Un terrapiattista è morto nel tentativo di provare le sue idee

‘Mad Mike’ Hughes, pilota statunitense, è morto nella sua ultima avventura: volare nello spazio con un razzo artigianale per fotografare la Terra dall’alto, per dimostrare che è piatta “come un frisbee”

Lo stuntman statunitense Michael Hughes, conosciuto come Mad Mikeè morto sabato 22 febbraio cercando di decollare a bordo di un razzo fai-da-te per dimostrare che la terra è piatta. Hughes, infatti, avrebbe dovuto raggiungere circa 1.500 metri di quota, prima di lanciarsi col paracadute, ma le cose non sono andate come aveva previsto e si è schiantato vicino a Barstow, nel deserto del sud della California. L’obiettivo era raggiungere con il razzo lo spazio e fotografare la terra, dimostrando che in realtà non sarebbe davvero sferica.

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Fervente sostenitore della teoria della terrapiattismo, progettista e costruttore di razzi fai da te sui quali si faceva lanciare ad altezze crescenti, Mad Mike si faceva finanziarie proprio per dimostrare il suo credo. L’impresa, infatti, avrebbe dovuto essere trasmessa in onda dalla serie tv Homemade Astronauts, del canale tv statunitense Science Channel (del gruppo Discovery), che invece ne ha confermato la morte su Twitter. Diversi video diffusi online hanno mostrato la dinamica di quanto accaduto: il paracadute si è staccato subito dopo il lancio e il razzo ha continuato la sua traiettoria per poi schiantarsi a terra con Hughes a bordo.

Detentore del record di salto con la limousine, dal 2014 costruiva e pilotava razzi artigianali. Nel suo ultimo fatale lancio intendeva superare i 1.500 metri di altitudine con un razzo a vapore, costruito nel suo giardino di casa e lanciato da una rampa da un camion. 64 anni, per Hughes questo era il sogno di una vita che aveva già provato a realizzare due anni fa. Nel 2018 infatti era riuscito ad arrivare a 570 metri di altezza sempre con un razzo artigianale, prima però di lanciarsi col paracadute.

Secondo Haughes la terra è piatta “come un frisbee”, per questo le sue imprese altro non sono che tentativi di provare la sua teoria. Il suo portavoce Darren Shuster ha detto al Los Angeles Times che tuttavia Mad Mike non credesse sul serio alla terra piatta, ma cercava pubblicità per il lancio. Vari sponsor, fra cui anche un app di incontri, infatti, avevano accettato per promuovere le sue avventure. Quanto affermato non è però verificabile, in quanto molti media lo descrivono come il sostenitore anche di altre teorie del complotto.

Alessio Foderi

Fonte: www.wired.it

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