Perché gli astronauti soffrono la perdita delle unghie dopo le passeggiate spaziali?
Le passeggiate spaziali, note anche come attività extraveicolari (EVA), sono fondamentali per le missioni spaziali. Tuttavia, molti astronauti riportano un problema comune: la perdita delle unghie, conosciuta come onicolisi. Questo fenomeno è legato a vari fattori, tra cui la pressione atmosferica e il design dei guanti delle tute spaziali.
Le sfide fisiche dello spazio
Lo spazio rappresenta un ambiente estremamente ostile per il corpo umano. L’assenza di gravità può causare una diminuzione della forza ossea e muscolare, rendendo gli astronauti più vulnerabili a fratture e lesioni. Inoltre, la microgravità può influire negativamente sulla vista, poiché il fluido corporeo tende a spostarsi verso la testa, aumentando la pressione intracranica. Questo fenomeno può causare problemi visivi temporanei o permanenti.
Un altro problema significativo è la difficoltà nella minzione. In assenza di gravità, il corpo umano non percepisce il bisogno di urinare come sulla Terra, rendendo questo processo più complicato. Anche le unghie degli astronauti possono subire danni notevoli durante le missioni spaziali, specialmente dopo aver eseguito attività extraveicolari (EVA). La pressione atmosferica ridotta e il design dei guanti delle tute spaziali contribuiscono a questo problema, causando spesso la perdita delle unghie, nota come onicolisi.
La pressione atmosferica e i guanti spaziali
Nello spazio, la pressione ambientale è quasi inesistente, il che non è favorevole per il corpo umano. Le tute spaziali devono essere pressurizzate per garantire la sicurezza degli astronauti. Tuttavia, questo crea problemi per le mani. I guanti pressurizzati limitano i movimenti e creano punti di pressione che possono causare dolore, affaticamento muscolare e onicolisi.
I guanti delle tute spaziali sono progettati per proteggere le mani degli astronauti dalle condizioni estreme dello spazio. Sono costituiti da diversi strati, ognuno con una funzione specifica. Lo strato interno, chiamato strato comfort, è a diretto contatto con la pelle e offre una certa comodità. Lo strato di camera d’aria a pressione si gonfia e si irrigidisce quando il guanto è pressurizzato, limitando i movimenti delle dita. Lo strato di contenzione contrasta la rigidità della camera d’aria a pressione, permettendo un certo grado di movimento. Infine, lo strato esterno, chiamato indumento termico micrometeoroide, protegge l’astronauta dai detriti spaziali e dalle variazioni di temperatura.
Nonostante questi strati protettivi, i guanti pressurizzati possono causare problemi significativi. La limitazione dei movimenti delle dita e la creazione di punti di pressione possono portare a lesioni alle mani. Gli astronauti spesso riportano dolore, affaticamento muscolare e abrasioni dopo le attività extraveicolari. In alcuni casi, queste lesioni possono evolvere in onicolisi, una condizione in cui le unghie si staccano dal letto ungueale.
La ricerca ha dimostrato che il design dei guanti gioca un ruolo cruciale nella prevenzione delle lesioni. Guanti con una scarsa aderenza o una struttura inadeguata possono aumentare il rischio di onicolisi. Gli studi hanno anche evidenziato che le donne astronauti sono più suscettibili a questo tipo di lesioni rispetto agli uomini, probabilmente a causa delle differenze nella struttura delle mani.
Studi sulle lesioni alle mani degli astronauti
Ricercatori hanno studiato le lesioni alle mani degli astronauti e hanno trovato una correlazione tra la struttura dei guanti e l’onicolisi. I guanti spaziali sono complessi e costituiti da diversi strati, ma il design attuale può ancora causare problemi. Le lesioni sono più comuni nelle donne e nei guanti con una scarsa aderenza.
Un team di ricercatori ha analizzato 232 lesioni alle mani riportate dagli astronauti durante le attività extraveicolari. Hanno scoperto che la larghezza e la circonferenza delle articolazioni metacarpo-falangee, ovvero le nocche, influenzano la probabilità di lesioni. I guanti spaziali limitano la mobilità di queste articolazioni, esercitando una maggiore pressione sulle dita. Questo può ridurre il flusso sanguigno, causando danni ai tessuti e onicolisi.
Gli studi hanno anche evidenziato che il design dei guanti gioca un ruolo cruciale nella prevenzione delle lesioni. Tra i due tipi di guanti esaminati, uno era associato a un rischio 8,5 volte maggiore di perdita delle unghie. La maggior parte delle lesioni si è verificata al dito medio, e le donne astronauti sembrano essere più suscettibili a questo tipo di danno rispetto agli uomini.
Per cercare di ridurre il rischio di onicolisi, i ricercatori stanno lavorando su nuovi design di guanti che offrano una migliore aderenza e mobilità. Le nuove tute spaziali dell’era Artemis, che verranno introdotte nel prossimo futuro, potrebbero finalmente fornire una soluzione a questo problema. Questi nuovi guanti saranno progettati per ridurre la pressione sulle articolazioni e migliorare il comfort degli astronauti durante le attività extraveicolari.
Conclusione
La perdita delle unghie durante le passeggiate spaziali è un problema significativo per gli astronauti. Tuttavia, con l’avvento delle nuove tute spaziali dell’era Artemis, c’è speranza che queste lesioni possano essere ridotte. La ricerca continua a migliorare il design dei guanti per garantire la sicurezza e il comfort degli astronauti durante le loro missioni.
Redazione
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