Riaperta la caccia ai delfini in Giappone, massacrata la prima famiglia. Da luglio uccise 150 balene

La “baia della morte” di Taiji, in Giappone, dal primo settembre ha riaperto i battenti e i primi delfini sono stati già uccisi. I cacciatori di cetacei hanno sterminato una famiglia di grampi composta da cinque esemplari. Tredici tursiopi sono invece stati strappati dall’oceano per essere venduti a delfinari e parchi acquatici. 150 le balenottere di Bryde uccise da quando è ricominciata la caccia commerciale a luglio.

Dal primo settembre è stata riaperta la caccia ai delfini a Taiji, la cittadina giapponese dove si consuma da tempo una delle più spietate mattanze di cetacei. Ciò che avviene nella piccola baia nipponica è stato raccontato nel film “The Cove” diretto da Louie Psihoyos, vincitore del premio Oscar nel 2010 come miglior documentario. Dall’avvio della stagione 2019 è stata già massacrata una famiglia di grampi (Grampus griseus) composta da cinque esemplari. Cacciatori e addestratori hanno inoltre catturato diversi tursiopi (Tursiops truncatus) per venderli ai delfinari; li hanno accerchiati, selezionati e separati dai propri gruppi per venderli ai migliori offerenti. Tredici di loro vedranno mai più l’oceano e le loro famiglie per finire rinchiusi per sempre in una vasca. Si tratta di una crudeltà probabilmente peggiore della morte, per animali intelligenti che instaurano profondissimi legami sociali come noi.

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Come indicato, i primi a finire sotto le lame dei cacciatori nipponici sono stati cinque grampi o delfini di Risso, grossi cetacei odontoceti presenti anche nel Mar Mediterraneo. La piccola flotta ha inseguito il gruppo per alcune ore, e dopo averlo spaventato a morte con rumori assordanti – vengono utilizzati lunghi pali di metallo – i cacciatori sono riusciti a spingerlo verso la baia della morte. A documentare l’accaduto il team di “Cove Monitors” del Dolphin Project fondato da Richard “Ric” O’Barry, ex addestratore di delfini – coinvolto anche nella celebre serie Flipper – pentito e pienamente votato alla tutela di questi animali. Diede un contributo fondamentale al successo di The Cove. I delfini catturati, esausti per la fuga, sono stati spinti sotto alcuni teloni e massacrati. Uno di loro ha fatto un estremo tentativo di fuga, ma è rimasto imprigionato in una rete e trascinato di nuovo sotto a un telone, dove è stato ucciso insieme agli altri.

Nei tre giorni successivi la flotta di cacciatori e addestratori nipponici ha raggiunto e accerchiato gruppi di tursiopi, non per ucciderli ma per catturare esemplari da vendere ai delfinari. Si tratta infatti della specie più diffusa e sfruttata nei parchi acquatici. Una volta imprigionati nelle reti, gli addestratori hanno selezionato i “capi” ritenuti migliori e li hanno trascinati sulle barche. In un caso è stata strappata all’oceano anche una femmina col suo piccolo. In tutto sono 13 i delfini che non conosceranno più la libertà. Gli altri delfini catturati sono stati liberati e scacciati. Anche in questo caso i Cove Monitors hanno documentato scene strazianti di tentativi di fuga e di animali che non volevano essere separati dalle proprie famiglie. Massacri e catture per la cattività andranno avanti fino al mese di aprile.

 

 

Se la baia della morte ha appena riaperto, le baleniere giapponesi sono a pieno regime dal primo luglio, quando è ripresa la caccia commerciale ai grandi cetacei misticeti dopo 30 anni. I massacri precedenti venivano infatti giustificati con la scusa della ricerca scientifica. Dall’inizio della caccia a fine agosto sono state uccise 150 balenottere di Bryde o di Eden (Balaenoptera edeni), un cetaceo misticete che arriva a 15 metri di lunghezza per 25 tonnellate di peso. La quota iniziale prevedeva proprio la cattura di 150 esemplari, quindi le autorità hanno autorizzato la caccia supplementare ad altri 37 animali. Oltre alle balenottere di Bryde è stato ucciso un numero imprecisato di balenottere minori e di altri grandi cetacei. La caccia alle balene dovrebbe andare avanti fino ai primi di ottobre.

Andrea Centini

Fonte: scienze.fanpage.it 

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