Emorragia cerebrale: cos’è, quali sono i sintomi e come uccide

A causa della diffusione di ipertensione, diabete e altre patologie il numero di emorragie cerebrali è in costante aumento. La sindrome neurologica è dovuta alla rottura di un vaso sanguigno nel cervello e le conseguenze per il paziente possono essere fatali.

Inclusa tra le emergenze mediche, l’emorragia cerebrale è una sindrome neurologica legata alla rottura di un vaso – solitamente un’arteria – che produce una perdita di sangue all’interno della volta cranica. Esistono varie tipologie di emorragia cerebrale in base all’area del cervello interessata, che possono avere sia un’evoluzione improvvisa e rapida, comportando seri rischi per la vita del paziente, che una manifestazione più lieve, trattabile attraverso una ‘semplice’ terapia farmacologica. Vi sono alcuni sintomi caratteristici che suggeriscono l’insorgenza della sindrome, le cui cause possono essere molteplici; tra esse malattie e traumi cranici, come quelli scaturiti da un incidente stradale. Colpisce principalmente persone con un’età superiore ai 50 anni, tenendo presente che la prima causa di emorragia cerebrale al di sotto di questa fascia di età è un trauma cranico. L’amato conduttore televisivo e doppiatore Fabrizio Frizzi si è spento a soli 60 anni a causa di un’acuta emorragia cerebrale.

Cos’è l’emorragia cerebrale: tipologie

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L’emorragia cerebrale è una perdita di sangue nel tessuto (parenchima) del cervello, causata dalla rottura di un vaso sanguigno cerebrale. Le emorragie possono essere localizzate nella sede tipica (intra-assiali) interessando i tessuti profondi del cervello, oppure nella sede atipica (extra-assiali), coinvolgendo la sostanza bianca. Le emorragie extra-assiali si dividono a loro volta in ematoma epidurale, ematoma subdurale ed emorragia subaracnoidea. Quando il versamento di sangue avviene nei tessuti cerebrali si parla di ematoma intraparenchimale; se avviene nelle cavità ventricolari si è invece innanzi all’inondamento ventricolare. L’emorragia cerebrale può essere lobare quando interessa un solo emisfero o profonda se coinvolge altre regioni anatomiche, come il cervelletto.

Le cause dell’emorragia cerebrale
Esistono numerose cause che possono scatenare un’emorragia cerebrale. Il trauma cranico è l’evento più comune nei giovani. Cadute, incidenti stradali o colpi violenti dovuti all’attività sportiva, come ad esempio la boxe o le arti marziali, possono provocare la rottura di un’arteria cerebrale; solitamente vengono coinvolti i vasi già suscettibili alla rottura. La causa più diffusa al mondo è l’ipertensione cronica, che, mettendo sotto sforzo i vasi sanguigni sul lungo periodo, può indebolirne le pareti e produrre una rottura. Anche un aneurisma (un rigonfiamento) può determinare un’emorragia cerebrale, così come un ictus ischemico, legato a un improvviso calo del flusso sanguigno nel cervello. Malattie come l’anemia falciforme, i tumori, le leucemie, l’emofilia e il diabete possono anch’esse determinare un sanguinamento intracranico. L’emorragia cerebrale può essere provocata anche da malformazioni, sforzi eccessivi e terapie farmacologiche con anticoagulanti, come quelli somministrati in seguito a un infarto.

I sintomi
La sindrome può manifestarsi in maniera improvvisa e violenta, con una rapida evoluzione che mette a repentaglio la vita del paziente, oppure in forma più leggera, in relazione alla quantità del sanguinamento. Solitamente si presenta con un repentino dolore alla testa accompagnato da nausea e vomito. Possono seguire uno stato confusionale; la perdita di coscienza; difficoltà a leggere, scrivere, parlare e coordinare i movimenti; formicolio al viso e – normalmente – agli arti di un lato del corpo; tremori; convulsioni e perdita della vista.

Le complicanze
In base alla gravità dell’emorragia cerebrale, legata sia alla quantità di sangue perduto che alla posizione del versamento, la prognosi può essere infausta e portare alla morte del paziente. Il sangue, infatti, può comprimere il tessuto cerebrale – aumento della pressione intracranica – e portare anche al cosiddetto idrocefalo, con possibilità di danni cerebrali permanenti, coma e morte. Possono emergere irregolarità nella funzione respiratoria, aumento della pressione arteriosa ed iperpiressia, cioè dei disturbi nel controllo della temperatura corporea, tutte condizioni che i medici possono prevenire o contrastare con efficacia. Da non sottovalutare possibili infezioni e aritmie cardiache.

Il trattamento
Innanzi a un’emorragia cerebrale i medici possono procedere con una terapia farmacologia o con l’intervento chirurgico in base alla gravità della stessa. Quando l’ematoma supera alcuni centimetri si esegue sempre un’operazione per il drenaggio e la rimozione dello stesso, al fine di ridurre il gonfiore dei delicati tessuti cerebrali ed evitare un nuovo sanguinamento. Dove possibile si può procedere con la chiusura del vaso responsabile del versamento. Il coma indotto farmacologicamente, il controllo artificiale della respirazione e la tracheotomia sono tutte procedure possibili. Nei casi più lievi è sufficiente una terapia farmacologica.

Andrea Centini

Fonte:  scienze.fanpage.it 

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