Regali di Natale 2016, avanza la domotica

Sono i dispositivi tecnologici, e in particolare quelli destinati alla “casa intelligente”, a guidare i desideri degli italiani sotto l’albero di Natale. Merito anche dei progressi della scienza, che proprio in questo campo sta proponendo soluzioni sempre più innovative

Cosa hanno in comune i dispositivi per la casa intelligente, una “vecchia” tastiera da pc e il nuovissimo tablet leggibile in Braille? Un componente poco noto ai più, ma che si rivela fondamentale per trasformare un input in un comando reale, e che trova vasta applicazione sia nella domotica che nelle produzioni più tradizionali, e che prende il nome di attuatore meccanico.

Gli attuatori meccanici, piccoli e fondamentali. A ben vedere, non si tratta certo di una novità degli ultimi anni, perché questi accessori sono prodotti da lungo tempo, come si vede anche nella sezione dedicata sul portale del Gruppo Frigerio; ma grazie alla tecnologia, ora la diffusione di macchine che usano attuatori meccanici è in costante aumento, soprattutto nelle applicazioni legate alla smart home che, come rivelato da una recente ricerca, conquistano il titolo di “regalo più ambito” di questo Natale 2016.

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Regali di Natale, vince l’hi tech. Sono proprio i dispositivi tecnologici, e in particolare le tecnologie per la domotica e la smart home, a conquistare la parla di doni più gettonati: parliamo di un’ampia serie di prodotti, come termostati che garantiscono il pieno controllo sulla temperatura casalinga (e di personalizzare i profili del riscaldamento domestico), sveglie connesse, smartbulb che offrono la possibilità di cambiare il colore e la gradazione della luce a proprio piacimento, impianti di videosorveglianza che sfruttano la connettività wi-fi per fornire elevati standard di sicurezza o termometri per la cucina che si collegano e si controllano con lo smartphone, che vengono attivati grazie al funzionamento di questi piccoli accessori. E poi, ancora, prese intelligenti per controllare da remoto ogni elettrodomestico, sensori per il rilevamento di fumo e perdite d’acqua, sirene autoalimentate e meccanismi in grado di rilevare istantaneamente l’apertura o la chiusura di porte e finestre o movimenti sospetti.

Anche nelle tastiere. E anche in altri contesti della tecnologia gli attuatori meccanici rivendicano un ruolo di primo piano, seppur “nascosto”: è il caso delle tradizionali tastiere per i computer desktop, un prodotto che sembrava destinato ad andare definitivamente in soffitta, soppiantato dalle tecniche touch, e che invece sta vivendo una “seconda giovinezza” grazie alla riscoperta delle sue caratteristiche utili e ottimali, come la precisione dell’input richiesto e il riscontro tattile alle nostre azioni che si rivela ancora fondamentale.

Il tablet del futuro. Se questo è il “passato” che torna, un’altra notizia ci proietta direttamente nel futuro della tecnologia: un team di ricercatori dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti, sta infatti lavorando a un ambizioso progetto, la creazione di uno strumento ibrido tra un tablet e un libro in braille che potrebbe consentire ai non vedenti di avere un più agile accesso alle informazioni da Internet.

Internet per non vedenti. Già oggi, infatti, queste persone possono navigare grazie a un generatore di codice braille che si avvale di attuatori meccanici, appunto, collegati a piccole punte di plastica che vengono sollevate per formare il carattere richiesto; il limite sta nel fatto che si può creare solo una riga alla volta. Con il nuovo dispositivo allo studio, invece, sarà possibile simulare i pixel di uno schermo grazie a un meccanismo a “bolle”, attraverso una rete di microscopici tubicini che “solleva” un’intera pagina. Per ora, lo sviluppo del tablet braille deve superare ancora alcuni punti critici, a cominciare dalla soluzione per far comparire i punti in maniera indipendente e passando alla effettiva usabilità dello strumento da parte dei possibili utenti.

Un premio italiano. Anche l’Italia si dimostra all’avanguardia nello studio e realizzazione di attuatori meccanici: proprio in queste settimane, il gruppo di ricerca ‘ERC Instabilities’ coordinato da Davide Bigoni (Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento) ha conquistato la copertina della prestigiosa rivista britannica Proceedings of the Royal Society grazie a un progetto dedicato proprio ad attuatori meccanici innovativi, “in cui non sono presenti ingranaggi. Sarà molto leggero ed adatto ad applicazioni in ambienti estremi, con grandi potenzialità tecnologiche in ambito industriale ed aeronautico”, chiarisce il professor Bigoni.

 Angelo Vargiu

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