per terra. Una bomba battereologica pronta a esplodere. Eppure, il governo cinese sul festival di Yulin non ha posto veti. E anche sui wet market, le organizzazioni animaliste spiegano che le cose non sono poi così cambiate rispetto a prima. Non essendoci sanzioni e neanche punizioni, ci si cela sempre dietro la parola tradizione.

@HSIcani yulin

@HSI

Avevamo sperato che le cose cambiassero:

Spesso legati con la corda per evitarne lamenti o che si azzannino tra loro,vengono bolliti vivi, picchiati a morte o ancora scuoiati vivi per procurare loro scariche di adrenalina che secondo la tradizione servirebbe a potenziare l’energia sessuale di chi la consuma. Una vera e propria mattanza che non si ferma davanti a nulla. Molti degli animali catturati in strada sono malati, secondo il Ministero della Sanità cinese, nel Paese ogni anno muoiono tra le 2mila e le 3mila persone per aver contratto il virus della rabbia.

Fonti: Action project animal/HSI

Dominella Trunfio

Fonte: www.greenme.it

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