Unità di memoria negli smartphone: eMMC, NVMe e UFS
Quando si trovano a scegliere uno smartphone di fascia media o bassa, molte persone si concentrano esclusivamente sulla quantità di memoria integrata presente nel dispositivo: più ce n’è, meglio è, non importa se sia eMMC, NVMe o UFS.
Certo, la quantità di memoria è un parametro importante nella scelta di uno smartphone, ma per i modelli meno costosi è bene fare attenzione anche al tipo e alla qualità della scheda di memoria integrata, in quanto questa influisce direttamente sulle prestazioni del dispositivo.
Nell’articolo di oggi vediamo quali tipi di memoria integrata per smartphone esistono, quali sono le loro caratteristiche e la differenza che intercorre, ad esempio, tra eMMC e UFS.
Memoria eMMC: lenta, ma economica
Lo standard di memoria eMMC risale agli anni ’90, quando la Siemens (azienda ormai sparita dal mercato degli smartphone, ma che prima produceva telefoni cellulari) proponeva e usava schede di memoria MMC per una varietà di dispositivi digitali.
Con il passare del tempo, questa unità si è trasformata in un chip installato sulla scheda dello smartphone che ha preso il nome di eMMC, dall’inglese “Embedded Multimedia Memory Card” (scheda di memoria multimediale integrata).
A partire dal 2019, è in uso la versione dello standard eMMC 5.1 che è reperibile nei dispositivi, online su siti come RS e nei negozi di telefonia. Questa memoria è caratterizzata da una velocità massima di trasferimento dati di circa 600 Mbps, mentre nello standard vecchio (ormai quasi sparito dal mercato) eMMC 5.0, era di circa 400 Mbps. Naturalmente, non è più Siemens: ora i diritti per lo standard sono detenuti dal Comitato Internazionale JEDEC.
Memoria UFS: veloce, ma costosa
Nel 2011, lo stesso JEDEC ha deciso che la memoria eMMC era troppo lenta e ha iniziato a lavorare sul proprio standard chiamato UFS – Universal Flash Storage. Questa memoria è in grado di eseguire contemporaneamente operazioni di lettura e scrittura poiché funziona su canali diversi e con chip diversi.
Nel corso degli anni sono state rilasciate diverse versioni di questa unità di memoria. Per fare un confronto con la eMMC, l’UFS più antica che si riesce ancora a trovare sul mercato è la UFS 2.1 (che risale al 2016) che ha già una velocità due volte superiore rispetto alla eMMC 5.1: 1.200 Mbps. Il confronto è ancora più evidente se prendiamo la versione ormai più comune: UFS 3.1 ha una velocità di 2.900 Mbps, mentre nel 2023 ne è uscita una ancora più veloce!
La memoria per i dispositivi Apple
A prima vista, potrebbe sembrare che gli iPhone utilizzino l’ultima versione della memoria più interessante: UFS 3.1 o magari addirittura UFS 4.0. In realtà non è così. Come sappiamo, la Apple ama mettere in mostra le sue possibilità e distinguersi dagli altri produttori di dispositivi e la memoria non fa certo eccezione.
Una volta che la eMMC è stata ritenuta obsoleta, l’azienda californiana ha iniziato a inserire all’interno dei suoi smartphone una versione adattata della memoria NVMe, la stessa utilizzata nei laptop. È meglio o peggio delle UFS? La questione è controversa. Contrariamente a quanto sappiamo di altri elementi come le batterie, su queste unità non sono praticamente stati eseguiti test.
Secondo alcuni report, la loro velocità media di scambio dei dati è approssimativamente la stessa, tuttavia, secondo criteri di confronto separati (lettura/scrittura sequenziale o campionamento casuale), ogni tipo di memoria ha i suoi punti di forza e di debolezza.
L’unica cosa che si può dire con certezza è che la versione mobile di NVMe ha prestazioni inferiori rispetto alla stessa unità che viene inserita nei laptop. Dopotutto, non è facile riuscire a trasferire queste unità tra dispositivi diversi eliminando completamente le perdite in prestazioni.
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