La cultura del risparmio in Italia a livelli…ghanesi

La Giornata mondiale del risparmio ha evidenziato ancora una volta come l’Italia sia arretrata su questo fronte: manca una vera cultura finanziaria, che si traduce in investimenti poco mirati o dettati da sensazioni come la paura. E così, il capitale accumulato frutta poco e meno di quanto possibile.

La cultura del risparmio in Italia è a livelli del Ghana. La battuta arriva da un rappresentante del Codacons e sintetizza bene il quadro sul mondo finanziario nel nostro Paese, confermato dai risultati delle indagini presentate nel corso dell’ultima Giornata mondiale del risparmio.

Distacco dal Nord Europa. Secondo le ultime ricerche, infatti, in nazioni dall’economia più florida della nostra, come ad esempio Danimarca e Germania, si riscontra una percentuale del 65 per cento della popolazione adulta che è economicamente alfabetizzata; ovvero, sa per esempio cosa sia un interesse composto o cosa differenzia un’obbligazione da un’azione. In Italia, invece, questa quota arriva a malapena al 37 per cento, vale a dire un distacco di quasi 30 punti percentuali rispetto al Nord Europa e lontano anche dalle performance degli altri Paesi mediterranei come Grecia (45 per cento) e Spagna (49 per cento).

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Domande senza risposta corretta. Ancor più diretta è la direttrice del Museo del Risparmio di Torino, Giovanna Paladino, che intervistata da Repubblica cita i dati di un’indagine Consob per delineare un quadro a tinte fosche: “solo il 57 per cento della popolazione sa che l’inflazione è l’aumento dei prezzi che causa una perdita di potere d’acquisto del denaro. Appena l’11 per cento sa la differenza tra obbligazione e azione”.

Manca la cultura della diversificazione. Questa situazione ha un diretto effetto sulle scelte degli investimenti nel nostro Paese: è ancora la Palladino a spiegare che “se chi ha perso i propri risparmi investendoli in una delle banche italiane fallite, avesse saputo cosa è la diversificazione, non avrebbe mai puntato tutto sull’acquisto di sole obbligazioni subordinate. Diversificare è l’abc, solo così si mitiga il rischio. Siamo infatti convinti che quando i cittadini sanno gestire i propri soldi ne benefici l’intero sistema paese”, afferma la direttrice del museo torinese.

Tra scandali e paura. Il problema si sta aggravando, e rispetto al passato gli italiani non hanno aggiunto grandi competenze alla propria cultura del risparmio, e “l’unico miglioramento è una maggiore consapevolezza di non sapere” da parte dei nostri connazionali, come commenta in modo caustico Giovanna Palladino. Merito, anche, degli scandali come quello di Banca Etruria e dei risparmiatori che hanno perso tutto, che hanno almeno fatto aprire gli occhi a qualche persona in più. Tuttavia, la direttrice punta il dito anche contro i conti corrente tradizionali: “Se in genere l’italiano medio risparmia circa il 10 per cento del proprio reddito, abbiamo notato che sta aumentando la liquidità lasciata ferma nel conto corrente e quindi non investita in alcunché”.

Il confronto conti deposito premia Conto Facto. In uno scenario del genere, una soluzione possibile alla richiesta di minimizzare i rischi e ottimizzare i guadagni può essere rappresentata dal conto di deposito, uno dei prodotti finanziari che sta tornando in cima alle preferenze degli italiani in quest’ultima fase storica. Il ventaglio di opzioni è davvero ampio, ma è Conto Facto, proposto da Banca Farmafactoring, che si posiziona costantemente ai vertici del confronto conti deposito, rivelandosi più vantaggioso sia rispetto ai concorrenti che ai tradizionali conti corrente.

Puntare al risparmio vantaggioso. Questo strumento, infatti, al momento rappresenta una interessante ancora di salvezza per il risparmio delle famiglie del nostro Paese: solo qualche mese fa, La Stampa di Torino pubblicava un articolo intitolato “I Btp toccano il fondo, ora azioni o conti deposito”, suggerendo appunto i vantaggi di questa scelta, che rispetto ai titoli azionari aggiunge anche la possibilità di garantire una rendita sicura senza preoccuparsi delle oscillazioni dei mercati finanziari.

Dott. Angelo Vargiu

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