Il gioco d’azzardo nella cultura di massa: film, libri e canzoni

Il gioco d’azzardo rappresenta un vero e proprio fenomeno globale che difficilmente si arresterà nei prossimi anni. Anzi, potremmo affermare che ormai da un paio di secoli casinò, slot e i classici giochi di carte hanno avuto un pesante impatto anche sulla cultura popolare.

D’altro canto, già nel XIX il gioco era così diffuso che si registrò la partita di Poker più lunga della storia, dalla durata di 8 anni, 5 mesi e 3 giorni, con la bellezza di 10 milioni di dollari che si spostarono in continuazione tra i partecipanti. Se un’inondazione non avesse causato l’evacuazione del Bird Cage di Tombstone, sarebbe andata ancora avanti. Si trattava di un’epoca totalmente diversa rispetto al presente, ma che ha trascinato fino ai giorni nostri delle vere e proprie tradizioni. Per questo anche il cinema e la letteratura hanno menzionato spesso i giochi di casinò.

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Al giorno d’oggi ci sono parecchie star e celebrità che non nascondono la loro passione nei confronti dei giochi di carte. Molti attori, ad esempio, sono assidui frequentatori del tavolo verde. Tra tutti spicca Ben Affleck, avvicinatosi al Poker quando il suo amico Matt Damon gli chiese di fare pratica con lui. Ben Affleck si allenò così con un giocatore professionista e rimase talmente affascinato dal Poker che cominciò a frequentare persino il casinò di Las Vegas. Anche Leonardo di Caprio è noto per essere un giocatore e sembra che la sua predilezione per questo gioco derivi dal suo film più conosciuto in assoluto: “Titanic”. All’inizio del celebre kolossal, come sicuramente in molti ricorderanno, era presente una scena nella quale il personaggio di Jack doveva giocare a Poker per vincere il biglietto per il transatlantico. Oggi il premio Oscar si ritrova spesso a giocare privatamente con lo stesso Ben Affleck e altre star di Hollywood.

Il cinema non è rimasto insensibile al boom del gioco d’azzardo. Come non menzionare il famosissimo bluff di Adriano Celentano nel film “Asso” ? Il suo personaggio era un incallito amante del Poker che si era guadagnato il soprannome di “Asso” per la sua maestria con le carte e che nel giorno del suo matrimonio apprese che in città sarebbe arrivato “il Marsigliese”, grande giocatore d’azzardo. Nell’immancabile sfida fra i due, Asso stravinse contro il suo avversario, riducendolo sul lastrico. Forse non tutti sanno, però, che Celentano non sapeva giocare a carte che prendendoci confidenza iniziò a sviluppare una forma di ludopatia, vinta grazie all’intervento della moglie Claudia Mori.

Gli amanti del gioco e delle letture conosceranno indubbiamente “Il Giocatore” di Dostoevskij, che in un romanzo scritto in 28 giorni narrava la duplice attrazione del protagonista per il gioco e per una donna, Polina. Un approfondimento sul gioco d’azzardo nella letteratura conterebbe svariati titoli , ma sicuramente nessuno raggiungerebbe il livello di questo capolavoro di Dostoevskij, che scrisse la storia in fretta e furia per necessità, dovendo pagare dei debiti di gioco nella vita reale e ignorando che avrebbe dato vita a una pietra miliare della letteratura russa. L’autore analizzò il gioco d’azzardo in tutte le sue forme descrivendo i vari tipi di giocatori, non escludendo nemmeno i più disonesti. Il racconto presentava così le diverse caratteristiche delle principali popolazioni europee: l’altezzoso barone tedesco, il ricco gentleman inglese, il francese manipolatore e via dicendo.

Trattandosi di un tema per molti delicato, il gioco d’azzardo non ha trovato spesso spazio nel mondo della musica, eppure le poche canzoni a tema sono piuttosto conosciute. È il caso, ad esempio, di “Viva Las Vegas” di Elvis Presley, ma soprattutto della più recente “Poker face” di Lady Gaga, che richiamava la tipica espressione adottata dai giocatori di Poker per non far percepire agli avversari le proprie emozioni e i propri pensieri. Insomma, non si può certo dire che i riferimenti al gioco d’azzardo siano assenti nel mondo dell’arte.

Foto di Free-Photos da Pixabay 

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