Avvistamento alligatore a Paestum: la polizia non ha dubbi, “È attendibile”
Immaginatevi una tranquilla mattina a Paestum, tra ulivi, templi greci e il solito andirivieni di turisti fuori stagione, quando arriva la notizia: c’è un alligatore nel canale Laura Nuova. Non è uno scherzo di Carnevale, né un fake virale. Lunedì 9 febbraio 2026, un imprenditore del posto – titolare di una struttura ricettiva – ha scattato una foto che ha lasciato tutti senza parole. La Polizia Municipale l’ha presa sul serio: “Fonte attendibile”, hanno detto senza mezzi termini. Da allora, l’area è sotto stretta sorveglianza, con droni che pattugliano dall’alto ed esche piazzate in quattro punti strategici. Qualcuno sui social ha provato a buttarla sul ridere – “sarà un’altra AI che ci prende in giro” – ma le autorità non ci stanno scherzando. L’avvistamento alligatore a Paestum ha acceso un campanello d’allarme: qui non si tratta solo di curiosità, ma di sicurezza, di fauna fuori posto e di quel brutto vizio, purtroppo sempre più diffuso, di liberare animali esotici quando diventano scomodi.
Un rettile esotico nel cuore del Cilento: l’emergenza ambientale
Che ci faccia un alligatore in un canale del Cilento è una di quelle cose che ti fanno fermare il caffè a metà. Eppure, il comandante Antonio Rinaldi non ha perso tempo. Appena arrivata la segnalazione, ha dato il via a un’operazione che coinvolge un po’ tutti: dal Consorzio di Bonifica alle guardie ecozoofile, dal WWF ai Vigili del Fuoco in congedo. Non è fiction: è quello che sta succedendo a Capaccio Paestum. Le ipotesi? Una sola regge davvero: qualcuno teneva questo rettile in casa – magari da piccolo, quasi un soprammobile vivente – e poi, crescendo, è diventato un problema. A quel punto, invece di rivolgersi a chi di dovere, lo ha mollato nel canale. Un gesto che mette a rischio tutti, oltre a essere illegale. Gli alligatori non sono bestie da osservare con curiosità: sono predatori abituati a difendere il loro spazio. Per questo le autorità insistono: niente passeggiate lungo gli argini, niente tentativi da eroi fai-da-te, e soprattutto segnalate subito se vedete qualcosa di strano. Fiorella Zabatta, assessore regionale alla Protezione Civile, ha già chiesto lumi a un team dell’Università di Salerno. Non si sa ancora se l’animale sia ancora lì, ma meglio muoversi con prudenza che aspettare un incidente. Questa presenza di un alligatore in un contesto agricolo come il Laura Nuova rappresenta un caso raro, ma non impossibile, di emergenza fauna esotica nel Sud Italia.
Abbandono di fauna esotica: un fenomeno sempre più diffuso
Succede spesso: si compra un animale esotico perché sembra innocuo, quasi un giocattolo. Poi cresce, diventa aggressivo, ingombrante, difficile da gestire. E invece di cercare aiuto, qualcuno decide di “liberarsene” gettandolo in un fiume, un lago o, come in questo caso, un canale consortile. È una scorciatoia pericolosa, che fa danni ben oltre il gesto stesso. Questi animali non autoctoni non appartengono al nostro ecosistema: non hanno predatori naturali, competono con specie locali e possono introdurre malattie. A Paestum, se davvero c’è un rettile esotico in giro, non si tratta solo di un caso isolato, ma di un campanello d’allarme. Perché dietro a quella foto c’è qualcuno che ha pensato: “Tanto nessuno se ne accorgerà”. Peccato che il Cilento non sia il Mississippi, e che qui la natura va rispettata, non piegata ai capricci di chi colleziona bestie come figurine.
Dubbi e precedenti: tra fake news e allarmi reali
Certo, con tutto quello che circola in rete oggi, è normale che qualcuno storca il naso. “Ma sei sicuro che non sia un fotomontaggio?” è stata la domanda più gettonata nei commenti. In fondo, basta un’app per far sembrare un coccodrillo di plastica un mostro pronto a divorarti. Il maggiore Rinaldi, però, ha chiuso la questione in due parole: “Non crediamo si tratti di intelligenza artificiale. La fonte è seria”. E infatti, non è la prima volta che l’Italia si trova a fare i conti con segnalazioni a Paestum e altrove di animali fuori posto. Solo l’anno scorso, a Bolzano, era scoppiato il panico per un presunto coccodrillo in centro città. Risultato? Un giocattolo abbandonato tra i cespugli. Pochi mesi dopo, a Ladispoli, decine di persone giuravano di aver visto un rettile simile nel fiume Sanguinara. Di lui, però, nessuna traccia certa. Ci mancava solo questo, a Paestum. Ma stavolta le cose sembrano diverse. Le istituzioni non stanno aspettando che qualcuno si faccia male per muoversi. Meglio muoversi subito, anche se poi salta fuori che era tutto un equivoco. Perché, come si dice da queste parti, “meglio abbondare che lesinare”.
Quando la natura incontra l’irresponsabilità umana
Alla fine, che l’alligatore sia ancora lì o che si tratti di un equivoco destinato a svanire, resta un fatto: qualcuno ha pensato di poter scaricare un problema vivo e pericoloso in un canale come se fosse un sacchetto dell’immondizia. E questo dice molto più di quanto sembri. Mentre droni e squadre perlustrano il Laura Nuova, la comunità locale vive in un misto di tensione e incredulità. Paestum è un posto dove la storia respira ad ogni angolo, non certo il set di un film horror sugli animali fuggiti. Eppure, episodi come questo ci ricordano che la linea tra il normale e l’assurdo è più sottile di quanto crediamo – e che basta un gesto di superficialità per farla saltare. Perché alla fine, non si tratta di un alligatore. Si tratta di chi pensa che la natura sia un deposito dove scaricare i propri errori.
Redazione
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