Incredibile, esperto di scienza forense ricostruisce il volto di Gesù
Le sembianze di un contadino, capelli corti e ricci, barba folta e ispida, occhi neri e la carnagione scura forse cotta dal sole, alto circa un metro e mezzo, peso 50 chili con muscoli sviluppati e corporatura robusta. Non è il Gesù Cristo che abbiamo sempre visto rappresentato con pelle bianca, capelli lunghi e ondulati, occhi chiari. Non disponendo di uno scheletro da studiare, è impossibile ricostruire con precisione il suo aspetto fisico. Nonostante ciò, il dottor Richard Neave, esperto britannico di scienza forense all’Università di Machester, potrebbe aver “scoperto” l’immagine più fedele.

Il ritratto mostra il Figlio di Dio con una grande faccia, occhi nocciola, una folta barba e capelli ricci corti, così come una carnagione abbronzata
Lo studio è stato pubblicato all’inizio del 2015 ma la notizia, ripresa da Independent, Huffington Post e Daily Mail, è diventata un trend solo di recente.

Gesù è tradizionalmente mostrato con pelle bianca, capelli lunghi e ondulati, occhi chiari
Questa non è la prima ricostruzione tentata del dottor Neav: molti prima di lui hanno cercato di riportare alla luce il vero volto di Cristo. Ma, a differenza di esperimenti precedenti, quello dell’esperto britannico si basa sullo studio di tre teschi appartenenti ad ebrei vissuti nel nord di Israele, presumibilmente nell’epoca di Gesù. Secondo altri esperti, l’immagine proposta sarebbe sicuramente molto più verosimile di quelle inserite nelle opere d’arte, nate dalla fantasia del pittore di turno e influenzate dal gusto e dalle mode di quel periodo storico.

Per ricostruire il volto di Gesù, il Dr Neave, ha utilizzato tecniche per risolvere i crimini, nonché frammenti di informazioni
| La storia della ricostruzione facciale Il metodo russo, introdotto nei primi anni del 1920 dal paleontologo Mikhail Gerasimov, si basa sulla conoscenza dell’anatomia e sull’attenta ricostruzione dell’intera muscolatura della testa e del collo. Il metodo americano, messo a punto negli anni 40 allo studioso Krogman, è estremamente diffidente nei confronti di contaminazioni artistiche e punta sull’utilizzo di pioli applicati in modelli di argilla. I protocolli di Manchester, definiti da John Prag e Richard Neave, stabiliscono una rigorosissima tabella di spessori delle parti molli del volto, che è stata realizzata con metodo statistico-sperimentale attraverso le nuove tecnologie radiologiche. |

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