I cactus possono ‘funzionare’ come antenne Wi-Fi a banda larga

L’alto contenuto d’acqua della vegetazione provoca molteplici risonanze elettromagnetiche, che consentono di trasformare le piante in un’antenna omnidirezionale. La scoperta può contribuire allo sviluppo di dispositivi multifunzionali rispettosi dell’ambiente.

Sebbene gran parte delle piante limitano le prestazioni dei sistemi di ricetrasmissione a radiofrequenza (motivo per cui il segnale Wi-Fi diventa più debole nelle foreste), alcune possono anche fungere da efficienti elementi biogenici, secondo uno studio di un team internazionale di scienziati dell’Università di Mosca e dell’università di Tel Aviv University. La ricerca, pubblicata su AIP Publishing, ha stabilito che le piante non solo sono in grado di limitare i segnali, ma, a causa della loro elevata concentrazione di acqua, agiscono anche come elementi di un’antenna risonante dielettrica che rafforza il campo elettromagnetico degli oggetti. Lo studio si è concentrato sull’analisi delle capacità del cactus “Opuntia ficus-indica” di fungere da efficiente dispositivo di antenna, che potrebbe essere personalizzato e contribuire a varie applicazioni delle tecnologie wireless WLAN e Wi-MAX che coprono una banda di frequenza ultra ampia. “All’inizio del progetto ci siamo trovati di fronte ad almeno due compiti: aumentare il raccolto sfruttando le proprietà elettrodinamiche delle piante e utilizzare le caratteristiche elettrodinamiche studiate per migliorare la connettività Wi-Fi nelle aree forestali“, ha spiegato Dmitri Filonov, responsabile il laboratorio del Center for Photonics and Two-Dimensional Materials dell’MFTI, in una nota pubblicata questo martedì dalla rivista Za Nauku. “Per questo era necessario capire quali catene e quali legami allineassero i liquidi nei capillari delle piante. Un sistema vivente ha diversi parametri elettrodinamici. Studiandoli tramite l’analisi a microonde, monitoriamo la dinamica di crescita delle piante e possiamo pianificare un’attenta e competente e tempestivo“, ha aggiunto.

”Il cactus è diventato un vero test di tutte le nostre ipotesi: sappiamo come è organizzata una pianta dal punto di vista elettrodinamico, come può influenzare i segnali e come può essere utilizzata per le radiazioni“, ha riassunto lo scienziato. L’alto contenuto di acqua all’interno della vegetazione provoca molteplici risonanze che rafforzano gli effetti del campo elettromagnetico degli oggetti. Gli steli del cactus, studiati dai ricercatori, sono costituiti per quasi il 75-85% da acqua, il che ha permesso di utilizzare la pianta come un’antenna omnidirezionale naturale a banda larga che opera in varie bande di comunicazione Wi-Fi da 900 MHz a 7,7 GHz. Gli scienziati hanno descritto come sono organizzate le risonanze dello stelo, hanno collegato una sorgente ad esso e il cactus ha iniziato a generare radiazioni elettromagnetiche. Gli studiosi spiegano di aver scelto ‘Opuntia ficus-indica‘ per il semplice motivo che è molto comune in Israele. Inoltre, si trova spesso nelle aree aride e desertiche, dove stabilire una connessione wireless non è mai semplice. Ulteriori ricerche sulle piante come elementi elettromagnetici funzionali possono aiutare lo sviluppo di dispositivi multifunzionali rispettosi dell’ambiente e altre tecnologie verdi, hanno concluso gli autori dell’articolo.

Angelo Petrone

Fonte: www.scienzenotizie.it

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