Creature dello spazio

La vita è  ineluttabile ,le bastano minime premesse per venire alla luce,L’universo è molto più grande di quanto possiamo immaginare ,è solo questione di tempo e prima o poi ci troveremo faccia a faccia con una forma di vita aliena. Ma la scienza ci consiglia di dimenticare “gli omini verdi”. Gli extraterrestri potrebbero essere molto più strani di quanto immaginiamo.

Durante un viaggio per vedere gli animali della savana ci rechiamo in Africa,ma se vogliamo incontrare un alieno? Gli astronauti dell’apollo furono i primi esseri umani ad esplorare un mondo extraterrestre ma sulla Luna non trovarono nessuna forma di vita, in realtà il primo luogo dove cercare vita aliena è proprio qui sulla terra. La storia dell’evoluzione della vita sul nostro pianeta può aiutarci a studiare lo sviluppo biologico su altri mondi .Inoltre non è necessario andare lontano per trovare qualche alieno orrendo.
Ad esempio l’interno di una scarpa alcune minuscole creature vi trovano ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere: acqua e energia. La traspirazione della pelle umana crea un clima umido ed immette nel loro micro-ambiente l’acqua di cui hanno bisogno,mentre la defoliazione della cute fornisce cibo. Alle spalle
dell’animaletto c’è una colonia di funghi microscopici,adattatisi a vivere sotto le unghie dei piedi,ma se ingrandiamo l’immagine del microscopio scopriamo una vita frenetica i batteri. Forse non sono questi gli alieni della nostra fantasia,ma dobbiamo prepararci a riconoscere la vita in tutte le sue diverse forme. La natura intorno a noi è ricca di indizi su come potrebbero apparirci gli alieni. L’intero universo è composto dalle stesse molecole che si trovano sulla terra,sappiamo infatti che le galassie più lontane sono costituite dalla stessa materia che troviamo nel nostro sistema solare e si sono generate dalle stesse leggi fisiche. Ma non è detto che le leggi dell’evoluzione siano le stesse in tutto l’universo. La vita si evolve per adattarsi all’ ambiente. La natura si è adatta ai diversi ambienti esistenti sulla terra e gli organismi viventi si sono diversificati per occupare specifiche nicchie ecologiche. Persino gli ambienti estremi, come i fondali oceanici vigono le stesse leggi. La selezione naturale permette la riproduzione delle specie più adatte. Questo sono il meglio che la natura può offrire,sono il risultato della loro evoluzione,il prodotto del loro ambiente. Difficile pensare a qualcosa che funzioni diversamente, persino sul pianeta più lontano.

Immaginiamo un pianeta delle dimensioni della terra ricchissimo d’acqua,dove il mare occupa i 9/10 della superficie. Qui la forza di gravità è più o meno uguale a quella terrestre ma la scarsità di terre emerse ha fatto si che l’evoluzione seguisse un’altra via. Le acque poco profonde sono in genere molto ricche di cibo,però data la vastità dell’oceano è difficile trovare e le creature di questo pianeta per potersi nutrire si devono spostare spesso e percorrere lunghe distanze.
Un predatore alieno dovendo percorrere migliaia di chilometri in cerca di prede per questo motivo la sua evoluzione ha seguito un percorso particolare che gli consente di risparmiare energia durante la lunga caccia. La necessità di utilizzare al meglio le energie ha influito anche sul comportamento di questi animali,adattarsi a cacciare in coppia o in gruppo. Comunicano tra di loro con ultrasuoni cosi potenti da stordire le prede riuscendo a divorare un intero branco senza troppa fatica. Anche qui, l’evoluzione segue le leggi della selezione naturale.

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Holliwood ci ha sempre proposto alien dall’aspetto umanoide, ma l’uomo si è evoluto per adattarsi al meglio all’ambiente che lo circonda, e ci sono poche probabilità che anche su altri pianeti lontani possono essersi evolute creature simili a noi.Secondo Jack Cohen biologo alla Warckick university ormai abbiamo svelato i misteri dell’evoluzione e siamo in grado di affermare che non tutti i processi evolutivi sono stati inevitabili.
Cosa sarebbe successo se la vita fosse cominciata diversamente o se dovesse ricominciare da zero?Non si svilupperebbe nello stesso modo.
Molte caratteristiche fisiche hanno fatto la loro comparsa più volte. Molti animali hanno evoluto in modo indipendente tipi di occhi o epidermidi molto simili.
Gli scienziati pensano che anche animali alieni potrebbero presentare questo genere di caratteristiche, mentre le altre come le mani con 5 dita,come le piume,sono state probabilmente casualità irripetibili, che probabilmente non si ripresenteranno su un altro pianeta.
Molti scienziati credono però che ci sia la vita la fuori e le ricerche già sono iniziate. Con l’avvento dell’era spaziale la tecnologia ci ha permesso di esplorare mondi per noi inaccessibili. Grazie alle nuove tecnologie presto si potrà viaggiare nello spazio,ma nonostante ciò ci sono posti del nostro pianeta ancora ostili, che l’uomo non esplora di persona. Sono i fondali oceanici raggiunti da robot, sul fondo la pressione la pressione è molte volte superiore a quella della superficie un essere umano non avrebbe scampo. Scendendo la la pressione ed il freddo aumentano,l’oscurità diviene totale, l’acqua è gelida e la vita diventa sempre più irriconoscibile. A circa 1.500 metri di profondità la vegetazione inizia a scomparire la luce solare di cui le piante hanno bisogno non riesce ad arrivare sin quaggiù. Tutte le creature che incontriamo fanno parte del regno animale, forse questo in futuro potrebbe essere lo scenario di un oceano alieno esplorato da una spedizione scientifica che raccoglierà campioni di vita extraterrestre.

Tutte le creature della terra si sono evolute da un unico antenato, allora siamo più o meno imparentati.

http://www.nikonclub.it/forum/lofiversion/index.php/t206146.html

Nel parco di Yellowstone vicino al bordo della sorgente ci sono dei filamenti rosa, visibili anche ad occhio nudo. La loro mappa genetica ci rivela, che questi sono gli organismi più primitivi della zona e che sono strettamente imparentati con le prime forme di vita mai apparse sulla terra. È probabile che la struttura di questi filamenti ricordi da vicino quella dell’antenato comune a tutte le specie viventi. Yellowstone sembra possedere la ricetta e le condizioni per la creazione della vita in questo luogo si trova la giusta miscela carbonio,d’acqua di energia necessaria alla formazione di organismi primordiali. Le prime forme di vita che apparvero sulla terra trovarono un ambiente molto diverso rispetto ad oggi, temperature più alte, vulcani eruttavano senza tregua enormi quantità di lava egli impatti di asteroidi di una certa entità erano più frequenti.
Ci sono buone probabilità che esistono ambienti simili a Yellostone pronto a generare la vita nel cosmo. Perché ciò sia possibile è necessario un altro ingrediente l’energia, che potrebbe provenire da fenomeni atmosferici o da eruzioni vulcaniche. Una volta aggiunta questa componente, basteranno alcuni milioni di anni perché la vita abbia inizio e organismi unicellulari si trasformino in creature più complesse. F u probabilmente l’energia scaricata dai fulmini a favorire le reazioni chimiche che crearono la vita sulla terra e non c’è ragione di credere che altrove non possa accadere ancora.
Tutti i pianeti del sistema solare sono composti dalle stesse sostanze chimiche, ma solo la terra oggi brulica di vita. La ragione di ciò è che il nostro pianeta si trova nella giusta distanza dal sole per poter contenere acqua allo stato liquido. Se fosse più vicina o lontana, le cose sarebbero molto diverse. Proviamo a vedere cosa succede se spostiamo l’orbita terrestre di alcuni milini di chilometri. Se la spostiamo verso il sole avremo un estate perenne tutta l’acqua evaporerebbe formando un immensa cappa di nuvole. Quando la cappa di nuvole fosse abbastanza spessa l’intero pianeta piomberebbe nella totale oscurità. Avvicinandoci ulteriormente al sole oltrepassando Venere il calore diverrebbe tale che le nubi si dissolvono e la terra diventerebbe un deserto perfettamente arido e la vita avrebbe fine.
Percorriamo la strada in senso opposto proviamo ad allontanarci dal sole,non appena superiamo Marte, ogni cosa ghiaccia e andiamo incontro al peggior inverno mai visto.
Oceani e fiumi ghiacciano, i corpi degli esseri viventi gelano. Anche in questo caso la vita finisce.
La vita è straordinariamente tenace, se alcuni microrganismi riescono a sopravvivere a Yellowstone, qualcosa forse, potrebbe sopravvivere su Marte. A Causa del freddo intenso su Marte non si sono sviluppate forme di vita superiori,ma proviamo ad immaginare cosa sarebbe potuto accadere se le cose fossero andate diversamente. Supponiamo che esista un pianeta simile a Marte, ma provvisto di un atmosfera e di acqua allo stato liquido. La forza di gravità su un pianeta grande la metà della Terra sarebbe molto piccola, e ciò avrebbe un effetto decisivo sull’evoluzione della vita.Sfruttando le nostre conoscenze astronomiche e applicando le leggi dell’evoluzione possiamo immaginare un mondo abitato da ipotetiche creature aliene. L’evoluzione biologica potrebbe essere interrotta anticipatamente sebbene la miscela di gas che forma l’atmosfera sia stabile per il momento, la scarsa attrazione gravitazionale non è in grado di trattenere i gas che formano l’atmosfera che va quindi gradualmente assottigliandosi. Quando l’atmosfera sarà rarefatta gli abitanti del pianeta soffocheranno. La superficie è ricoperta di batteri del tipo che ci aspettiamo di trovare su Marte. I batteri generano enormi quantità di metano che viene rilasciato nell’aria e si diffonde nell’atmosfera. L’intera catena alimentare si è evoluta da questi microrganismi. Le alghe metabolizzano i microbi,le piante si nutrono delle alghe e gli animali mangiano le piante. Animali come gli insetti a causa della scarsa gravità possono raggiungere proporzioni mostruose. Al contrario, sulla terra, la forza di gravità contribuisce a mantenere le dimensioni degli insetti sotto controllo. Alcuni animali potrebbero essere per metà insetti e per metà vegetali in caso il cibo scarseggia questi sono provvisti di cellule in grado di assorbire l’energia direttamente dal sole attraverso il processo di fotosintesi proprio come le piante. Dando tempo all’evoluzione di fare il suo percorso una creatura come questa avrebbe mai potuto esistere su Marte?
Testimonianze fossili a questo proposito potrebbero essere contenute dentro le rocce che nel corso del tempo si sono staccate da Marte e vagano senza meta nello spazio e sono in rotta di collisione con la Terra.

Scritto da Pianeta blu

 

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