Come aprire una Partita IVA per vendere online?

Il settore delle vendite online è indubbiamente tra i più “fortunati” del periodo. A causa della difficile situazione sanitaria verificatasi su scala globale, milioni di persone hanno dovuto ripensare completamente le proprie abitudini, anche per ciò che riguarda lo shopping.

Allo stato attuale, infatti, investire in un negozio virtuale è una scelta che offre ottimi margini di profitto. Non è un caso, quindi, che tantissimi imprenditori abbiano deciso di “scommettere” proprio sul commercio online di prodotti, sia mediante l’apertura di un nuovo sito, sia implementando tale opportunità nell’ambito di un’azienda già avviata.

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Proprio per questo motivo, abbiamo deciso di fare luce su alcuni aspetti poco noti che riguardano il settore delle vendite online: dall’apertura della Partita IVA ai primi adempimenti necessari per avviare un nuovo business.

#1 Vendere online: quando serve la Partita IVA?

Uno dei tipici dubbi di un aspirante imprenditore digitale riguarda l’apertura della Partita IVA. Spesso, infatti, il timore di non farcela a sostenere interamente i costi porta a cercare strategie “alternative” che consentano di rinviare in là nel futuro questa delicata scelta.

Dobbiamo, però, precisare che, nel momento in cui l’attività si svolge in maniera continuativa, aprire la Partita IVA diventa un passaggio obbligato.

Ciò si verifica, ad esempio, quando le vendite vengono effettuate attraverso il proprio sito o nel caso in cui il venditore stringa accordi commerciali con fornitori, brand o marketplace. Diversamente, se si tratta soltanto di singole transazioni, la legislazione non prevede particolari adempimenti.

#2 Quanto costa aprire una Partita IVA per vendere online?

Appurato che non si possa evitare di aprire la Partita IVA per guadagnare regolarmente con il proprio sito, la seconda questione da affrontare è quella relativa ai costi. Di quali cifre stiamo parlando?

La vendita online è inquadrata come attività commerciale (e non come libera professione), ragion per cui bisogna ricorrere alla cosiddetta

“ComUnica” per portare a termine gli adempimenti iniziali, ovvero:

  • Apertura ditta individuale ed inserimento nel Registro delle Imprese
  • Iscrizione al REA Camera di Commercio
  • Apertura della Partita IVA, attribuzione del Codice ATECO “47.91.1 – Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet” e definizione del regime fiscale
  • Iscrizione alla Gestione Commercianti INPS

Qual è il costo dell’operazione? Se si considerano le sole spese di iscrizione alla Camera di Commercio (diritti di segreteria, imposte di bollo, ecc.), l’importo si aggira intorno a 100 euro. Tuttavia, per non essere costretti a scontrarsi da soli con la burocrazia, è consigliabile rivolgersi ad uno studio o ad un professionista specializzato in questo campo: in tal caso, però, occorre preventivare una spesa più elevata, che può raggiungere anche diverse centinaia di euro. In ultimo, per chi non lo sapesse, da qualche tempo esiste la figura del “commercialista online”, ossia un servizio di consulenza ed assistenza fiscale interamente digitale, che svolge le stesse prestazioni di uno studio “in presenza” – compresa l’ apertura della Partita IVA per le attività di e-commerce – ma a prezzi decisamente più accessibili.

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