Stupefacenti testimonianze di memorie intrauterine
“Il bambino non si sbaglia. Sa tutto. Sente tutto.
Vede fino in fondo ai cuori. Conosce il colore dei vostri pensieri”
Frederik Leboyer
Le ricerche nel campo della scena prenatale e neonatale ci aprono gli occhi a possibilità strabilianti, che in passato erano considerato inimmaginabili, relative alle facoltà che il bambino possiede sin dalla vita intrauterina. Il bambino si sviluppa momento dopo momento senza interruzioni a partire dal concepimento, secondo un continuum preciso ritmato anche dalle esperienze vissute durante la gravidanza che inciderebbero sulla vita futura del bambino. Egli è un individuo sensibile, riconosce stimoli sonori, tattili, olfattivi; è capace di creare un forte legame con i genitori e può essere colpito in modo positivo o negativo da ciò che viene detto prima, durante e dopo il parto.
TESTIMONIANZA
Caso di Arianna (nata il 24/07/2000)
2 luglio 2004
Mamma: Ricordi quando sei nata?
Arianna: Sì, avevo un laccio rosso intorno alla pancia che mi faceva un po’ male e quando sono uscita lo avevo dietro di me (Cordone ombelicale)
Mamma: Ricordi chi ti ha fatto nascere? Era un uomo o una donna?
Arianna: Era una donna, ti ricordi? Quella bionda con i capelli lunghi e con il cerchietto in testa.
Mamma: Era sola o c’era qualcun’altro con lei?
Sai cosa ricordo ancora? C’era anche una dottoressa vecchia che ti parlava di un cuginetto. Non l’ho vista, l’ho solo sentita.
(Dott.ssa bionda: ostetrica. Dott.ssa mora: ginecologa. Dott.ssa “vecchia”: capo ostetrica. Quest’ultima mentre allattavo in sala parto mi chiedeva chi fosse P. Carla che aveva partorito qualche giorno prima (1/07). “Mia sorella, ha avuto un maschietto” E lei: “Dunque è nato il cuginetto di Arianna”)
Mamma: Ricordi ancora qualcosa di quando eri in ospedale?
Arianna: Sì, c’era un uomo che mi massaggiava… Però non è più tornato da me, perché doveva andare a curare un altro bambino
(Operatore shiatsu. Era in ritardo per un altro bambino che doveva massaggiare dopo Arianna)
Arianna: Tu, però mi dicevi che mi volevi tanto bene.
Mamma: Come mai uscivo dall’ospedale?
Arianna: Tutti: io, te e il papà tornavamo a casa.
Mamma: E dove erano queste donne?
Arianna: Vicino a te, in una stanza vicino all’uscita.(Spontaneamente senza domande)
Arianna: Lo sai? Mi ricordo come si chiama l’uomo che mi ha fatto i massaggi: Marco.
Mamma: Ricordi qualcos’altro di lui?
Arianna: Sì, guardava l’orologio e scriveva il suo nome su un foglio bianco.
Mamma: Ti piaceva?
Arianna: Sì, era gentile.
(Errore: il massaggiatore shiatsu si chiamava Nereo, non Marco. Annotava nome e ora su un registro)
Soddisfatto e in attesa. Buio. C’è calore intorno a me. C’è una sensazione di attesa, come se sapessi che qualcosa sdta per accadere. È una nuova sensazione. Sono spinto da tutte le parti. Sto aspettando qualcosa che so mi renderà felice. Buio… e un senso di soddisfazione, che sembra essere la corrente sotterranea che trascina le mie emozioni. Sento un battito del cuore diverso dal mio. Sono consapevole del fatto che i suoni che sento non sono i miei suoni. C’è movimento tutto intorno a me. Le cose che mi circondano continuano a spingermi. Inizia il travaglio (dopo la rottura del sacco amniotico) la mia pelle è diversa. Manca qualcosa, qualcosa che era intorno a me e ora non c’p più. Fa ancora caldo ma in modo diverso. Poi mi accorgo di aver cambiato posizione. Mi sento come se fossi stato capovolto, come se la mia testa fosse più in basso.Qualcosa mi tiene molto molto stretto e mi spinge, mi spinge in continuazione. C’è paura, molta paura!
Un movimento, uno strano movimento, qualcosa a cui non sono abituato. Molto movimento. Fa più caldo, torrido. C’è qualcosa che mi muove. Mi volto ed è sempre lì. La paura svanisce. C’è un senso di attesa, come se sapessi che qualcosa sta per accadere. Ancora qualcosa intorno a me. Si sta muovendo. Ritorna la paura. Molta paura! Stanno accadendo così tante cose! Non sono dove ero prima, ne sono certo. È tutto intorno a me. Lo sento scivolare dietro di me. Mi sento costretto, schiacciato. Molta paura! Non c’è più silenzio, non c’è più pace e serenità. I rumori, rumori forti, sembrano rumori fatti di aria e di liquidi. Sento che qualunque cosa che mi sfiora fa un terribile rumore sordo. Qualcos’altro mi tocca. È bello, mi sta toccando… è il dottore, penso. Riesco a sentire la sua forma, sento le mani. C’è ancora molta paura, ma le mani mi piacciono. Paura e dolore.Improvvisamente nasco! È accaduto tutto in un attimo, poi all’improvviso non c’è niente. La mia pelle è così strana! Un’ondata di aria fresca mi sfiora e mi eccita per un istante. Mentre tutto ciò accade la paura è sempre presente. La paura è l’emozione dominante. Stanno succedendo così tante cose che non sono mai successe prima. Prima tutto era così stabile, sempre uguale. Ora tutto è diverso. All’improvviso c’è qualcosa che non capisco. Vedo la luce! Non capisco cosa sia. Ho paura. Mi posso muovere. Posso muovermi quanto voglio e niente me lo impedisce. Ancora, non so che cosa sia successo… ho paura. Ho sentito diverse voci. La voce di un uomo che dice: ” Va tutto ok! Va tutto ok!” Una voce molto forte. Ho sentito altre voci. Ho sentito una voce diversa dalle altre. Non cercava di dire nulla, solo un rumore. Insieme al rumore percepivo una sensazione di dolore. C’era qualcosa di speciale in quella voce. All’improvviso c’è molto dolore. Urlo! Sento il mio respiro. Sento un nodo in gola, più urlo più il nodo si stringe. Voglio smettere ma non faccio che urlare di più.
Si fa presente che approfondimenti teorici e pratici per quanto riguarda una nascita dolce e senza violenza sono presenti nell’ambito dell’approccio PNA (Parto, nascita, accoglienza) con il meteodo del Respiro – Movimento Integrato (Sossai L., 2006), che vede come protagonisti: la madre che partorisce, il bambino che nasce e il padre che lo accoglie.
Fonte: Anpep (Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale)
tratto da “Il vissuto del bambino nell’evento nascita” del Dott. Gino Soldera
Luciana Berdini
Fonte:http://www.dionidream.com/stupefacenti-testimonianze-di-memorie-intrauterine/
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