Il Kansas fa causa a Pfizer per il vaccino Covid: “Ha ingannato su rischi ed efficacia”

Il procuratore generale del Kansas, Kris Kobach, ha citato in giudizio la casa farmaceutica Pfizer per aver ingannato i cittadini sui rischi e l’efficacia del vaccino anti Covid, “omettendo, nascondendo o sopprimendo” dati significativi. Di cosa è accusata Pfizer e cosa sappiamo sulla sicurezza del farmaco.

Lunedì 17 giugno 2024 lo Stato del Kansas (Stati Uniti d’America) ha fatto causa al colosso farmaceutico Pfizer, motivando la citazione in giudizio con accuse pesantissime: aver tenuto nascoste informazioni sui rischi del vaccino anti Covid e aver mentito sulla sua reale efficacia contro il coronavirus SARS-CoV-2, il patogeno responsabile della malattia. A citare in giudizio l’azienda presso il tribunale distrettuale della contea di Thomas è stato Kris Kobach, il procuratore generale del Kansas. Kobach ha replicato con motivazioni analoghe quanto fatto a novembre del 2023 dal procuratore generale del Texas Ken Paxton. Entrambi sono repubblicani e hanno contestato la gestione della pandemia di COVID-19 dell’amministrazione Biden.

Le accuse a Pfizer

Secondo l’accusa, Pfizer avrebbe violato il Kansas Consumer Protection Act, una legge dello Stato volta a tutelare i consumatori da eventuali pratiche scorrette e ingannevoli da parte dei fornitori. Il procuratore generale Kobach è stato piuttosto specifico sugli addebiti mossi alla casa farmaceutica, impegnata in prima linea sin dall’inizio della crisi sanitaria assieme a Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson. Pfizer avrebbe “omesso, nascosto e soppresso” dati significativi sulla sicurezza del vaccino anti Covid, in particolar modo relativi a conseguenze sulle donne incinte; sviluppo di patologie cardiache come pericardite e miocardite; capacità di spezzare la catena della trasmissione; ed efficacia contro le varianti del coronavirus SARS-CoV-2. Il patogeno pandemico, da quando è emerso come ceppo selvatico a Wuhan (Cina) alla fine del 2019, si è infatti evoluto in modo significativo nel corso degli anni. Oggi la variante dominante negli USA è KP.3, facente parte della famiglia FliRT e figlia di Omicron, a sua volta isolata per la prima volta in Sudafrica alla fine del 2021.

La risposta della casa farmaceutica

Il procuratore Kobach accusa Pfizer di aver commercializzato il suo vaccino come sicuro e, a causa del comportamento addebitato nelle motivazioni della citazione in giudizio, avrebbe di fatto messo a rischio la salute dei cittadini del Kansas. Per tutto questo la Stato americano chiede “sanzioni pecuniarie civili, danni e provvedimenti ingiuntivi da dichiarazioni fuorvianti e ingannevoli fatte nella commercializzazione del suo vaccino COVID-19”, come riportato dal Kansas Reflector. La casa farmaceutica ha risposto a stretto giro alle accuse in una nota citata dallo stesso quotidiano. “La società ritiene che la causa dello Stato non abbia merito e risponderà alle accuse a tempo debito. Pfizer è profondamente impegnata nel benessere dei pazienti che serve e non ha priorità più alta che garantire la sicurezza e l’efficacia dei suoi trattamenti e vaccini”, ha sottolineato il colosso farmaceutico con sede a New York. In un’altra citazione riportata da Reuters, l’azienda ribadisce che le sue dichiarazioni relative al suo vaccino contro la COVID-19 “sono state accurate e basate sulla scienza”. È chiaro che il team di legali di Pfizer risponderà in tribunale punto per punto alle accuse di Kobach e sarà necessario attendere il prosieguo del processo. Ciò nonostante è già possibile fare alcune considerazioni di carattere generale.

Vaccino anti Covid sicuro ed efficace

A febbraio del 2024 è stata pubblicata sulla rivista scientifica Vaccine la ricerca “COVID-19 vaccines and adverse events of special interest: A multinational Global Vaccine Data Network (GVDN) cohort study of 99 million vaccinated individuals”, il più approfondito studio mai effettuato su effetti collaterali e reazioni avverse dei vaccini anti Covid. Basti sapere che ha coinvolto ben 99 milioni di persone vaccinate provenienti da otto Paesi. I ricercatori del Global Vaccine Data Network (GVDN) sono andati a caccia dei “segnali di sicurezza” di tredici condizioni cardiache, ematiche e neurologiche in associazione alla vaccinazione, scoprendo che il rischio emerso per la maggior parte di esse era molto simile a quello di fondo, cioè quello previsto nella popolazione generale non vaccinata. Le uniche eccezioni, tra le quali pericardite e miocardite, sono emerse proprio alla luce del numero enorme di persone vaccinate. Kobach ha accusato Pfizer di sapere che il vaccino Covid provocava queste condizioni ma ha taciuto.

La Fase 4 della sperimentazione

Si parla di numeri piccolissimi a fronte di miliardi di dosi somministrate, che possono emergere con compiutezza soltanto nella Fase 4 della sperimentazione, cioè quella che viene fatta dopo l’immissione in commercio di un qualsiasi farmaco. Serve proprio ad approfondire la sorveglianza e aggiornare i foglietti illustrativi laddove necessario, nel caso in cui dovessero essere rilevati questi segnali di sicurezza. Fa parte del naturale percorso di valutazione e monitoraggio di un qualsiasi vaccino o farmaco. Ciò che va tenuto in considerazione è che non esiste alcun farmaco al mondo sicuro al 100 percento; anche il più comune prodotto da banco – che si compra in parafarmacia o al supermercato – per il più banale dei malanni, può essere letale per un numero estremamente ridotto di soggetti sensibili ai principi attivi. L’approvazione di un farmaco non si basa su certezze assolute, ma solo sul ponderare il rapporto rischi-benefici. E quello dei vaccini anti Covid è stato enorme. Sono state 20 milioni le vite salvate nel solo 2021, secondo lo studio “Global impact of the first year of COVID-19 vaccination: a mathematical modelling study” pubblicato su The Lancet Infectious Diseases.

In occasione del ritiro del vaccino di AstraZeneca, il professor Giovanni Maga del CNR aveva spiegato a Fanpage.it che “quando si inizia a somministrare un preparato nuovo poi c’è la Fase 4 della sperimentazione clinica, che vuol dire monitoraggio”. “Sui grandi numeri possono emergere effetti collaterali come avviene con molti farmaci di uso comune”, ha chiosato l’esperto. È chiaro che sussistono effetti collaterali e anche reazioni avverse potenzialmente fatali associati ai vaccini anti Covid, ma questo non significa che non sono sicuri né che sono inefficaci. Semplicemente, i piccolissimi numeri emersi rientrano in frazioni percentuali che non intaccano il rapporto rischi-benefici, enormemente a favore dei secondi, viste le vite salvate.

I rischi del vaccino Covid in gravidanza

Il  procuratore Kobach ha accusato Pfizer di aver commercializzato il suo vaccino come sicuro per le donne in gravidanza, pur essendo al corrente di eventi avversi e che il 10 percento aveva segnalato aborti spontanei, “molti a pochi giorni dalla vaccinazione”. Sulle reazioni avverse in gravidanza come l’aborto spontaneo, tra gli studi più approfonditi vi è “The risk of miscarriage following COVID-19 vaccination: a systematic review and meta-analysis” del 2023, nel quale sono stati analizzati i risultati di oltre 20 ricerche che hanno indagato le correlazioni con i vaccini anti Covid. Ebbene, lo studio è giunto alla conclusione “che i vaccini contro la COVID-19 non sono associati ad un aumento del rischio di aborto spontaneo o a una riduzione dei tassi di gravidanza in corso o di nati vivi tra le donne in età riproduttiva”. Questo pur sottolineando la necessità di studi di popolazione più ampi per valutare ulteriormente sicurezza ed efficacia. Ciò che è certo è che l’infezione da coronavirus SARS-CoV-2 aumenta di diverse volte il rischio di morire delle donne incinte.

Una pagina contro la disinformazione

È ampiamente prevedibile che i risultati degli studi qui citati e quelli di molti altri verranno snocciolati nel corso del processo contro Pfizer, dalla quale si attendono risposte dettagliate per tutte le accuse mosse dal procuratore Kobach, comprese quelle sull’efficacia del vaccino contro le nuove varianti e la trasmissione. Nel contesto di una pandemia che ha provocato la morte di quasi 7 milioni di persone, il dato ufficiale considerato un’ampia sottostima, un dettaglio che fa riflettere è vedere sul sito ufficiale di un colosso farmaceutico una FAQ dedicata alla smentita di strampalate teorie che circolano sui social network e negli ambienti novax. Un “male necessario” per arginare la dilagante disinformazione che circola sul web. Tra le accuse più assurde mosse al vaccino anti Covid di Pfizer vi sono l’insorgenza della sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino o VAIDS; il fatto che la sperimentazione è stata condotta solo su otto topi; che il vaccino ha la capacità di modificare il DNA; e che contiene, fra le altre cose, ossido di grafene e microchip.

A cura di Andrea Centini

Foto di Anna Shvets: www.pexels.com

Fonte:  www.fanpage.it

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