Ego e personalità

Cos’è l’ego? L’ego è la conoscenza mentale che abbiamo di noi stessi. Si basa sulle nostre esperienze, si basa sostanzialmente sul passato. Quando siamo identificati con la mente, quando crediamo di essere quella voce che parla dentro la testa, ci identifichiamo con ciò che dice quella voce e i pensieri che passano sono l’ego e la sofferenza delle esperienze passate sono il nutrimento dell’ego. L’ego vive di quella sofferenza ed è costretto a crearne di nuova per nutrirsi. L’ego è quello che nell’uso comune definiamo come io, un senso illusorio di identità, la sua sopravvivenza è legata al fatto che la confondiamo con la realtà. Il pensiero privo di consapevolezza è il problema principale dell’essere umano, l’ego non è sbagliato è solo inconsapevole. L’ego, che potremmo anche definire personalità frontale, è la somma di tutto quello che ci hanno insegnato ad essere e di ciò che mettiamo in atto per interfacciarci col mondo esterno. E’ formato da ciò che abbiamo appreso per imitazione dalle persone che ci circondano oppure che abbiamo assunto come modelli dai mass media. Se qualcuno ci chiede chi siamo, immediatamente risponderemo dicendo il nostro nome seguito da ciò che meglio ci identifica: la professione, le cose che ci piacciono, il nostro ruolo nella società, i traguardi che abbiamo raggiunto. L’ego diviene quindi la maschera che usi per interfacciarti con la realtà.
Una maschera indispensabile, ma che spesso dimentichi di aver indossato e con la quale arrivi ad identificarti completamente.

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L’ego é fondamentale alla tua crescita interiore! Nel processo di conoscenza di te stesso, quando inizi a riconoscere le tue maschere e tenti di toglierle, ti senti come spogliato, nudo davanti agli altri e a te stesso. La reazione più comune sarà quella di volerti subito ricoprire, oppure fuggire per nasconderti agli occhi degli altri, per paura di perdere la stima e la considerazione delle persone che ti stanno accanto. Guarda te stesso per scoprire quella preziosa unicitá che la maschera ha così a lungo celato. Comincia a sentire che, oltre la maschera, ci sei TU,
con la tua sensibilità e la tua forza interiore.

Gli ingredienti principali dell’Ego:

– Sono ciò che possiedo
– Sono ciò che faccio
– Sono ciò che gli altri pensano di me
– Sono separato da tutti
– Sono separato da tutto quello che mi manca nella vita
– Sono separato da Dio

L’emozione che stà dietro l’ego e che governa ogni sua attività è la paura. Paura di non essere nessuno, paura di non esistere, paura della morte. E ogni sua azione è in fondo progettata per eliminare questa paura, ma il massimo che l’ego può fare è di coprirla temporaneamente con una nuova relazione intima, con un nuovo acquisto o con il vincere su questo o quello. L’illusione non vi soddisferà mai. Solamente la verità di chi siete, se realizzata, vi libererà. Perchè la paura? Perchè l’ego si manifesta nell’identificazione con la forma, ma sa che, in fondo, nessuna forma  è permanente, che sono tutte illusorie. Per questo vi è sempre un senso di insicurezza intorno all’ego anche quando all’esterno appare fiducioso. Quando vi rendete conto e accettate che tutte le strutture (forme) sono instabili, anche quelle che appaiono materia solida, allora in voi si manifesta la pace. Questo perchè il riconoscere l’impermanenza di tutte le forme, risveglia in voi la dimensione della non-forma, che è oltre la morte.

Gesù l’ha chiamata “vita eterna”. – Eckhart Tolle

 

Il lavoro hard di un guerriero in divenire consiste nella “destrutturazione”. La prima realizzazione di un guerriero è sapere di non sapere. Ciò consente di guardare se stessi oltre le maschere e i veli dell’ego, mente di superficie, sistema di convinzioni e di credenze. Il lavoro è attivo e si basa sulla presenza, osservazione consapevole ed espressione libera di sè nel processo creativo.

Il guerriero consapevole parte dalla sua debolezza, dalla sua vulnerabilità e osserva:
* Immaginazione fine a se stessa: sequenza di io che costruisce su se stessa senza uno scopo.
* Mentire: parlare o pensare cose che non si conoscono come se si conoscessero.
* Repressione delle emozioni (soprattutto di quelle negative): creazione di blocchi emozionali.
Nella resistenza consumiamo una grande quantità di energia e non curiamo le ferite che ci sono all’interno.
* Identificazione con cose, persone, personaggi che si legano a dipendenze emozionali.
L’identificazione è un tipo di attaccamento dell’ego.
* Controllo: la spinta dell’ego sostanzialmente trae forza dal voler controllare sè stessi, gli altri e l’ambiente. Il controllo nasce dalla paura di perdere, di fallire e consiste nell’uniformare noi stessi o gli altri a modelli, idee, concetti, convinzioni.
* Considerazione: appagamento, identificazione in relazione alle persone,
a quanto gli altri ci considerano o non ci considerano, se ci valutano o sottovalutano ecc.
* Il Parlare inutile: dire quello che pensiamo su come le cose dovrebbero essere e perché,
spesso parliamo per riempire gli spazi vuoti, di cose inutili e senza scopo.
 Di Claudia Palmas

Fonte: http://umaniindivenire.grou.ps/610096

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