Dove scappare in caso di epidemia zombie

Un team di ricercatori della Cornell University ha creato un modello epidemiologico realistico che descrive lo svolgimento di un’epidemia di zombie negli Stati Uniti.

(foto: Stuart C. Wilson/Getty Images for Backyard Cinema)

(foto: Stuart C. Wilson/Getty Images for Backyard Cinema)

 

Con il successo che sta avendo negli ultimi anni The Walking Dead, l’epidemia di zombie è diventato ormai uno degli scenari più utilizzati quando si tratta di preparare simulazioni di calamitàfittizie. Lo ha utilizzato ad esempio nel 2009 l’esercito degli Stati Uniti, che nello Us Strategic Command di Omaha ha scelto proprioun’invasione di non morti per fare allenare un gruppo di cadettinelle strategie di PROTEZIONE della popolazione in caso di calamità. Un esempio più recente arriva invece dalla Cornell University, dove un gruppo di epidemiologi ha scelto gli zombieper mettere alla prova le tecniche statistiche con cui vengono realizzati i modelli di dispersione delle malattie. I loro risultati, che saranno presentati il prossimo 5 marzo durante il meeting annuale dell’American Physical Society, mettono in luce diverse caratteristiche specifiche di una simile epidemia, e suggeriscono quale sarebbe la migliore strategia per affrontare la catastrofe.

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Realizzare un modello di un’epidemia di zombie permette di mettere alla prova moltissime delle tecniche utilizzate per modellizzare le malattie vere, utilizzando però un contesto divertente”, spiega Alex Alemi, uno dei ricercatori della Cornellche ha realizzato lo studio. “Si tratta in effetti di un modello di epidemia estremamente interessante: un parente del tradizionale modello Sir (suscettibili, infetti e rimossi) utilizzato nel caso di molte malattie, ma a che presenta una certa non linearità”.

Per prevedere l’esito dell’epidemia, i ricercatori hanno utilizzato un complesso sistema di simulazioni computerizzate, in cui si cerca di tenere presenti tutti i possibili spostamenti e le possibiliinterazioni tra uomini, persone infette, e zombie. Applicando il modello all’intera popolazione americana, circa 300 milioni di persone, hanno dovuto inoltre realizzare simulazioni stocastiche, che prevedono cioè un certo elemento di casualità.

Ogni possibile interazione – uno zombie morde un essere umano, un uomo uccide uno zombie, uno zombie si sposta, ecc… – è stata trattata in modo simile al decadimento di un elemento radioattivo”, spiega Alemi. “Abbiamo cioè stabilito un’emivita (il periodo di tempo necessario perché metà degli atomi di un elemento radioattivo decadano in un altro elemento, ndr) che dipende da una serie di parametri, e abbiamo tentato di simulare quanto impiegano tutte queste interazioni a entrare in gioco, il che è particolarmente complicato perché ognuno di questi eventi influisce sulla probabilità che accadano tutte le altre possibilità in esame”.

Con molta fatica quindi, e dopo aver risolto una bella dose diequazioni differenziali, i ricercatori sono riusciti a produrre unmodello realistico che descrive l’esito di un’invasione di zombienegli Stati Uniti. Il primo risultato emerso dal loro lavoro è stato dimostrare che molti film e romanzi si sbagliano, perché danno per scontato che l’epidemia si espanda alla stessa velocità in tutte le zone di una nazione.

Nelle simulazioni della Cornell infatti le città impiegherebbero pochissimo a cadere in mano ai non morti. Ma le zone meno densamente popolate, come le campagne e le zone montante, impiegherebbero settimane, se non mesi, prima di essere raggiunte dagli zombie. In ogni caso purtroppo, le conclusioni dello studio sono poco rassicuranti : ci vorrebbe del tempo, ma analizzando in modo realistico l’esito dell’epidemia sembra che laciviltà umana avrebbe ben poche speranze di salvarsi.

In attesa che i ricercatori proseguano il loro lavoro, aggiungendo interazioni più complesse come la la possibilità che i cittadini tentino di scappare agli zombie, o che si diffonda la notizia dell’invasione, il modello realizzato dalla Cornell University ci insegna comunque qualcosa su come affrontare al meglio un’invasione di zombie: scappate sulle montagne, e preparatevi al peggio.

Di Simone valesini

Fonte:http://www.wired.it/scienza/2015/02/26/dove-scappare-epidemia-zombie/

 

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