Cambiamento climatico, la crisi danneggia la biodiversità degli animali: ecco cosa possiamo fare
Il cambiamento climatico sta avanzando pericolosamente, creando gravi danni al nostro Pianeta. Da uragani ad alluvioni, passando per il surriscaldamento globale. La situazione non è delle migliori e il tempo è poco, sia per salvare noi stessi che la biodiversità degli animali, che sta subendo enormi perdite. Molte specie, non a caso, sono a rischio estinzione.
Come influisce il cambiamento climatico sugli animali
Certamente le temperature sempre più elevate, sia sulla terra che nei mari, provocano dei fenomeni estremi che non consentono agli animali di vivere nei propri habitat come un tempo. Anzi, molti di questi hanno dovuto cambiare addirittura zone del mondo per poter trovare un nuovo microclima più adatto alle proprie caratteristiche. Non a caso anche nelle nostre città e nei nostri mari e fiumi si iniziano ad intravedere specie che tempo fa non avremmo mai incontrato nemmeno per sbaglio. Altri animali, invece, stanno iniziando ad adattarsi alla nuova versione della Terra, cambiando sia la loro fisionomia, sia il loro comportamento nei confronti dei propri simili. Secondo alcune ricerche, più l’ambiente si surriscalda, più alcune specie diventano aggressive, soprattutto nella stagione degli accoppiamenti, arrivando talvolta ad eliminarsi vicendevolmente. Fatto sta che il cambiamento climatico è alla base di una enorme sofferenza che sta vivendo la biodiversità animale. Un recente report del WWF, ad esempio, ha riscontrato un drastico calo di quella relativa alle sole specie di vertebrati sul nostro Pianeta.
Tale studio dichiara che nel periodo 1970-2018 il calo medio della popolazione di vertebrati sulla Terra è stato del 69%. Ovviamente il rapporto non è totalmente preciso, in quanto è stato tenuto conto solo degli animali dotati di ossatura e di più di 5300 razze in un periodo di mezzo secolo. Ma il dato alla base, giusto o gonfiato che sia, è comunque inquietante e deve far riflettere sulla direzione che la Madre Terra sta imboccando. Allargando il discorso a tutte le razze, gli animali più a rischio al momento sono i delfini rosa di fiume dell’Amazzonia (-65%), i gorilla (-80%) e i cuccioli di leone marino dell’Australia (-66%). Le sole popolazioni di fauna non domestica di Caraibi e America Latina sono crollate del 94%.
Biodiversità animale, l’uomo è il peggior nemico
La causa principale di questa catastrofe ambientale è certamente l’operato scellerato dell’uomo. Basti pensare alla caccia e al bracconaggio, che ogni giorno mietono centinaia di migliaia di vittime tra gli animali, specialmente quelli in via di estinzione. Tra i casi più eclatanti ci sono lo sterminio di rinoceronti ed elefanti, per la vendita dei loro corni e zanne in avorio, e la mattanza di cetacei nell’estremo Oriente. L’inquinamento apportato dalle emissioni di agenti inquinanti e nocivi, invece, ha comportato un innalzamento generalizzato delle temperature terrestri e marine. Se non si dovesse riuscire a limitare a meno di 2 gradi il surriscaldamento nei prossimi anni, il cambiamento climatico potrebbe essere irreversibile, causando, in combutta con il bracconaggio, la perdita della biodiversità e il mutamento degli ecosistemi.
Ma siamo ancora in tempo per poter cambiare le cose, a partire da un nostro piccolo contributo quotidiano, iniziando dal compiere scelte green e ponderate. Un capitolo fondamentale, in questo senso, riguarda l’energia, abolendo l’utilizzo dei combustibili fossili come petrolio e carbone. Inoltre, come spiega ENGIE nel suo approfondimento sulle energie rinnovabili, si dovrebbe ricorrere più spesso a queste ultime perché considerate inesauribili e, naturalmente non inquinanti. Altra mossa molto importante per l’ambiente è quella di una drastica riduzione delle plastiche e degli imballaggi. Da parte nostra, quindi, scegliere di comprare prodotti conservati in packaging biodegradabili ed essenziali o usare borracce al posto delle bottiglie sono piccoli gesti che consentono ai corsi d’acqua e ai mari di rimanere puliti e non uccidere la fauna acquatica.
Infine, partecipare a programmi di riforestazione programmata permette di agevolare la tutela del patrimonio forestale e boschivo del pianeta, consentendo di assorbire l’inquinamento atmosferico, evitare frane ed alluvioni e, soprattutto, riconsegnare agli animali il proprio habitat originale, permettendo di mantenere inalterata la biodiversità.
Foto di Marcin da Pixabay
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