Le ossa umane venivano macinate e trasformate in farina per fare il pane nella Francia del XVI secolo

Nella storia umana, ci sono alcune storie così bizzarre da superare la finzione più sfrenata. Una di queste storie, radicata nella triste realtà della Francia del XVI secolo, rivela una soluzione disperata e macabra alla carestia: la macinazione delle ossa umane per trasformarle in “farina” per fare il pane .

Disperazione nell’assedio: le origini del pane d’ossa

Lo sfondo di questo strano episodio è ambientato durante le tumultuose guerre di religione in Francia. Nel 1590, la città di Parigi, controllata dalla Lega Cattolica, si trovò sotto assedio da parte dell’esercito reale francese guidato da Enrico di Navarra, poi Enrico IV di Francia. L’assedio mirava a sottomettere la città alla fame, una tattica che portò a misure disperate.

In questi tempi terribili, Pierre de L’Estoile, segretario capo del Parlamento francese, ha registrato una decisione agghiacciante presa dai parigini. Mentre le scorte di cibo diminuivano, un’assemblea propose una soluzione orribile: ridurre in farina le ossa dell’ossario del Cimitero degli Innocenti e ricavarne il pane. Spinto dalla fame estrema, il piano fu eseguito, ma con esiti tragici. L’Estoile osserva che coloro che mangiarono questo “pane d’ossa” morirono non di fame, ma proprio per la soluzione che speravano li avrebbe salvati.

Il mistero della morte di pane d’ossa

Perché morirono coloro che mangiarono il “pane d’ossa” ? Questa domanda ha sconcertato sia gli storici che gli scienziati. Alcuni ipotizzano che sostanze tossiche come l’arsenico o traumi psicologici derivanti dal consumo di resti umani abbiano contribuito alle morti. Tuttavia, una spiegazione più probabile risiede nell’inadeguatezza nutrizionale e nella natura inorganica delle ossa umane.

Le ossa umane sono ricche di minerali come il calcio ma mancano di nutrienti e calorie essenziali. Il consumo di ossa come fonte alimentare primaria potrebbe portare a gravi problemi digestivi, compresi blocchi intestinali, che nel contesto di una popolazione già indebolita si sono rivelati fatali.

È interessante notare che all’inizio del XIX secolo, la comprensione della ricchezza minerale delle ossa ne ha cambiato l’uso. Dopo le guerre napoleoniche, le ossa dei soldati e dei cavalli caduti nella battaglia di Waterloo furono raccolte, macinate e utilizzate come fertilizzante, non come cibo, in riconoscimento del loro ricco contenuto di minerali.

Mentre la tragica storia del pane d’ossa di Parigi rimane un capitolo oscuro, in Inghilterra continua un’eredità peculiare. Nel Gloucestershire emerse un tipo di pane noto come “Bone Bread”, chiamato non per i suoi ingredienti ma per gli spazzini delle ossa lungo il fiume Severn negli anni ’60 dell’Ottocento. Per fortuna questo pane non contiene resti umani, il che segna un netto contrasto con le misure disperate dei parigini del XVI secolo.

Di Joanna Gillan

Foto di Wolfgang Eckert da Pixabay

Fonte: www.ancient-origins.net

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