Terrapiattisti: La Storia incredibile della Coppia Italiana alla Ricerca della Fine del Mondo

Terrapiattisti , Fine del Mondo

Terrapiattisti. Una parola che evoca immagini di teorie di cospirazione e credenze fuori dal comune. Ma per una coppia italiana, questa parola ha rappresentato il punto di partenza per un’avventura incredibile. Durante il lockdown, hanno intrapreso un viaggio a piedi alla ricerca della “finis terrae”( fine del mondo), il bordo del mondo piatto.

Partenza da Ustica

La storia inizia con una coppia, originaria del Veneto, che ha deciso di intraprendere un viaggio straordinario. Il loro punto di partenza era Ustica, un’isola pittoresca nel Mar Tirreno. Ma il loro obiettivo non era una semplice vacanza o una fuga romantica. Avevano un obiettivo ben più ambizioso: raggiungere Lampedusa.

Non erano migranti in cerca di rifugio, ma seguaci convinti della teoria dei terrapiattisti. Questa teoria sostiene che la Terra non è una sfera, ma un disco piatto. E secondo questa coppia, il “bordo” di questo disco, la “finis terrae”, si trovava vicino a Lampedusa.

Il loro viaggio non era solo fisico, ma anche spirituale e ideologico. Credevano fermamente nella loro causa e erano disposti a mettere alla prova le loro convinzioni. Nonostante le difficoltà e le sfide che li attendevano, erano determinati a trovare la “fine del mondo”. E così, con coraggio e determinazione, hanno iniziato il loro incredibile viaggio.

Un Viaggio Trasformato in Odissea

Il loro viaggio, inizialmente intrapreso con entusiasmo e determinazione, si è presto trasformato in un’odissea. A Termini Imerese, hanno preso una decisione radicale: vendere la loro macchina. Questo atto ha segnato un punto di non ritorno nel loro viaggio, simbolizzando il loro impegno totale nella ricerca della “finis terrae”.

Con i soldi ricavati dalla vendita della macchina, hanno acquistato una piccola barchetta. Questa modesta imbarcazione era destinata a portarli a Lampedusa, il luogo che credevano fosse la fine del mondo piatto.

Ma il viaggio in mare aperto non è mai semplice. Si orientavano con una bussola, uno strumento antico che sfrutta il magnetismo terrestre per indicare la direzione. Ironia della sorte, il magnetismo terrestre è un fenomeno che si verifica a causa della forma sferica della Terra, un concetto che, come terrapiattisti, avrebbero dovuto rifiutare.

Eppure, nonostante le contraddizioni e le difficoltà, hanno continuato a navigare, spinti dalla loro convinzione e dal desiderio di scoprire la verità. Questo viaggio, che era iniziato come un’impresa audace, si stava trasformando in un’odissea, un viaggio pieno di prove e tribolazioni. Ma la coppia di terrapiattisti non si è arresa, continuando a cercare la fine del mondo.

L’Epilogo

La loro avventura ha preso una svolta inaspettata quando si sono ritrovati a Ustica, un’isola siciliana di fronte a Palermo. Sono stati fermati e messi in quarantena a Palermo. Hanno tentato la fuga, ma sono stati recuperati dalla Capitaneria di porto. Alla fine, la scoperta del bordo della terra è diventata secondaria rispetto al desiderio di tornare a casa in sicurezza. Sono tornati in Veneto via terra, dopo aver solcato il mare solo per prendere il traghetto da Messina a Villa San Giovanni.

Questa è davvero una storia incredibile, un viaggio che ha dell’assurdo, ma che ci ricorda quanto possano essere diverse le percezioni del mondo.

Redazione

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