Terremoto Centro Italia, il geologo Tozzi: “Italia Paese arretrato, non si fa prevenzione”

“In Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c’è soltanto un po’ di spavento ma non crolla nulla”, ha spiegato il divulgatore tv durante un’intervista.

“In Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c’è soltanto un po’ di spavento ma non crolla nulla”. In un’intervista rilasciata dal famoso geologo e divulgatore televisivo Mario Tozzi, l’esperto ha spiegato come un terremoto simile a quello che ha colpito questa notte il Centro Italia e devastato Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara sul Tronto in altre parti del mondo non avrebbe potuto provocare danni simili, ma solo tanta paura. L’Italia è un Paese arretrato, come il Medio Oriente, spiega Tozzi sostenendo che in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6.0 non avrebbe causato crolli e vittime: “Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c’è un sisma che colpisce la dorsale appenninica. Eppure gli amministratori non fanno prevenzione”, ha dichiarato.
Le zone dalla Garfagnana a Messina, e cioè la dorsale appenninica, sono tutte sismiche e appartengono alla stessa regione geologica. L’Italia è un territorio geologicamente giovane e perciò subisce queste scosse strutturali di assestamento. Non stiamo dicendo che i terremoti sono prevedibili, perché sappiamo che è una sciocchezza. Ma stupisce che in una zona sismica non si faccia quasi nulla per impedire che una scossa di magnitudo 6 possa addirittura far crollare un ospedale come è accaduto ad Amatrice”. Il geologo si riferisce alle nuove costruzioni, che a quanto pare non vengono realizzate in maniera tale da poter resistere a fenomeni tellurici che gli esperti sanno che prima o poi potrebbero colpire le zone appenniniche, e non riescono a reggere a scosse di terremoto che in altri paesi non desterebbero alcuna preoccupazione.

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Non veniteci a dire che i paesini del centro Italia sono antichi e perciò crollano più facilmente. Gli antichi sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l’Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell’Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene”, prosegue Tozzi, sottolineando che “ormai è chiaro che dobbiamo avere a che fare con i terremoti dovremmo costruire e fare una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati, i soldi devono essere impiegati in questo modo: è la priorità”.

Facciamo sempre i soliti discorsi ma vediamo che non cambia nulla. Siamo il paese europeo con numero record di frane e alluvioni, siamo territorio sismico eppure per chi ci governa quando qualcosa succede è sempre una fatalità: bisognerebbe smetterla di pensare in questo modo e cominciare a ripensare seriamente al territorio”.

Fonte:  www.fanpage.it

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