IL TEMPO E LO SPAZIO NELLE IMMAGINI DI ALESSANDRA PIASECKA

FOTOGRAFIA
“Arricchisce venire a contatto con il mondo intero, che offre variegate sfumature della sua bellezza infinita.La fotografia è la cultura del visibile, rappresentato attraverso un occhio digitale, guidato dall’emozione che quello umano trasmette ai nostri sensi”.
Ho più volte cercato i protagonisti dello scatto: i soggetti che attraverso lo spazio, che occupano,scandiscono i tempi della fotografia e li ho trovati in due scatti “Eden” e “The lost season”. In queste due immagini i protagonisti indiscussi sono gli abitanti dello scatto,l’essere animato che decide i tempi e gli spazi, che lascia nel lettore la possibilità di costruire il racconto attraverso una immaginazione guidata dalla conoscenza delle abitudini degli attori, fermi sulla carta ma in moto nelle nostre menti. In ogni mente viene
scritta una storia diversa anche solo per un diverso punto di osservazione o, in modo più complesso, per il diverso bagaglio esperienziale del lettore, che può mutare la scena rappresentata fino a modificarne la trama.
EDEN

EDEN. AP

EDEN© – The lost season

Per realizzare un’immagine dinamica è indispensabile ci sia un soggetto che la nostra mente possa percepire come in movimento per dare vivacità alla foto, perché la mente separa gli elementi statici dell’immagine da quelli capaci di movimento, i caprioli di “Eden”, da qui nasce la dinamicità dell’immagine la percezione del moto nello spazio scandito da un “prima” e un “dopo”, il tempo appunto che in funzione dei punti fermi dell’immagine contribuisce a rendere lo scatto vivo. Anche le nuvole o l’acqua, in tempo lungo,
contribuiscono a creare il senso di movimento, come gli scatti che ho realizzato alle Cinque Terre. Non si riesce a rendere lo stesso concetto con le foto di paesaggio puro o nel ritratto. Pensate ad una immagine che ritrae un treno: sarà inevitabile pensare che sia fermo se si trova in stazione e pensare invece che sia in movimento ritratto in corsa, sulle rotaie, in piena campagna: in questo caso la dinamicità dello scatto è garantita dalle nostre percezioni sensoriali.

THE LOST SEASON

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Alessandra Piasecka © - The lost season

Alessandra Piasecka © – The lost season

E’ stato estremamente complesso individuare i protagonisti dello scatto, le oche selvatiche in “The lostseason”, attendere che si posizionassero nel miglior modo intuibile per poter scrivere la trama che avevo immaginato. Lo spazio ridotto e circoscritto si è dimostrato fondamentale per scandire il tempo della storia.Le oche, dunque, si muovono nello spazio dello stagno creando un “prima” e un “dopo” nell’immaginazione dell’osservatore, perché spazio e tempo risultano indissolubilmente legati. La posizione delle oche a un dato
istante di tempo, rispetto al riferimento inerziale dato dallo stagno, fa presagire che si stiano muovendo,pesino parlando. La luce, nel frattempo, cattura gli attimi e crea la favola.
E’ un compito difficile per un fotografo far percepire l’immagine: con “The lost season” penso di aver raggiunto il mio obiettivo al punto che mi è valso il primo premio al “Bianco scuro Art Contest 2014” nella categoria fotografia: una risposta all’esigenza di scattare un’immagine coinvolgente da poter condividere.
MOONBOW

Alessandra Piasecka © - Moonbow

Alessandra Piasecka © – Moonbow

Dedicarmi ad un progetto lascia libertà alla fantasia di esplorare, porta ad uno studio costante e metodico degli elementi che compongono la mia immagine e dei protagonisti che scrivono la storia. Questo da la possibilità imparare in diverse discipline, non solo prima ma anche dopo lo scatto. Mai come in “Moonbow” il rapporto spazio tempo viene risaltato nell’istante dello scatto cioè l’osservazione del fenomeno dell’arcobaleno inserito nel contesto spazio, visibile solo in un determinato tempo, un attimo. Per chi pensa
che la fotografia restituisca una realtà statica posso affermare che guardandola in momenti diversi si avranno differenti percezioni di una realtà che altrimenti non sarebbe visibile. In questo contesto l’acqua e le nuvole contribuiscono a dare dinamicità allo scatto ma non abbiamo la stessa percezione di movimento dei precedenti scatti.

DANZA DI UN PAPAVERO

Alessandra Piasecka © - Danza di un papavero

Alessandra Piasecka © – Danza di un papavero

Osservando l’immagine sembra che gli stami, mossi dal vento, stiano danzando come se fossero la gonna di una ballerina hawaiana che ha come copricapo lo stigma stellato. Il polline liberato contribuisce a creare movimento.

Fiore molto semplice, il papavero è passato spesso inosservato, sembra insignificante, non è nobile, ma ha ricevuto notevoli attenzioni in leggende e credenze popolari. Celebrato nella struggente ballata “La guerra di
Piero”, di Fabrizio de Andrè, impressionato ne “Il campo di papaveri” di Vincent Van Gogh, è passato attraverso la mitologia tra le braccia di Morfeo, è diventato il fiore in onore dei caduti in guerra.

E’ emozionante pensare che, dopo aver letto questo, chi guarderà un papavero non lo farà più con gli stessi occhi. I particolari evidenziati con la macro fotografia si mostrano all’occhio umano e con loro prendono vita le leggende, i significati ed i simboli che nel corso dei secoli hanno visto i papaveri protagonisti e modelli in tutte le culture.
Grazie alla macro fotografia scopriamo un mondo nel mondo, una vita nella vita che altrimenti, complice la nostra frenesia, non riusciremmo a conoscere.
FOTOGRAFIA E POESIA
EDEN
L’incontro tra la fotografia ed i versi poetici è stata una piacevole scoperta. Un immenso diletto poter accompagnare la visione di una scena con le parole che descrivono il vissuto e contribuiscono a narrare il racconto presente nell’immagine.
REPORTAGE
Le immagini scorrono, si susseguono, passano e se ne vanno, lasciano il posto ad altre che arrivano ma in qualsiasi immagine una costante rimane ferma, come nello scorrere di un fiume, ed è la forza della corrente,che deve fluire inesorabilmente, questa è la forza dell’immagine: la capacità di trascinare le emozioni del lettore verso il senso del rappresentato.

Cosa si nasconde dietro una fotografia? Cosa narra effettivamente lo scatto? Mi piace pensare alla fotografia singola come ad un racconto, mentre identifico il reportage come un romanzo, una narrazione che attraverso i diversi passaggi, copre uno spazio di tempo sufficiente per costruire una storia.

La fotografia ha la capacità di rendere simultanei eventi che in realtà sono distanziati, ma che negli attimi degli scatti fanno parte tutti dello stesso tempo in un contesto spaziale comune. Mescolandosi creano la trama della storia. Non importa se effetti naturali o dell’uomo, importa che siano legati in modo indissolubile
e coinvolgano l’osservatore ad una riflessione profonda.
Articolo e fotografie di Alessandra Piasecka ©
BIOGRAFIA
Alessandra crede che lo scatto debba essere il giusto punto d’incontro tra sensi e visione, dal quale saper cogliere l’essenza suggestiva della scena. Una storia alla quale si arriva dopo un lungo lavoro. E’ alla costante ricerca di una reinterpretazione della fotografia che possa trasmettere una riflessione profonda, pensa che l’abuso della tecnica rischia di togliere la carica emotiva dello scatto insita in se stessa.
Le sue immagini sono state valorizzate e pubblicate da “Landscape Photography Magazine”,
“Megashot.net”, “Galileo”, “Scienza in rete”, “Physic World”, “Artfreelance Magazine”, “Photosophia”, “Nature Photography”, “Shot Magazine”, “Fotografi Italiani”, “Fine Art Photography Magazine” e da “Cameraraw”,“Vogue”, “E-mood”, “Focus”, “Sapere”, “Fortean Times”, “Professional Photographer”, “Blur Magazine”.
Il suo portfolio è presente sul prestigioso “ND Magazine”. “Nikon” ha dedicato ampio spazio ai suoi scatti in Russia ed in Germania.
Le sue fotografie fanno da sfondo alle composizioni del maestro Biagio Putignano nell’opera “I luoghi preteriti” e accompagnano i versi dell’ebook realizzato con la poetessa Floriana Porta. Ha creato il libro“Eden” e dello stesso la versione in epub, presente nei migliori stores.
E’ stata la vincitrice assoluta, nella categoria fotografia, del “Biancoscuro Art Contest 2014”.
Vanta diverse pubblicazioni sul Travel Magazine “Latidudes Life”, tra cui il suo reportage “Cinque Terre,l’elisir dei borghi”.

Nel 2015 realizza e pubblica il suo libro “EDEN” presente nei migliori stores anche in versione epub.

 

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