CICLI GLACIALI E L’ANOMALIA ARTICA

Esiste un ciclo oltre a quello di clima mite di 150 anni che intervalla le Piccole Ere Glaciali l’una dall’altra,che si ripete da milioni di anni.
Questo ciclo è causato dall’influenza dei campi elettromagnetici di Giove e Saturno attorno al baricentro della massa del sistema solare.
Chiamato ciclo retrogrado solare,esso provoca dei bruschi cambiamenti nella già di per se indebolità attività solare,solo che mentre questa è causata dalle cicliche centocinquantenarie variazioni della nostra stella,in cui la sua attività si indebolisce causando i raffreddamenti del clima e le Piccole Ere Glaciali,il ciclo causato dai pianeti giganti si ripete ogni 360 anni.
Quando entrambi i mondi si trovano nella stessa sezione del sistema solare,i loro campi magnetici interagiscono insieme sulla nostra stella,indebolendo la sua dinamo e causando un’ulteriore crollo del suo irradiamento.
L’ultima volta che ciò accadde fu nel secolo del 1600,durante la fase centrale e peggiore della Piccola Era Glaciale,il Minimo di Maunder.
L’inizio del Minimo di Maunder fu brusco e avvenne in pochi anni, senza alcun fenomeno precursore, invece durante la sua fase finale, tra il 1700 ed il 1712, l’attività solare riprese gradualmente ad aumentare.
Il minimo di Maunder coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta piccola era glaciale, durante la quale l’Europa e il Nord America, e forse anche il resto del mondo (per il quale non ci sono dati certi) subirono inverni estremamente freddi.
Dati recentemente pubblicati suggeriscono che durante il minimo di Maunder il Sole si espanse e la sua rotazione rallentò. Si suppone che un Sole più grande e in lenta rotazione sia anche un Sole più freddo, che fornisce meno calore alla Terra (il motivo dell’espansione e contrazione del Sole non è ancora conosciuto, ma potrebbe essere un normale ciclo di attività simile al ciclo undecennale solare, solo molto più lungo).
Il fatto più incredibile non è quello di accettare che questi eventi,seppur portino a carneficine e l’esperienza umana al limite del morale,siano consueti per il nostro pianeta da migliaia e poi milioni di anni,ma che spesso taluni cicli sono così regolari nel loro verificarsi che potrebbero anche convergere nello stesso periodo causando effetti ancora più disastrosi di quel che ci aspettiamo.
A causa del ciclo di 360 anni numerosi imperi sono crollati nel corso dei secoli e dei millenni.
Da quello Ottomano a quello dei Chin,quello Sumero,la civiltà Greca ecc.
Oggi dopo 150 anni di clima mite,dalla fine dell’ultima Piccola Era Glaciale,il sole si trova in una nuova fase di indebolimento della sua attività,la più debole da 250 anni.
Mentre a 360 anni dal suo ultimo ciclo pare che ora quello appena descritto stia ricominciando,uno degli esempi da tenere in
Nel 2011 l’attività solare seppur molto debole rispetto al precedente ciclo,ha ricominciato con una rinnovata attività e proprio nel 2011 abbiamo assistito ad un enorme cambiamento sociale e del modo di pensare in tutto il mondo.
A novembre abbiamo avuto le dimissioni del governo Presidente Silvio Berlusconi,il secondo a cadere senza ad arrivare al suo termine dopo la caduta nel 2008 del fallimentare Romano Prodi;in Medioriente,sono cominciate le rivolte che hanno portato a stragi e alla caduta in Egitto di Mubarak,di Ben Alì e successivamente del Colonnello Muammar Gheddaffi;in Islanda è stata effettuata una Rivolta,che i media per comodità di chi stà in alto,hanno volutamente ignorato;in Russia migliaia e migliaia di manifestanti si stanno rivoltando contro le possibili elezioni truccate; abbiamo avut una serie di manifestazioni pacifiche,talvolta represse con la violenza dalla polizia americana dei cosidetti Indignados in tutto il mondo;
I prossimi a cadere potrebbero essere il regime Siriano e quello Iraniano.
Anche in Romania di recente ha preso piede una rivolta,volta a far cadere il governo Rumeno.
Pare che l’attività solare e i suoi cambiamenti del campo magnetico siano anche in grado di influenzare in modo consistente il comportamento del cervello umano,in tal modo se estendiamo questo fenomeno in modo generalizzato nella popolazione scopriamo che ciò potrebbe essere la causa di numerosi cambiamenti sociali.
Secondo lo scienziato A.L. Tchijewsky,i grandi cambiamenti sociali, guerre, rivoluzioni ecc erano strettamente legati all’attività solare, nel 1926, disse: “Dobbiamo pensare che esista un potente fattore esterno alla nostra Terra che governa lo sviluppo degli eventi nelle società umane e li sincronizza con l’attività del sole; e dobbiamo anche pensare che l’energia elettrica del sole è il fattore extraterrestre che influenza i processi storici”. Sembra un’affermazione alquanto azzardata, quella dello scienziato, eppure, con le sue ricerche, trovò ed elencò tutta una serie di fatti che gli danno ragione.
Eccone alcuni riportati da G.L. Playfair e S. Hill: “Nel 1917… la rivoluzione bolscevica si era verificata in coincidenza con un’insolita esplosione di attività solare, come avvenne per il tentativo fallito del 1905. Nel 1922, aveva disegnato un diagramma… che dimostrava che un periodo di almeno 2400 anni di ‘movimenti di masse’, comprese tutte le guerre più gravi, le battaglie e le rivoluzioni registrate nella storia di tutti i popoli, rivelava non solo dei cicli regolari, ma dei cicli in fase con quelli del Sole. (…) Le rivoluzioni francesi del 1789, 1830 e 1848, le agitazioni locali del 1870 e le due rivolte russe del 1905 e del 1917 ebbero luogo tutte vicino a periodi di massima attività solare. (Come, pure, lo scoppio della seconda Guerra Mondiale, i colpi di stato comunisti di molte nazioni dell’Est Europeo, l’invasione sovietica della Cecoslovacchia e il periodo di agitazioni studentesche del 1968)”.
Le più importanti constatazioni di Tchijewsky lo portarono ad osservare che:
– In 2400 anni di storia del mondo, i grandi movimenti sociali (guerre, rivoluzioni, invasioni, ecc.) si verificano numerosi ogni 11 anni, in periodi di massima attività solare;
– Dall’anno 1000 al 1900 “il 72 % di tutte le epidemie psichiche coincide con i periodi di massima, e il 28 % con i periodi di minima dell’attività solare”;
– In ultimo due esempi di Tchijewsky che chiariscono l’influenza del metronomo solare: le immigrazioni degli ebrei in America sono più massicce, particolarmente, in periodi di grande attività solare. L’alternarsi dei ministeri liberali e conservatori in Inghilterra, tra il 1830 e il 1930, seguirebbe la seguente regola: negli anni di massima attività delle macchie solari liberali al potere, conservatori negli anni di minima.
Tchijewsky nel 1926, in base alle sue teorie, fece delle previsioni per gli anni 1927-29 assicurando che in essi avremmo osservato “un’attività umana della più grande importanza storica” che avrebbe dato un nuovo volto al mondo. Non sbagliò affatto. Una lunga dittatura fascista e corporativa fu iniziata da Antonio de Oliveira Salazar che in Portogallo arrivò al potere in quel periodo. In Cina a Pechino il generale Chiang Kaishek formò un governo nazionalista a Nanchino e condusse la guerra civile contro i comunisti. L’Italia sempre in quel periodo si dava un parlamento fascista e preparava la strada a Mussolini. Hitler raggiungeva il potere in Germania. In Russia Stalin arrivava al vertice del potere dopo aver soppresso Trotsky. In America si verificò, nel 1929, il grande crollo di Wall Street, il più grande disastro economico della storia americana.
Eysenck e Nias sottolineano che “si è anche sostenuto che c’è un ciclo di guerre di 11, 1 anni, che è la lunghezza media del ciclo delle macchie solari…”.
Alcuni ricercatori affermano ( ) che le tempeste geomagnetiche influenzino le onde cerebrali e i livelli ormonali, causando diverse reazioni, soprattutto negli uomini. Mentre poche donne possono sperimentare cambiamenti durante queste tempeste, generalmente sembrano meno influenzate dal comportamento del sole. Reagendo a livelli ormonali in cambiamento, alcuni possono divenire più irritabili e aggressivi, mentre altri più creativi.
Si è scoperto che un aumento nell’attività solare può aumentare gli episodi psicotici in individui che soffrono già di stati psicologici instabili. Mentre possiamo legare tale comportamento alla luna piena, nel 1963 il Dr.Robert Becker e il suo collega, il Dr.Freedman, hanno dimostrato che i cambiamenti solari portano a notevole aumento dell’attività psicotica. Queste reazioni non sono semplicemente isolare a pochi sensibili o individui sfortunati.
Le evidenze mostrano che le guerre e i conflitti internazionali spesso partono con una rapida formazione o diminuzione delle macchie solari, in quanto questi sono momenti per maggiori tempeste geomagnetiche. Inoltre, questo aumento nell’attività solare si collega a periodi di maggiori incidenti e malattie, così come crimini e uccisioni. L’intera biosfera viene influenzata da qeusto inquinamento elettromagnetico e il comportamento umano sembra reagire in accordo.
Non tutte le tempeste geomagnetiche sono distruttive. Però nel tempo, questa estrema attività solare può influenzare periodi di conflitti terrestri.
Negli anni ’30, il Prof.Raymond Wheeler, uno storico dell’Università del Kansas, ha superato questa osservazione.
La sua ricerca porta a gradi numerici sulla severità delle battaglie individuali correlate ai cicli solari. I suoi dati sono stati analizzati statisticamente da Edward Dewey, che ha validato l’esistenza di questi cicli di guerra. Non è riuscito a creare una connessione definita con i cicli di macchie solari, perchè i dati al tempo erano insufficienti. Negli anni ’80, con analisi più dettagliata dei dati di Wheeler, la connessione è divenuta chiara.
Con una precisa esaminazione dei dati, sembra che stiamo iniziando a scoprire uno schema che emerge in cui le guerre iniziano in punti chiave del ciclo di macchie solari.
Questo si trova quando l’attività geomagnetica cambia rapidamente con il risveglio dell’attività solare, o nella parte discendente del ciclo, quando le macchie solari diminuiscono rapidamente. In aggiunta possiamo vedere come questo influenzi i meccanismi fisiologici, come ritmi cerebrali alterati e anormali livelli ormonali.
“La ciclicità solare è da considerarsi un fatto reale” affermano Fairbridge e Sanders emeriti professori di geologia della Columbia University,nella quale entrambi hanno pubblicato importanti lavori di geologia e astronomia.

“Il ciclo di 360 anni delle Piccole Ere Glaciali è evidente nelle Morrison Formation,in pieno Giurassico.”scrive il geologo Jack Sauers.
Fairbride e Sanders si aspettano un’altra Piccola Era Glaciale all’inizio del XXI secolo.
L’attività solare e le sue variazioni non solo determinano una forte influenza sul comportamento umano ma sono anche in grado di influenzare anche gli organismi più piccoli e maggiormente più pericolosi per l’uomo.
Il virus.
Non a caso, le spinte di apertura della Piccola Era Glaciale hanno visto un periodo di grandi pestilenze e carestie che sconvolsero l’Europa ed il resto del mondo.
E ‘stato un fenomeno globale.
Le cause furono probabilmente le forze di fondo dei sistemi meteorologici, che Plimer sostiene sono in gran parte a causa dell’influenza delle macchie solari durante i minimi.
Espulsioni di massa coronale sono suscettibili di essere un altro fattore correlato.
Questi periodi di alto bombardamento dei raggi cosmici causa un aumento della concentrazione di ioni positivi nell’atmosfera terrestre.
Fred Soyka sostiene questo fa sì che i batteri diventino altamente virulenti e invasivi.

Il virus della Peste
La Morte Nera, la peste, e altre infezioni implacabili seguirono.
Le pestilenze e carestie che frequentarono la Piccola Era Glaciale sono state devastanti.
Le stime riportano che la popolazione del bacino del Mediterraneo è stata ridotta a un terzo.
Per esempio, la peste del 1347 dC spopolò l’Europa così male che ci sono voluti 250 anni per il ritorno al numero di individui della popolazione prima della peste.
Uno scenario simile potrebbe facilmente essersi verificato nella popolazione aborigena prima dell’insediamento bianco.
I rapporti dell’archeologo Hiscock dicono che intorno al 1750 ci fu lo spopolamento significativo delle tribù in Australia a causa di epidemie.
Questa potrebbe essere stata “incoraggiata” dalla ultima fase della Piccola Era Glaciale, il minimo di Dalton.
La comparsa della suina e altre nuove manifestazioni per esempio di tubercolosi resistente ai farmaci in India,potrebbero far parte di questo genere di meccanismo.
Tuttavia la prova più concreta di un prossimo raffreddamento climatico e le sue conseguenze derivanti,potrebbe derivare proprio dall’Artico in fase di riscaldamento,a lungo indicato dai teorici come una prova del Riscalamento Globale.
Com’era l’Artico durante il periodo glaciale?
-Durante l’ultimo Periodo Glaciale,alcune isole dell’Oceano Artico rimasero sempre libere dai ghiacci.
Sull’isola di Baffin per esempio,a 1400 km dal polo nord,resti di Ontani e Betulle suggeriscono un clima più caldo fino a 17.000 anni fa.”Durante la glaciazione del Wisconsin,immezzo all’Oceano Artico c’era un rifugio dal clima temperato per la flora e la fauna che non potevano vivere in Canada e negli Stati Uniti.”
-Scienziati Russi hanno concluso che l’Oceano Artico era caldo durante la maggior parte del Periodo Glaciale.
Una relazione degli svedesi Saks,Belov e Lapina relativa a molte fasi delle loro ricerche oceanografiche ha concluso che l’arco di tempo che va da 32.000 anni a 18.000 anni fa fu un periodo nella quale prevalsero condizioni climatiche particolarmente calde.
-Nel ’93 due zoologi norvegesi Rolu Lie e Stein-Erik Lauritzen,stavano conducendo delle ricerche sulla Norvegia Artica,quando in un luogo a 250 km a nord del Circolo Polare,scoprirono ossa di orsi polari risalenti all’ultima Era Glaciale.
Il ritrovamento costituisce un’anomalia in quanto fino a 10.000 anni fa la Norvegia era sepolta sotto una calotta glaciale,o almeno così si pensava.
La datazione all’uranio e al carbonio stabilì che le ossa risalivano ad almeno 42.000 anni fa,in pieno periodo glaciale.
Ulteriori scavi portarono alla luce resti di lupi,topi selvatici,formiche e polline.
Inoltre Lie ha fatto notare che più si va al nord,più le ossa di mammut e altri animali aumentano di numero.(Associated press,Bear-Bones find challenges idea of when ice age began in Norway,1993)
Ciò significa che il clima era molto diverso al nord che a sud.
La causa sarebbe da attribuire al riscaldamento dell’Oceano Artico,che considerando la posizione,non sarebbe da attribuire al riscaldamento solare,in quanto sarebbe penosamente insufficiente,ma bensì ad una prolungata attività geotermica,la quale innalzando le temperature dell’oceano avrebbe mitigato le aree circostanti permettendo in qualche modo la presenza di fauna e flora all’interno del Circolo Polare,mentre tutt’attorno sul Nord Europa,Gran Bretagna,Nord America ecc.
Esiste un fenomeno meteorologico che fa una cosa simile si chiama StratWarming,che si tratta di un riscaldamento della stratosfera che è in grado di produrre una rottura o separazione (split) in due lobi del cosiddetto vortice polare, la depressione in quota che staziona sul polo specie nel periodo invernale e che è responsanbile delle discese di aria fredda verso le medie latitudini. In seguito allo split sul polo si forma un’area di alta pressione mentre i due lobi si dirigono verso sud/nord apportando condizioni di maltempo e calo termico.
Sebbene oggi tale fenomeno si sviluppi solo temporaneamente,nel periodo glaciale la quantità di calore necessaria per mantenere simili condizioni per tempi molto prolungati la si può dedurre dallo spessore delle calotte glaciali che un tempo invadevano i continenti.
ohn Tyndall un fisico inglese dell’800 calcolò dimostrando la quantità di calore necessario per trasportare acqua fino alle regioni polari sottoforma di neve.
Per ogni chilo di vapore prodotto viene richiesta la quantità di calore necessaria per portare al punto di fusione ben 5 chili di ghisa.
Di conseguenza per far evaporare gli oceani e convertire l’acqua in vapore che poi ricadrebbe sottoforma di massiccie nevicate e in seguito sotto il suo stesso peso trasfomarsi in ghiaccio è necessaria un immane quantità di calore tale da portare sul punto di fusione una massa di ferro 5 volte superiore alla massa di ghiaccio prodotto.
Tyndall propone che i geologi sostituiscano l’acqua con il ferro fuso e si avrà un idea dell’immane calore che ha preceduto l’ultima glaciazione e la formazione della coltre ghiacciata.
Tornando alla Piccola Era Glaciale,l’attuale riscaldamento dell’Oceano Artico,potrebbe non essere causato dal Riscaldamento Globale,ma da una minor ma seppur cospicua attività vulcanica sottomarina,da ciò si deduce che i teorici dell’effetto serra stanno guardando dalla parte sbagliata,mentre la tendenza al raffreddamento in buona parte del globo,potrebbe contrariamente accompagnare il riscaldamento dell’Artico.
In tal caso potrebbe causare un’aumento delle ondate di freddo siberiano in direzione del continente euroasiatico,con eccezionali nevicate e ondate di freddo prossime ai -30.
Dopotutto ci sono chiari sintomi che questo fenomeno è già in sviluppo da anni.
Mentre negli Stati Uniti,nonostante le false previsioni dell’Ipcc uno studio del Noaa ha evidenziato che le temperature sono in calo da 15 anni.



Quindici anni in cui le temperature sono diminuite, nonostante un luglio da record quest’anno.
Da notare, nei grafici,le eloquenti differenze con le previsioni.
E ancora un’altro studio.
“Dimenticate il riscaldamento globale”, dice questo articolo del Daily Mail.
Nuovi dati mostrano che il pianeta non si è riscaldato negli ultimi 15 anni.

Ancora peggio, potremmo essere in direzione di una mini era glaciale “di rivaleggiare con i 70 anni di calo della temperatura che hanno visto fiere del ghiaccio sul Tamigi nel 17 ° secolo.”
Secondo i nuovi dati rilasciati la settimana scorsa dal Met Office e l’Università della Ricerca East Anglia Unità climatiche (di fama Climategate), c’è una possibilità del 92 per cento che i cicli delle macchie solari nei prossimi decenni saranno deboli come, o più debole rispetto al’ Minimo di Dalton(1790 al 1830), quando le temperature medie in alcune parti d’Europa sono diminuite di 2C°.
“Tuttavia,” l’articolo avverte, “è anche possibile che il crollo dell’energia solare potrebbe essere profondo come il ‘minimo di Maunder’ (dall’l’astronomo Edward Maunder), tra il 1645 e il 1715 nella parte più fredda della ‘Piccola Era Glaciale'”.
La cosa triste è che mentre i cosidetti scienziaati si aggrappano pervicacemente alla loro teoria del Riscaldamento Globale,mettono non solo in vergogna la scienza del clima ma a repentaglio la vita dei cittadini,convinti che il futuro vada verso il caldo,sebbene i dati scientifici mostrino il contrario.

Tratto da:http://expianetadidio.blogspot.com/2012/01/cicli-glaciali-e-lanomalia-artica.html

 

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