La forza di gravità della Terra sta per catturare una strana “miniluna” che vaga nello spazio

Il telescopio Pan-STARRS1 dell’Osservatorio di Haleakala (isole Hawaii) ha intercettato un misterioso oggetto che entro il 15 ottobre verrà catturato dalla forza di attrazione gravitazionale terrestre. Chiamato 2020 SO, sarà la terza “miniluna” ad essere riconosciuta dagli astronomi. Ma a differenza delle altre due, molto probabilmente ha un’origine artificiale.

La Terra ha un solo, grande satellite naturale, la Luna, che orbita da noi a una distanza media di 384mila chilometri. Talvolta la forza di gravità terrestre è in grado di catturare oggetti più piccoli – come gli asteroidi – che vagano nello spazio, costringendoli a orbitare attorno al nostro pianeta per un periodo più o meno lungo, fino a quando non vengono espulsi verso l’ignoto, nel cuore dello spazio profondo. Questi corpi celesti prendono l’affascinante nome di “minimoon”, ovvero minilune.

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Si ritiene che nel corso della sua esistenza la Terra abbia catturato un numero significativo di minilune, tuttavia, a causa delle dimensioni assai ridotte e della difficoltà a intercettarle (a causa della scarsa luminosità), ad oggi sono state classificate ufficialmente soltanto due di questi corpi celesti: 2006 RH120, che ci ha tenuto compagnia nel biennio 2006 e 2007, e il più recente 2020 CD3, che lo scorso 15 febbraio è stato intercettato per puro caso dai telescopi del progetto Catalina Sky Survey. Dai calcoli effettuati dagli scienziati, la seconda miniluna ha orbitato attorno alla Terra per circa 3 anni.

Grazie al telescopio Pan-STARRS1 sito presso l’ Osservatorio di Haleakala, alle isole Hawaii, giovedì 17 settembre gli astronomi hanno identificato un altro oggetto (chiamato 2020 SO) che diventerà la terza miniluna ufficialmente riconosciuta a orbitare a attorno alla Terra. Secondo i calcoli degli scienziati verrà catturata dalla gravità terrestre entro il 15 ottobre di quest’anno. L’oggetto si avvicinerà fino a 50mila chilometri dalla superficie terrestre il primo dicembre, e farà nuovamente capolino a febbraio 2021 (a circa 200mila chilometri), per poi essere proiettato verso lo spazio profondo entro il mese di maggio. A differenza delle altre minilune, c’è tuttavia una differenza sostanziale: gli esperti sostengono infatti che si tratti di un oggetto artificiale, creato dall’uomo.

La sua orbita peculiare e la velocità molto bassa, decisamente inferiore a quella di un comune asteroide e persino dei frammenti lunari che talvolta vengono intercettati, suggeriscono infatti che 2020 SO sia stato creato dall’uomo, pur essendo stato classificato come asteroide di classe Apollo nel ricco “JPL Small-Body Database” della NASA. Secondo lo scienziato Paul Chodas del Jet Propulsion Laboratory, probabilmente 2020 SO è lo stadio di un razzo, più nello specifico la parte di un Surveyor 2 Centaur, lanciato il 20 settembre del lontano 1966. In pratica, si tratterebbe di spazzatura spaziale. Le dimensioni stimate per la potenziale miniluna sono comprese tra 6 e 14 metri, e questo stadio del razzo lanciatore misura 12,7 metri. Per avere conferme sulla natura dell’oggetto bisognerà attendere che si avvicini di più alla Terra, così da poter essere analizzato nel dettaglio. Grazie all’esame spettroscopico, ad esempio, gli scienziati potranno determinare addirittura se è ricoperto di biossido di titanio, la vernice utilizzata proprio per i mezzi spaziali.

Andrea Centini

Foto di Comfreak da Pixabay 

Fonte:scienze.fanpage.it

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