IL GELIDO CUORE DELL’INFERNO


L’Islanda di per se è una terra di origine prevalentemente vulcanica,formatasi dall’accumularsi di scorie vulcaniche e dal sovvrapporsi di colate di roccia fusa,sopra altrettante colate laviche più vecchie o più fredde,nell’arco di milioni di anni.
Quest’isola di per se si trova in prossimità del Circolo Polare Artico,battuta costantemente da venti gelidi tutto l’anno e quindi con un buon numero di ghiacciai,alcuni di questi in ritirata,altri in avanzata a seconda dei microclimi locali.
Negli ultimi 3 anni l’attività vulcanica è aumentata,e questo ha favorito negli ultimi 2 anni un maggior numero di eruzioni.
Il 20 marzo 2010, dopo 187 anni, si è verificata una nuova eruzione dell’Eyjafjöll che ha causato l’evacuazione di circa 600 persone.

Il 15 aprile la presenza di una nube di ceneri vulcaniche emessa dal vulcano ha portato alla chiusura degli spazi aerei e di vari aeroporti di alcuni paesi dell’Europa centro-settentrionale: Regno Unito, l’Irlanda, la Danimarca, la Norvegia, il Belgio, la Francia, la Germania, la Svizzera, la Svezia, la Polonia, l’Estonia, la Lettonia, la Rep. Ceca, l’Austria, l’Ungheria, la Romania, la Spagna e l’Italia.

La situazione si è ripetuta in misura meno estesa il 9 maggio 2011,dall’eruzione del vulcano Grismvotn.
Attualmente ci troviamo nel 2012 e più di un vulcano nei prossimi 2 anni rischia seriamente di farsi sentire.
La media generica era un’eruzione ogni 3 anni,attualmente ci troviamo prossimi alla 3° in 3 anni.
IL prossimo vulcano a rischio di una catastrofica eruzione è il Katla.

Il Katla è un grande vulcano dell’Islanda, importante sia per le sue dimensioni che per l’intensità delle sue eruzioni. È localizzato nel sud del paese al di sotto del ghiacciaio Mýrdalsjökull, la sua ultima eruzione avvenne nel 1918. La sua caldera ha il diametro di circa 10 km ed erutta con una cadenza variabile tra i 13 e gli 80 anni, l’eventuale nuovo fenomeno è perciò piuttosto in ritardo e il cratere risulta costantemente monitorato. A partire dall’anno 920 si sono avute 17 eruzioni documentate. Il Katla fa parte di un sistema vulcanico più vasto (uno dei più complessi e poderosi al mondo), centrato sul vulcano Grímsvötn e che include inoltre il vulcano Laki e la fossa vulcanica di Eldgjá.
Katla,l’enorme vulcano islandese si muove dopo segni rivelatori del potenziale di un’eruzione monitorati da osservatori.
Un tremore armonico è stato registrato per due giorni e piccoli terremoti sono stati confermati al vulcano islandese da parte dell’Ufficio Met.
Le prime indicazioni mostrano Katla stà accumulando energia.
Katla, che non ha sperimentato una eruzione significativa per 93 anni, è il vulcano più grande,secondo in Islanda e le conseguenze di una grande eruzione si faranno sentire in tutta Europa.
Nel 2010, il paese presidente Ólafur Grímsson ha avvertito “il tempo per il Katla di eruttare si sta avvicinando, l’Islanda ha preparato ed è giunto il momento per i governi europei e le autorità delle compagnie aeree di tutta Europa e nel mondo per iniziare a pianificare per l’eventuale eruzione del Katla”.
Si ritiene che Katla abbia il potenziale per essere molto più forte e dirompente rispetto alle ultime due eruzioni vulcaniche islandesi che hanno causato il caos attraverso lo spazio aereo europeo.
Katla è molto più grande rispetto alla suo vicino Eyjafjallajokull – scoppiata nel 2010 – con una camera magmatica circa 10 volte la dimensione.
Vulcanologi avvertono che se il Katla fa eruttasse, la combinazione del magma e la calotta di ghiaccio di grandi dimensioni che copre il vulcano potrebbe portare ad attività esplosiva e un pennacchio di cenere per settimane, se non mesi.
Nonostante nell’ultimo inverno dopo i numerosi sciemi sismici che sono stati avvertiti,il Katla si sia mantenuto in generale tranquillo,di recente è stata osservata,che l’innevamento sulla sua cima ha cominciato rapidamente a sciogliersi,sintomo di una possibile attività geotermica del vulcano.
Generalmente i vulcani islandesi eruttano nei mesi successivi al solstizio di primavera,quindi una sua eruzione nei prossimi mesi non è da escludere.
Ma ci sono anche altri vulcani che hanno dato segni di inquietudine.
Bardabunga.
Gli scienziati islandesi hanno avvertito di una nuova imminente eruzione vulcanica del compagno dell’Eyjafjallajökull.
Il professore di geofisica all’Università dell’Islanda, Pall Einarsson, sostiene che “la zona intorno al vulcano mostra segni di maggiore attività che dà buoni motivi di preoccupazione “.
Finora nella strumentazione sismica ci sono dati insufficienti a fornire previsioni più accurate sulla scala della nuova eruzione, ancora non è chiaro a quale profondità si muova il magma.

L’ultima eruzione del Bardarbunga fu registrata nel 1910, la quale provocò un pennacchio chilometrico e un’enorme coltre di cenere, un flusso di lava mai conosciuto nella storia del nostro pianeta.
Anche il Grismvotn,dopo la violenta eruzione del maggio scorso,che di per se era inevitabile,stà nuovamente ricominciando a gonfiarsi sotto la pressione di nuovo magma.

Mentre di recente il vulcano Hamarinn,che fa parte del sistema del Bardabunga ha avuto significative scosse di terremoto e un’inondazione da fusione del ghiacciaio,il che mostra anch’esso segni di attività vulcanica.

I vulcani da tenere d’occhio principalmente quindi sarebbero il Grismvotn e il Katla,il primo si stà rapidamente deformando sotto l’iniezione di nuovo magma nella sua camera magmatica,il secondo invece nel 2011 ha evidenziato forti segnali sismici.
Anche il Bardabunga non è da meno.
L’Islanda è ancora irrequieta.

 

Fonte: http://expianetadidio.blogspot.it/2012/04/il-gelido-cuore-dellinferno.html

 

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