Sigarette elettroniche causano cancro? L’analisi di 100 studi lancia un allarme su polmoni e bocca
Per anni lo svapo è stato percepito come una scelta meno rischiosa rispetto al fumo tradizionale. Negli ultimi mesi, però, il quadro scientifico si sta facendo sempre più complesso. Una revisione che ha esaminato oltre cento ricerche pubblicate tra il 2017 e il 2025 riapre con forza il dibattito: sigarette elettroniche causano cancro? Secondo gli autori, le evidenze disponibili indicano un’associazione sempre più convincente tra l’uso delle e-cig a base di nicotina e l’insorgenza di tumori del cavo orale e dei polmoni. Si tratta di risultati che arrivano dopo anni in cui gli studiosi chiedevano tempo per valutare gli effetti a lungo termine dello svapo. Oggi, grazie a dati più solidi e aggiornati, l’idea di una alternativa “sicura” al fumo inizia a vacillare.
Sigarette elettroniche e cancro: cosa ha scoperto la revisione di 100 studi
La revisione sistematica è stata coordinata dal professor Bernard W. Stewart insieme a ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud e di numerose istituzioni partner, tra cui l’Università del Queensland, l’Università di Flinders, l’Università di Sydney e la Società Australiana di Oncologia Clinica. L’obiettivo era valutare in modo qualitativo il legame tra uso delle e-cig e rischio oncologico, includendo solo studi considerati di alta qualità.
Le conclusioni sono molto nette: i dispositivi elettronici a base di nicotina risultano probabilmente cancerogeni per chi li utilizza e potrebbero essere responsabili di un numero ancora non quantificato di tumori orali e polmonari. Questa posizione rafforza quanto già sostenuto nel 2023 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che aveva criticato duramente le e-cig accusando l’industria del tabacco di trarre profitto a discapito della salute pubblica.
Gli autori ricordano che lo svapo è un fenomeno relativamente recente. Per osservare con certezza l’impatto epidemiologico dei tumori servono decenni, ma le prove indirette — provenienti da biomarcatori, studi clinici e ricerche di laboratorio — stanno diventando sempre più coerenti. Il timore è quello di ripetere quanto accaduto con le sigarette tradizionali, quando trascorse quasi un secolo prima di dimostrare definitivamente il legame con il tumore polmonare.
Le sostanze cancerogene trovate negli aerosol delle e-cig
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la composizione chimica degli aerosol e i cambiamenti biologici osservati negli utilizzatori. L’analisi dei biomarcatori ha evidenziato danni al DNA associati a metaboliti derivati dallo svapo, riconducibili a sostanze note per la loro azione cancerogena. Tra queste compaiono nitrosammine derivate dalla nicotina, composti organici volatili, agenti provenienti dagli aromi e diversi metalli.
Parallelamente sono stati osservati stress ossidativo, alterazioni epigenetiche e infiammazione nei tessuti della bocca e dell’apparato respiratorio, processi strettamente legati allo sviluppo delle neoplasie delle vie aeree. Studi precedenti avevano già individuato correlazioni con tumori di naso, gola e seni paranasali.
Anche gli esperimenti sugli animali hanno fornito dati significativi. Nei roditori esposti agli aerosol delle e-cig sono stati osservati adenocarcinomi polmonari nel 22,5% dei casi, contro il 2,5% del gruppo di controllo. A questo si aggiungono segnalazioni cliniche di giovani forti svapatori che hanno sviluppato tumori orali aggressivi senza altri fattori di rischio. Per garantire maggiore precisione, la revisione ha escluso dall’analisi le persone che fumavano anche sigarette tradizionali.
Perché gli scienziati parlano di rischio per polmoni e tumori orali
Nel complesso, l’insieme delle prove rappresenta la valutazione più completa disponibile sul potenziale cancerogeno delle e-cig. I dati provenienti da monitoraggio clinico, studi su animali e analisi dei meccanismi biologici convergono verso la stessa direzione: lo svapo è associato a un aumento del rischio di tumori polmonari e del cavo orale.
Gli autori ritengono che i segnali siano sufficientemente forti da richiedere misure preventive. Pur potendo aiutare alcuni fumatori a ridurre l’uso delle sigarette tradizionali, questi dispositivi rischiano di attirare giovani che non avrebbero mai iniziato a fumare. Alcune ricerche indicano che i giovani svapatori hanno una probabilità tripla di diventare fumatori in seguito.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Carcinogenesis con il titolo “The carcinogenicity of e cigarettes: a qualitative risk assessment”, a conferma della crescente attenzione della comunità scientifica verso questo tema.
Lo svapo è davvero più sicuro delle sigarette tradizionali?
Il confronto con il fumo classico resta uno dei punti più discussi. Lo studio non afferma che le e-cig siano più pericolose delle sigarette tradizionali, ma evidenzia come non possano più essere considerate innocue. La principale incognita riguarda l’assenza di dati epidemiologici di lungo periodo, poiché molte forme tumorali impiegano decenni per manifestarsi.
Oggi, tuttavia, la ricerca dispone di strumenti più avanzati rispetto al passato. L’analisi dei biomarcatori di esposizione e di danno consente di individuare segnali precoci di cancerogenicità, riducendo i tempi necessari per identificare i rischi. Secondo gli autori, ignorare queste prove significherebbe ripetere gli errori commessi con il tabacco tradizionale. L’immagine delle sigarette elettroniche come alternativa sicura appare quindi sempre più fragile, soprattutto alla luce dei dati sui giovani e sull’esposizione a sostanze potenzialmente nocive.
Conclusione
La scienza non dispone ancora di decenni di osservazione per fornire una risposta definitiva, ma le evidenze disponibili stanno diventando sempre più difficili da ignorare. La revisione di oltre cento studi suggerisce che lo svapo non è privo di rischi e potrebbe contribuire allo sviluppo di tumori del cavo orale e dei polmoni. Il messaggio degli scienziati è chiaro: non ripetere gli errori del passato e considerare con attenzione i segnali già emersi. In attesa di dati a lungo termine, la percezione dello svapo come scelta priva di conseguenze appare sempre meno sostenibile.
Redazione
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