Come Aiutare una Persona Cara a Riprendersi da un Ictus

Se un tuo caro ha avuto un ictus, le vostre vite cambieranno e bisognerà fare modifiche. I colpi apoplettici interessano lo stato fisico di una persona, e possono causare svariati disturbi, come debolezza fisica e difficoltà a parlare e a camminare in maniera stabile. Come se questo non bastasse, sopravvivere a un ictus provoca problemi anche a livello emotivo e mentale. Prenderti cura di questo familiare o amico può essere piuttosto estenuante e metterti di fronte a numerose sfide. Non dovresti trascurare te stesso, però, altrimenti difficilmente sarai di aiuto.

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Parte 1 di 3: Aiutare il Tuo Caro a Superare le Difficoltà

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    Fai in modo che la casa soddisfi le sue esigenze. La sua sicurezza è di vitale importanza. Dovresti apportare certe modifiche per assicurarti che non corra pericoli e le sue necessità non vengano messe da parte [1]. Ecco qualche idea per evitare preoccupazioni inutili e facilitargli la vita:

    • Sposta il suo letto al piano terra, per evitare le scale.
    • Disponi un sedile nella doccia per consentirgli di accomodarsi mentre si lava.
    • Metti un WC portatile direttamente al lato del letto, così potrà accedervi con facilità.
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    Aiutalo a muoversi. La mobilità è una delle difficoltà maggiori per un sopravvissuto a un ictus e per chi se ne prende cura in casa. Siccome il paziente potrebbe avere una paralisi parziale, rischia di essere costretto a letto o aver bisogno di assistenza per camminare, sedersi e spostarsi. Questo effetto non è unicamente fisico, lo interessa anche a livello mentale.

    • Esistono dispositivi utili per assisterlo e facilitare la mobilità. I membri della famiglia dovrebbero consultare un medico per sapere quali apparecchiature serviranno al paziente.
    • Ma questo non basta: è necessario anche fornire appoggio e incoraggiamento, in modo che il paziente riesca a prendere l’iniziativa per cominciare a sedersi o ad alzarsi.
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    Dovrebbe essere sempre al sicuro e tenersi a debita distanza dalle complicazioni. La sicurezza è una priorità assoluta quando si incoraggiano i primi movimenti dopo un ictus. Esistono diversi metodi per accertarti che il paziente non corra alcun pericolo e non rischi di avere effetti collaterali e complicanze.

    • Alza le barriere del letto e, se necessario, abbassane il livello. Le sbarre vanno alzate di notte e il letto va abbassato quando il paziente vuole scendere.
    • Se il paziente è costretto a letto, assicurati che cambi posizione ogni due ore. Ciò preverrà la formazione di piaghe da decubito, dovute all’immobilità.
    • Usare materassi anti-decubito può aiutare a favorire il flusso sanguigno e incrementare la fornitura di ossigeno nelle parti del corpo paralizzate.
    • Se il paziente non è in grado di utilizzare un WC portatile o andare in bagno, potrebbe usare pannolini per adulti. Assicurati solo di cambiarli ogni volta che è necessario per prevenire infezioni e non aggravare le piaghe da decubito.
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    Impara le tecniche più efficaci per dargli da mangiare. Se il paziente viene alimentato attraverso un sondino naso-gastrico (un tubo che viene inserito nel naso e che finisce nello stomaco), assicurati di verificare che sia al posto giusto prima della somministrazione alimentare. Ovviamente devi farlo solo se hai una valida formazione medica alle spalle, altrimenti dovrà occuparsene un infermiere o un altro esperto. Inserisci una siringa sull’estremità esterna del tubicino e chiedi a un’altra persona di somministrare aria mentre appoggi uno stetoscopio sulla pancia del paziente e lo ausculti. Se ascolti suoni simili a gorgoglii, l’altra estremità del tubo è situata correttamente nello stomaco.

    • Se il cibo viene somministrato attraverso la gastrostomia endoscopica percutanea (viene inserito un tubicino direttamente nello stomaco), assicurati che lo strumento usato sia intatto, non causi infezioni e non venga tirato dal paziente.
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    Preparagli cibi densi e morbidi. I pazienti che passano all’assunzione alimentare per via orale devono iniziare con alimenti di questo tipo al fine di prevenire la polmonite da aspirazione. Non è raccomandato offrire bevande come acqua e succo di frutta, poiché potrebbero finire nei polmoni e causare questa infiammazione.

    • In commercio esistono addensanti di liquidi, che possono rendere più corpose le zuppe e i succhi. Potresti anche usare prodotti che hai già in dispensa, come la gelatina, la farina di mais e l’avena.
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    Il paziente deve stare dritto mentre mangia. La posizione è importante per prevenire la polmonite da aspirazione. Se non riesce ad assumerne una verticale, potrebbe provare la posizione semiortopnoica. In questo modo, sarà sicuro aiutarlo a mangiare e i pasti rappresenteranno un momento piacevole della giornata.

    • Ricorda che mangiare dovrebbe essere un’attività gradevole. La consistenza e l’odore del cibo contano. Condividi questo momento con il paziente. Ciò può aiutare a renderlo meno stressante e a rafforzare il vostro legame.
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    Aiutalo ad avere una buona igiene orale. È fondamentale per prevenire infezioni e altri problemi alla bocca e ai denti. Dopo avergli dato da mangiare, passa della garza sui lati interni della bocca e sulle gengive e usa uno spazzolino per pulire i denti.

    • Se il paziente non è in grado di utilizzare lo spazzolino e ha bisogno di aiuto, è meglio evitare il dentifricio, perché potrebbe essere difficile risciacquarlo. Invece, usa acqua e un pizzico di bicarbonato di sodio.
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    Aiutalo a superare i problemi di comunicazione. La maggior parte delle persone che sopravvivono a un ictus mostra difficoltà comunicative. La gravità dell’attacco determina la portata del disturbo. Alcuni pazienti potrebbero non essere in grado di esprimersi, mentre altri non capiscono quello che viene detto. A causa della paralisi, si può perdere la capacità di pronunciare correttamente le parole, che verranno biascicate e saranno incomprensibili. Ecco alcune tecniche per aiutare questa persona e te stesso:

    • Prima di presumere che abbia difficoltà comunicative, devi assicurarti che il paziente non abbia difficoltà uditive, le quali potrebbero essere alla base del problema. In questo caso, il medico consiglierà un apparecchio acustico.
    • Chiedi al medico cosa ha provocato il problema per occupartene nel modo più efficace. Fallo se l’incapacità del paziente di comunicare quello che pensa è stata compromessa o non riesce a parlare a causa della paralisi.
    • Usa parole brevi e preferisci la comunicazione non verbale, utilizzando gesti con le mani e con la testa e mostrandogli oggetti. Non dovresti fargli troppe domande in una volta sola.
    • Potresti usare strumenti visivi per comunicare, come tabelle, cartelli con le lettere dell’alfabeto, oggetti e immagini.
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    Stabilisci una routine per rendere meno frustranti le barriere comunicative.Se il paziente sa cosa è previsto in un dato giorno, si aspetterà di fare certe attività e la famiglia saprà quali sono le sue esigenze.

    • Queste difficoltà comunicative possono essere demoralizzanti e difficili sia per il paziente sia per la famiglia. Sviluppare una routine aiuterà a non farle esacerbare. Quando sai cosa aspettarti, è più facile creare un equilibrio ed essere ottimista: questa persona ne ha assolutamente bisogno.
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    Sii paziente. Cerca di ascoltare sempre quello che ha da dire. Parla con lui e osserva come risponde. Sebbene la comunicazione possa essere scoraggiante, è importante che la famiglia non trascuri questo aspetto: la riabilitazione della persona cara sarà più efficace. Più si dimostra un atteggiamento positivo, più possibile sarà fare progressi.

Parte 2 di 3: Aiutarlo grazie alla Terapia

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    Memorizza i pro e i contro dei farmaci che assume e del programma terapeutico. Dopo che verrà dimesso dall’ospedale, assicurati di conoscere i medicinali e le terapie necessarie. Fai una lista di tutte le dosi che deve prendere e a che ora. Inoltre, aggiorna l’elenco delle confezioni rimaste, così saprai quando dovrai andare a farne scorta. I farmaci sono assolutamente importanti per i pazienti che hanno avuto un ictus, perché aiutano a prevenire che si verifichi di nuovo.

    • Imparerai ad aiutarlo passo dopo passo. Le tue azioni devono essere regolate in base al suo problema e ai danni arrecati al cervello e al corpo. Conoscere le cure giuste e personalizzate può rendere più facile il processo di guarigione, sia per te sia per lui.
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    Assicurati che il paziente prenda i farmaci. Preparando i medicinali che dovrebbe assumere, presta attenzione alla modalità di somministrazione. Dovrai macinare le pillole che non è in grado di ingoiare. Probabilmente ci saranno momenti in cui se ne dimenticherà e/o avrà bisogno di assistenza. Puoi dargli una mano a seguire il percorso giusto.

    • Dovresti anche accompagnarlo a tutti gli appuntamenti fissati con il medico per essere sicuro che i problemi comparsi durante la riabilitazione vengano risolti subito. Ciò aiuterà a prevenire le complicanze dei trattamenti fatti troppo tardi. Probabilmente dovrai ricordare al paziente che bisogna andare dallo specialista e portarlo nel suo studio.
    • Per facilitarti l’organizzazione, usa post-it o promemoria sul cellulare. Siccome hai un milione di altre cose da fare, non vorrai correre il rischio di dimenticartene.
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    Informati sugli esercizi e le attività che dovrebbe praticare in casa. Ti conviene frequentare le sessioni terapeutiche per familiarizzare con la riabilitazione del tuo caro. Prova a eseguire lo stesso allenamento mentre il terapeuta lo mostra al paziente.

    • È utile che il terapeuta sia presente mentre impari a eseguire gli esercizi. Può correggerti o aiutarti a migliorare l’assistenza al paziente. Ricorda che non è il solo a doverli memorizzare, anche il resto della famiglia e le persone che si prendono cura di lui dovrebbero.
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    Devi essere al corrente degli obiettivi previsti dalla riabilitazione. Conoscerli ti aiuterà a essere consapevole dei risultati sperati e dei tempi necessari per osservare miglioramenti. Ti darà anche una mano a spronare il paziente a eseguire gli esercizi. Inoltre, ti permetterà di incoraggiarlo a non mollare per superare il traguardo.

    • La conoscenza è uno degli strumenti migliori di cui possa disporre una famiglia per aiutare un paziente a guarire. Affinché una persona malata possa stare meglio, dovrebbe ricevere un’assistenza specifica in casa, garantita soprattutto dalla formazione delle persone che se ne occuperanno. Il tuo ruolo è tutt’altro che piccolo, infatti si tratta di una vera e propria sfida.
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    Devi sapere quando è il caso di portarlo dal medico. Potrebbero manifestarsi diverse situazioni in cui sarà necessario andare dal neurologo:

    • Non ignorare le eventuali cadute del paziente. Sono piuttosto comuni durante la riabilitazione [1], ma possono danneggiarlo ulteriormente e peggiorare la situazione. Qualora dovesse cadere, va portato all’ospedale per un controllo medico, in modo da escludere qualsiasi complicanza.
    • Se è da tempo che il paziente si esercita ma non mostra segni di miglioramento, la famiglia dovrebbe parlarne subito con il medico, in modo che il trattamento venga cambiato. Ciò vale anche per i farmaci. Lo specialista deve essere informato dell’efficacia dei medicinali prescritti, così sarà in grado di determinare se funzionano e se è il caso di incrementare il dosaggio. Questo garantisce che il tuo caro non soffra nel corso della riabilitazione.
    • La maggior parte dei pazienti soffre di depressione, che può avere un effetto tutt’altro che moderato sulla riabilitazione e sulla guarigione. Assicurati di rivolgerti subito a uno psicoterapeuta per trattarla, mentre in altri casi occorre andare da uno psichiatra.

Parte 3 di 3: Mostrare Appoggio

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    Il tuo caro deve sapere che non è solo. La guarigione di un paziente che ha avuto un ictus potrebbe durare mesi o anni. Le vittime dei colpi apoplettici spesso hanno bisogno di ricevere insegnamenti apparentemente banali per recuperare informazioni e abilità perdute. Prima ancora di considerare la riabilitazione, il paziente potrebbe affrontare un certo tumulto emozionale, visto che non è in grado di eseguire le solite attività che era solito fare da solo. Potrebbe soffrire di depressione o vivere in uno stato di negazione. Potrebbe anche sentirsi inutile, schiacciato e impaurito. È per questo che la famiglia gioca un ruolo molto importante per aiutarlo a recuperare. Queste emozioni sono normali dopo un ictus, e solo i cari della persona in questione possono aiutare davvero.

    • Fargli capire che non è solo è fondamentale. In questo periodo il paziente potrebbe avere paure riguardanti il proprio lavoro, le persone che si prenderanno cura di lui e i tempi che richiederà la riabilitazione. È importante che sappia di non essere solo, che avrà compagni di viaggio. Trova il tempo di chiedergli come si sente per aiutarlo a essere ottimista.
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    Lasciati coinvolgere dalla terapia e dai progressi. Le famiglie che intervengono nel recupero del paziente offrono un appoggio saldo e forte. Il medico dovrebbe spiegarti nel dettaglio cos’è successo e come interesserà le vite quotidiane di tutti. Richiedi tutte le informazioni necessarie. Sapere che il tuo caro sta superando il problema o lo farà può aiutarti a sostenerlo e a mantenere la calma.

    • Un altro metodo per rafforzare il supporto emotivo è essere presente durante le sessioni terapeutiche, accompagnandolo. Ciò gli dimostra che i suoi cari gli vogliono bene e sono interessati alla sua guarigione.
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    Stabilisci una comunicazione positiva tra te e il paziente. Ricorda che gli offri appoggio per guidarlo nel recupero della normalità perduta. Ciò significa combattere la depressione e puntare tutto sull’ottimismo. Rafforza i pensieri positivi quando parlate, senza soffermarti solo sul disturbo.

    • Avere una buona comunicazione può essere un ottimo punto di partenza per aiutare il paziente a guarire. Per quanto possa essere difficile interagire con le persone che hanno subito un ictus (soprattutto quelle che non riescono a parlare), individuare metodi per favorire gli scambi può essere una delle tante forme di sostegno emotivo disponibili.
      • Se il paziente ha gravi problemi a comunicare, puoi usare simboli o scrivere su un foglio. Una volta che riuscirà a dire cosa vuole e come si sente, il suo stato d’animo migliorerà, perché saprà che qualcuno lo ascolta e cerca di aiutarlo.
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    Aiutalo a sentirsi indipendente. Dopo un ictus, un paziente può sentirsi inutile. In questo periodo, il sostegno proveniente dalla famiglia e dalle altre persone che si prendono cura di lui è assolutamente necessario. Ciononostante, è ideale iniziare a spronarlo per ritrovare la propria indipendenza. Ecco alcuni metodi per riuscirci:

    • Considera la gravità dell’ictus e informati sulle attività che può fare. Sapere cosa gli è stato permesso o proibito può aiutarti a determinare quali azioni rafforzeranno la sua indipendenza.
    • Incoraggia il paziente a praticare gli esercizi imparati durante le sessioni di riabilitazione. Incitalo finché non prenderà l’iniziativa da solo.
    • Sostieni le sue scelte di riabilitazione. Se il paziente vuole farla a casa, in un centro specializzato o in ospedale, consentiglielo. Quando gli viene data la possibilità di prendere decisioni, la famiglia e il team che si occupa della sua guarigione possono farsi un’idea del suo volere. Coinvolgerlo nella sua stessa ripresa gli darà una chance maggiore di rafforzare la propria indipendenza.
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    Non dimenticare di prenderti cura di te stesso. I membri della famiglia attivamente coinvolti nei trattamenti del paziente non dovrebbero trascurarsi. Ciò significa che ogni tanto dovresti prenderti una pausa da tutto. Chiedi a un’altra persona di sostituirti per qualche tempo. È importante per evitare di vivere costantemente in tensione, e questo ti garantisce una maggiore efficienza per aiutare ancora di più il tuo caro in futuro.

    • Per essergli utile, devi innanzitutto essere sano e felice. Questo non farà abbattere ulteriormente il paziente né lo deluderà, anzi, gli darà speranza, e tu sarai sicuro di poter essere presente a lungo.

    Consigli

  • Valuta le esigenze del paziente e assicurati di andargli incontro. È necessario, tra le altre cose, lavarlo, vestirlo, dargli da mangiare e da bere e aiutarlo a camminare.
  • Assicurati che gli altri disturbi del paziente vengano trattati all’interno della riabilitazione; per esempio, vanno controllati il colesterolo e la glicemia.
  • Consulta un fisioterapista, un medico e un assistente per conoscere i tempi approssimativi richiesti dalla riabilitazione. Ciò ti aiuterà a pianificare gli impegni futuri e i costi necessari, in modo da considerare quello che farai e se sarà il caso di risparmiare del denaro.

Fonti e Citazioni

  1. 1,01,1Boorstein, S. (2011). Different strokes: An intimate memoir for stroke survivors, families, and caregivers. New York, NY: Skyhorse Pub.
  • US Agency for HealthCare, Research and Quality Recovering After a Stroke: A Patient and Family Guide Consumer Guide Number 16, AHCPR Publication No. 95-0664: May 1995
  • Jauch EC, et al. Guidelines for the early management of patients with acute ischemic stroke: A guideline for healthcare professionals from the American Heart Association/American Stroke Association. Stroke. 2013;44:870.
  • Marler, J. R. (2013). Stroke for dummies. Hoboken, N.J: John Wiley & Sons.
  • Levine, P. G. (2012). Stronger after stroke: Your roadmap to recovery. New York: Demos Medical Pub.

Fonte:http://it.wikihow.com/Aiutare-una-Persona-Cara-a-Riprendersi-da-un-Ictus

 

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