RETROSCENA DI UNO SCATTO

Questo meraviglioso scatto, apparentemente, sembra un classico delle “Cinque Terre”, ma in realtà non è così, vista la realizzazione notturna. Questa è l’unica foto di notte di Riomaggiore realizzata da quella prospettiva.

Infatti è un’immagine unica del borgo ritratto con queste particolari condizioni atmosferiche. Quella sera le onde raggiungevano un altezza di oltre 5 metri.

Ma cosa si nasconde dietro questo lavoro? Ci racconta la fotografa professionista Alessandra Piasecka:

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RIO.Alessandra Piasecka photography ©

“Vorrei sottolineare la difficoltà dello scatto di Riomaggiore, avvenuto in condizioni estreme, violando i basilari canoni di sicurezza,

Una domenica di febbraio, dopo uno sguardo al meteo, noto con piacevole sorpresa che il vento è molto forte sulla costa ligure ed il mio pensiero corre subito verso Riomaggiore e Manarola due splendidi borghi delle Cinque Terre.

Con il meteo favorevole l’aspettativa cresce ed il desiderio mi proietta già sul posto ansiosa di vedere se le reali condizioni manterranno fede alle aspettative.

Un controllo frettoloso alla mia Nikon D800, la verifica delle schede di memoria delle ottiche e delle batterie e via di corsa verso la Liguria, scegliendo come meta Riomaggiore.

Durante il viaggio di avvicinamento al soggetto da fotografare, l’immaginazione corre alle coste rocciose dei borghi con le onde che si infrangono maestosamente, spargendo gli spruzzi d’acqua sugli scogli teatro di uno splendido scenario.

All’arrivo le onde alte fino a cinque metri si infilano tra gli spazi delle rocce, creando affascinanti giochi d’acqua che finiscono la loro corsa contro la piccola marina del borgo.

Pochi istanti per capire che, se le onde fossero proseguite fino a tarda sera, lo scatto sarebbe stato carico di intensità.

Senza perder tempo vado alla scoperta del miglior punto di osservazione ed una volta individuato posiziono il treppiedi e faccio le prime prove per la composizione migliore.

Da adesso inizia l’attesa e ritorno al paese.

Entrando in paese prendendo la via a sinistra che costeggia le abitazioni si può arrivare fino alla piccola spiaggia per un panoramico sentiero piastrellato che veniva completamente sommerso dalle onde che con cadenzata frequenza assalivano il passaggio.

Una volta arrivato il momento inizio a prepararmi per posizionarmi nel punto da me scelto per lo scatto l’amara scoperta è stata quella di trovare il cancello di accesso alla “mia” postazione chiuso con catena e lucchetto. Nel frattempo si fa sera e diventa buio.

Per un attimo lo sconforto domina i miei sentimenti, ma poi pensando allo scatto che ho immaginato getto lo zaino fotografico al di la del cancello e con determinazione scavalco l’ostacolo e mi reco al punto scelto mentre le onde si infrangevano sui sassi e sugli scogli circostanti con un fragore imponente che incuteva timore.

Una volta scesa posiziono il cavalletto con l’acqua del mare che invade la mia postazione di lavoro in modo pericoloso, data la forza delle onde che si infrangono contro gli scogli dietro di me. Sono costretta a trovare un appoggio di fortuna. Decisa a non perdere il mio punto di osservazione inizio una spola, ritmata dalla cadenza delle onde, tra la mia reflex e l’appoggio precario. Dopo qualche tentativo riesco a posizionarmi nel punto deciso nel pomeriggio, a fissare correttamente il cavalletto ed a impostare i parametri di scatto per trovare la giusta composizione.

Adesso non mi resta che scegliere il giusto momento dello scatto dopo aver calcolato sensibilità e bilanciamento, tempo e diaframma individuata la corretta messa a fuoco, tutto rigorosamente in manuale, tra un onda e l’altra, in attesa di quella perfetta…

Solo il tempo di guardare il risultato, raccogliere l’attrezzatura  e di corsa a casa, non senza aver prima scavalcato di nuovo il cancello.

Rimangono: un’avventura, emozionante, una difficoltosa ma appagante realizzazione dell’immagine, un pizzico di incoscienza in uno scatto meraviglioso che ricorda tutto ciò… La fotografia è anche questo.

Di Alessandra Piasecka Photography ©

 

 

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