Internet Indispensabile ma… ancora “freno” barriere

Per oltre il 90 per cento degli italiani l’accesso alla rete Web è considerato un servizio indispensabile. Eppure, ci sono ancora molte barriere all’accesso a Internet nel nostro Paese, anche a causa di una scarsa propensione al nuovo di alcune fasce generazionali, nonostante i vantaggi offerti dalla banda larga e dalla navigazione veloce.

Un servizio primario e indispensabile. È così che la stragrande maggioranza degli italiani considera la Rete, stando ai risultati di un sondaggio effettuato dall’Agcom e contenuto nel rapporto “Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive”, che ha analizzato l’approccio degli italiani – di età compresa tra 14 e 74 anni – con i vari strumenti di comunicazione, e in particolare sui servizi di telefonia fissa e mobile, Internet e sui servizi postali. Ebbene, quasi 9 intervistati su dieci ritengono per l’appunto più che rivelante la presenza di Internet nella loro vita quotidiana, nonostante i ritardi che ancora ci sono nel nostro Paese.

Internet? Indispensabile per tutti. A guardare i dati del Garante della Comunicazione si scopre, ad esempio, che l’accesso alla Rete è considerato un servizio indispensabile per circa l’88 per cento dei matures (ovvero persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni), che però sono anche la categoria che accede meno a Internet, al punto che in due casi su tre non si registra neppure un accesso stabile, come confermato anche dal recente rapporto del Censis, che sottolinea come solo il 31,3 per cento degli over 65 utilizzi il Web.

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L’età condiziona l’esperienza digitale. Con l’avanzare dell’età, dunque, aumenta il rischio di essere digitalmente esclusi, ma questo è solo uno dei fattori che contribuiscono a creare il gap che nella diffusione tra la popolazione dei più moderni strumenti di comunicazione l’Italia ancora sconta verso altri Paesi d’Europa, che sembrano più orientati al nuovo. Accanto al problema generazionale, infatti, vanno considerati anche altri tipi di “barriere all’accesso” per i consumatori, come la carenza di conoscenze e la scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici.

Poca conoscenza sulla Rete. Non stupisce, allora, che quasi la metà degli italiani non conosca la velocità raggiunta nel collegamento ad Internet, un dato che però si riduce al crescere del titolo di studio dichiarato ed è decisamente minore tra i più giovani. Inoltre, nel 40 per cento dei casi gli utenti non conoscono (e dunque non sfruttano) l’esistenza di software utilizzabili per testare la propria velocità di connessione, e nella maggioranza dei casi (oltre il 50 per cento delle risposte) si dice non disposta a pagare qualcosa in più per ottenere una connessione più veloce.

Aumentare la banda. Anche in questo caso l’età incide sul l’esperienza di utilizzo dei beni e servizi correlati alla comunicazione, perché i più giovani – a cominciare dai cosiddetti Millennial – mostrano infatti una conoscenza superiore degli strumenti, delle potenzialità e della qualità dei servizi, certificando come “experiencegood” la prova della connessione a banda larga o ultralarga. Ovvero, chi ha provato i vantaggi di questa nuova tipologia di connessione, che garantisce più velocità e più stabilità, non è intenzionato a tornare indietro alla situazione precedente. In loro sostegno – e in supporto di tutti quelli che ritengono essenziale il web – arriva l’azienda Eolo, che con le sue proposte di Internet casa consente di mettere insieme alta velocità e bassi costi di gestione.

 

Occhio al risparmio. Quello del risparmio è un argomento che sta a cuore a tutti gli italiani, ovviamente, e anche il report dell’Agcom lo conferma, visto come detto che la maggioranza delle persone non si dice disponibile a pagare un sovrapprezzo per ottenere una connessione più veloce, mentre il cambio di operatore (anche nel mobile) dipende proprio dai costi, più che da bassa qualità e disservizi vari.

Angelo Vargiu

 

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