Pillola contro la caduta dei capelli: 536 uomini l’hanno provata con effetti positivi, ma quando arriverà davvero in farmacia?
La ricerca di una soluzione efficace contro la calvizie potrebbe aver compiuto un passo avanti. Una nuova pillola contro la caduta dei capelli, sviluppata dall’azienda farmaceutica Veradermics, ha ottenuto risultati positivi in uno studio clinico di fase 3 condotto su 536 uomini con alopecia androgenetica. Il trattamento sperimentale, chiamato VDPHL01, ha favorito un aumento significativo del numero di capelli nell’area interessata dal diradamento, con risultati nettamente superiori a quelli registrati nel gruppo che ha ricevuto un placebo. L’interesse nasce anche dal principio attivo utilizzato: il minoxidil, già conosciuto in dermatologia, ma inserito in una formulazione orale a rilascio prolungato. I dati aprono nuove prospettive per il trattamento della calvizie maschile. Prima di poter arrivare nelle farmacie, tuttavia, il farmaco dovrà completare l’iter necessario per ottenere l’autorizzazione della Food and Drug Administration (FDA).
Come funziona la nuova pillola per la calvizie VDPHL01
Il trattamento sviluppato da Veradermics si chiama VDPHL01 e si basa sul minoxidil, una sostanza utilizzata da diversi decenni per contrastare la perdita dei capelli. La novità non riguarda quindi la scoperta di un nuovo principio attivo, ma il modo in cui viene somministrato. Al posto delle tradizionali lozioni da applicare sul cuoio capelluto, l’azienda ha sviluppato una compressa da assumere per via orale. Per conoscere il progetto e le caratteristiche del farmaco è possibile consultare la pipeline ufficiale di Veradermics.
La formulazione utilizza una tecnologia a rilascio prolungato, studiata per distribuire il principio attivo nell’organismo in maniera più graduale. Secondo Veradermics, questo sistema dovrebbe favorire un’esposizione più costante al minoxidil, limitando i picchi di concentrazione che possono verificarsi con le formulazioni orali a rilascio immediato. L’obiettivo è sostenere l’attività dei follicoli piliferi e, allo stesso tempo, migliorare la tollerabilità del trattamento.
Il progetto punta a rispondere a un problema che interessa milioni di persone. La calvizie androgenetica può provocare un progressivo assottigliamento dei capelli e, nei casi più avanzati, una perdita evidente della copertura del cuoio capelluto. Le terapie disponibili non garantiscono gli stessi risultati a tutti e richiedono spesso un utilizzo continuativo.
La proposta di Veradermics consiste quindi in una nuova formulazione orale non ormonale, pensata per offrire un’alternativa ai trattamenti già esistenti. I risultati delle sperimentazioni sono incoraggianti, ma non dimostrano che il medicinale possa arrestare la calvizie o ripristinare la chioma in ogni paziente. Saranno necessari ulteriori dati per capire quali persone potranno ottenere i maggiori benefici.
Minoxidil orale: perché può favorire la ricrescita dei capelli
Il minoxidil è stato sviluppato inizialmente come farmaco contro l’ipertensione arteriosa. Durante il suo utilizzo emerse però un effetto inatteso: in alcuni pazienti si verificava una crescita più evidente dei peli corporei. Questa osservazione portò successivamente allo sviluppo delle formulazioni dermatologiche utilizzate ancora oggi contro il diradamento. Le informazioni sul suo impiego originario sono riportate anche nella documentazione ufficiale della FDA sul minoxidil, che riguarda il trattamento dell’ipertensione e non la calvizie.
La sua azione è legata soprattutto alla capacità di dilatare i vasi sanguigni. A livello dei follicoli piliferi, il principio attivo può influenzare il ciclo di crescita dei capelli e favorire condizioni utili alla loro attività. Il meccanismo biologico non è ancora stato chiarito completamente, ma l’efficacia del minoxidil topico nel trattamento dell’alopecia androgenetica è documentata.
Attualmente viene utilizzato soprattutto sotto forma di soluzioni e schiume da applicare direttamente sulla cute. Negli ultimi anni si è diffuso anche l’impiego delle compresse orali a basso dosaggio, soprattutto nei casi in cui i trattamenti locali non risultano soddisfacenti. Questa modalità, però, non dispone di un’approvazione specifica della FDA per il trattamento della calvizie.
VDPHL01 si inserisce proprio in questo scenario. Veradermics non ha introdotto una nuova sostanza, ma ha sviluppato una formulazione differente con l’intento di controllare meglio il rilascio del minoxidil. La compressa contiene infatti una matrice progettata per distribuire gradualmente il principio attivo dopo l’assunzione.
Questa caratteristica distingue il farmaco sperimentale dalle comuni compresse di minoxidil a rilascio immediato. Formulazione, dosaggio e modalità di assorbimento possono influenzare sia la risposta dell’organismo sia la comparsa di eventuali effetti indesiderati.
Per stabilire se questa tecnologia rappresenti davvero un miglioramento rispetto alle soluzioni già disponibili serviranno comunque ulteriori verifiche. I dati raccolti durante gli studi clinici dovranno essere esaminati dalle autorità sanitarie prima che il medicinale possa essere commercializzato per questa indicazione.
La sperimentazione clinica: quanti capelli sono ricresciuti con il nuovo trattamento
Le aspettative intorno a VDPHL01 sono cresciute soprattutto dopo i risultati dello studio 304, una sperimentazione di fase 3 che ha coinvolto 536 uomini con alopecia androgenetica da lieve a moderata.
I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi. Il primo ha assunto 8,5 milligrammi di farmaco una volta al giorno, il secondo ha ricevuto la stessa dose due volte al giorno, mentre al terzo è stato somministrato un placebo, privo del principio attivo.
Dopo sei mesi, i ricercatori hanno valutato le variazioni del numero di capelli non vellus in una specifica area del cuoio capelluto. Si tratta di una misurazione che permette di distinguere i capelli più sviluppati da quelli molto sottili e poco pigmentati, offrendo un parametro utile per valutare la risposta alla terapia.
I risultati hanno mostrato un incremento medio di 28,6 capelli per centimetro quadrato nel gruppo trattato con una sola somministrazione giornaliera. Con due assunzioni al giorno, il valore è salito a 36,4 capelli per centimetro quadrato. Nel gruppo placebo, invece, l’aumento si è fermato a 6,6 capelli per centimetro quadrato. I dati completi sono stati diffusi dall’azienda nel comunicato ufficiale sui risultati dello studio 304.
La differenza rispetto al gruppo di controllo è risultata statisticamente significativa per entrambi i dosaggi. Anche le valutazioni dei partecipanti hanno evidenziato una maggiore percezione di miglioramento della copertura del cuoio capelluto tra gli uomini che avevano ricevuto il trattamento.
Un altro dato riguarda i tempi della risposta. Secondo quanto comunicato da Veradermics, i primi miglioramenti statisticamente significativi rispetto al placebo erano già visibili al secondo mese, in occasione della prima valutazione intermedia prevista dal protocollo.
I risultati del secondo studio e gli effetti collaterali da conoscere
I risultati dello studio 304 non sono un caso isolato. Già nell’aprile 2026, Veradermics aveva annunciato gli esiti positivi dello studio 302, un’altra sperimentazione di fase 3 che aveva coinvolto 519 uomini con calvizie androgenetica.
Anche in questa occasione i risultati erano stati favorevoli. Dopo sei mesi, l’aumento medio dei capelli nell’area esaminata aveva raggiunto 30,3 unità per centimetro quadrato con una somministrazione giornaliera e 33 con due somministrazioni. Nel gruppo che aveva ricevuto il placebo, invece, l’incremento era stato di 7,3 capelli per centimetro quadrato.
La conferma arrivata da due sperimentazioni indipendenti rafforza il quadro delle evidenze disponibili. Nel complesso, gli studi 302 e 304 hanno coinvolto oltre mille uomini, fornendo una base clinica più ampia per valutare l’efficacia del trattamento.
Accanto ai benefici osservati, resta però da considerare il profilo di sicurezza. Tra gli effetti indesiderati segnalati durante lo studio 304 figurano l’edema periferico, che può provocare gonfiore a causa dell’accumulo di liquidi, e l’ipertricosi, una crescita eccessiva di peli in aree del corpo diverse dal cuoio capelluto.
Quest’ultimo disturbo è stato registrato nel 2,2% dei partecipanti che assumevano il farmaco una volta al giorno e nel 9% di quelli che lo prendevano due volte al giorno. L’edema periferico ha interessato rispettivamente il 2,8% e il 4,5% dei partecipanti nei due gruppi.
Veradermics non ha segnalato eventi avversi gravi attribuiti al trattamento né eventi cardiaci di particolare interesse durante la sperimentazione. Si tratta di un dato positivo, ma non sufficiente per considerare il medicinale privo di rischi. Il minoxidil assunto per via orale agisce sull’intero organismo e richiede particolare attenzione nelle persone con problemi cardiovascolari o altre condizioni che potrebbero aumentare i rischi.
Quando potrebbe arrivare l’approvazione della FDA e sarà disponibile in Italia?
I risultati ottenuti finora non significano che VDPHL01 sia già autorizzato per il trattamento della calvizie. Il farmaco deve ancora affrontare il percorso regolatorio necessario per ottenere il via libera della Food and Drug Administration, l’ente statunitense incaricato di valutare sicurezza ed efficacia dei medicinali.
La conclusione positiva di uno studio di fase 3 rappresenta un passaggio importante nello sviluppo di un farmaco, ma non garantisce automaticamente l’approvazione. Veradermics dovrà presentare una richiesta formale, accompagnata dai dati clinici necessari per consentire all’autorità di esaminare benefici e possibili rischi.
La valutazione non riguarda soltanto il numero di capelli ricresciuti. La FDA dovrà considerare anche gli effetti indesiderati, la risposta ai diversi dosaggi e le informazioni disponibili sulla sicurezza nel tempo. Sarà quindi necessario esaminare l’intero programma di sviluppo prima di arrivare a una decisione.
Un aspetto importante riguarda la durata delle sperimentazioni. Gli studi 302 e 304 prevedono un periodo complessivo di 52 settimane, con una prima fase controllata di sei mesi e una successiva estensione durante la quale tutti i partecipanti ricevono VDPHL01. I dati raccolti nel periodo più lungo possono aiutare a comprendere meglio la risposta al trattamento e la sua tollerabilità.
Per il momento non esiste una data certa per l’arrivo del prodotto nelle farmacie. L’azienda considera VDPHL01 un candidato per una futura richiesta di autorizzazione, ma questo passaggio non deve essere confuso con un’approvazione già ottenuta.
La nuova cura potrebbe funzionare anche sulle donne?
La ricerca di Veradermics non si concentra esclusivamente sulla calvizie maschile. L’azienda sta valutando il potenziale del farmaco anche nelle donne con alopecia androgenetica, una condizione che può manifestarsi attraverso un progressivo assottigliamento dei capelli e una riduzione della densità della chioma.
Nel luglio 2026 sono stati comunicati i risultati preliminari dello studio 207, una sperimentazione di fase 2 condotta su donne con questa forma di perdita dei capelli. Le partecipanti hanno ricevuto una dose di 4,5 milligrammi una o due volte al giorno. Dopo sei mesi, l’incremento medio dei capelli non vellus nell’area esaminata è stato rispettivamente di 22,7 e 23,3 unità per centimetro quadrato. I risultati sono stati pubblicati nel comunicato ufficiale di Veradermics sullo studio 207.
Anche le valutazioni sulla copertura del cuoio capelluto hanno mostrato risultati incoraggianti. L’88,9% delle donne trattate con una somministrazione giornaliera e il 90% di quelle che avevano assunto il farmaco due volte al giorno ha riferito un miglioramento significativo o molto significativo.
Questi dati devono comunque essere interpretati con cautela. Lo studio 207 era una sperimentazione aperta e non prevedeva un confronto con un gruppo placebo. Per ottenere conferme più solide è stato avviato lo studio 306, una sperimentazione di fase 2/3 che coinvolge 556 donne e include un gruppo di controllo.
Secondo il calendario comunicato da Veradermics, i risultati principali sono attesi nella prima metà del 2027. Se anche questa fase dovesse dare esiti positivi, il programma di ricerca potrebbe sostenere lo sviluppo del trattamento per entrambe le forme di calvizie.
La possibilità di estendere l’impiego del farmaco alle donne è quindi interessante, ma serviranno ulteriori conferme cliniche e le necessarie valutazioni delle autorità sanitarie. Per ora VDPHL01 rimane un trattamento sperimentale e non può essere considerato un sostituto delle terapie prescritte dal medico.
Conclusione
VDPHL01 si sta facendo notare per i risultati ottenuti nelle sperimentazioni cliniche, che hanno evidenziato una crescita dei capelli superiore a quella osservata con il placebo. I due studi condotti sugli uomini hanno coinvolto complessivamente oltre mille partecipanti, mentre i primi dati raccolti sulle donne aprono ulteriori prospettive per lo sviluppo del trattamento.
L’aspetto più interessante riguarda la formulazione orale a rilascio prolungato del minoxidil, una sostanza già conosciuta ma proposta attraverso una tecnologia differente. Resta da verificare se i benefici osservati saranno sufficienti per ottenere l’autorizzazione della FDA e quale sarà il profilo di sicurezza nel lungo periodo.
Per chi deve fare i conti con il diradamento dei capelli, la ricerca offre quindi una prospettiva concreta da seguire, ma non ancora una soluzione disponibile. I prossimi risultati clinici e la valutazione delle autorità sanitarie chiariranno se questo trattamento potrà diventare una nuova opzione contro la calvizie.
Redazione
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