Geoingegneria, l’uomo prova a prendere il controllo del clima

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Foto: EPA

Nell’ambito dell’attuale cambiamento del clima sul pianeta, che diventa sempre più sensibile, in molti si chiedono se l’uomo sia in grado di prendere sotto controllo il clima. Il termine geoingegneria, così di moda in questo periodo, presuppone un intervento radicale dell’uomo nei processi ambientali.

I sostenitori della scienza relativamente nuova prevedono di lanciare in orbita specchi che rifletteranno i raggi del Sole, di alberare il deserto del Sahara di eucalipti perché attirino l’acqua, di pompare biossido di carbonio nei depositi sotterranei, nonché di far evaporare, con l’uso di appositi natanti, l’acqua di mare al fine di generare nubi bianche.

Tutti questi metodi sono stati suggeriti dalla natura stessa. Dal punto di vista dei principi della fisica influire sul clima è veramente possibile. Ma le conseguenze ne possono essere disastrose!,- ci ha detto Alexei Kokorin, dirigente del programma “Il clima e l’energia” del Fondo Mondiale per la Natura (WWF) della Russia.

Se faremo qualche cosa che potrà riflettere la radiazione solare, per esempio, uno schermo fatto di più piccole particelle dell’acqua, o di uno specchio che ci protegga dal Sole, la ridistribuzione della radiazione solare tra i poli e l’equatore può cambiare, generando una nuova era glaciale. Perciò la conclusione degli scienziati è la seguente: non si deve effettuare esperimenti a grande scala nell’ambiente!

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Tuttavia, si fanno sentire sempre più forti le voci a sostegno dei progetti geoingegneristici che attirano innanzitutto per la semplicità della soluzione del problema. Anzi, molti economisti giudicano queste tecnologie come le più efficaci poiché un risultato tangibile potrebbe essere raggiunto nell’arco di soli due-tre anni anzichè di decine di anni, come prevede il Protocollo di Kyoto.

Serghey Avakyan, professore dell’Università Politecnica Statale di San Pietroburgo, è dell’opinione che se volessimo intervenire nella vita della Terra, bisognerebbe farlo usando mezzi più innocui.

Bisogna coltivare boschi, tenendo presente il fatto che ad accumulare nel modo più efficace il biossido di carbonio attraverso la fotosintesi sono i boschi di taiga che esistono solo nell’emisfero settentrionale in Russia e in Canada. La coltivazione dei boschi, anziché il loro taglio, veramente potrebbe svolgere un ruolo sensibile. I calcoli scientifici al riguardo non mancano.

I critici dei metodi geoingegneristici inicano anche un altro aspetto. L’umanità per il momento non è pronta ad intervenire in modo radicale nei processi climatici sulla Terra. Oggigiorno non esiste alcun accordo internazionale atto a disciplinare i progetti del genere. Ma vietare gli studi in questo campo sarebbe una pessima politica, – ritengono gli esperti. Un’aperta discussione del problema consente di valutarne gli aspetti positivi e negativi e scegliere le soluzioni migliori.

/s

Di   Svetlana Kalmvkova

Fonte:http://italian.ruvr.ru/2014_01_23/I-geo-ingegneri-vogliono-gestire-il-clima-sulla-Terra/

 

 

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