“A Baalbek le vestigia di una civiltà dimenticata”

Circa 10 mila anni fa, il cambiamento climatico fece sciogliere in modo molto rapido la spessa coltre di ghiaccio che ricopriva gran parte dell’emisfero nord. Tutta quell’acqua fece salire all’improvviso il livello dei mari e ricoprì le coste, trasformando per sempre il profilo dei continenti. Si verificarono ovunque  alluvioni di dimensioni talmente devastanti, da rimanere impresse per sempre nella memoria collettiva dell’umanità.

“Quando le diverse culture nel mondo parlano del diluvio universale, a me sembra del tutto ragionevole pensare che stiano parlando di questi eventi. Perchè fu davvero un diluvio”, mi ha spiegato durante un’intervista. “L’acqua del mare si innalzò per 120 metri e tutto rimase sommerso. Le terre lungo la linea costiera sprofondarono, parlo di milioni di chilometri quadrati di territorio che furono cancellati.

Nei cosiddetti miti- che si possono ritenere memorie di fatti reali– c’è il ricordo di un diluvio globale. È davvero avvenuto, la scienza concorda. Però, nei cosiddetti miti, c’è anche il ricordo di una precedente civiltà avanzata che fu distrutta. Su questo invece la scienza non è d’accordo. Io preferisco ritenere plausibili  tutte e due le parti del racconto. Penso che sia davvero esistita una civiltà molto avanzata.”

LO SCRITTORE BRITANNICO GRAHAM HANCOCK

LO SCRITTORE BRITANNICO GRAHAM HANCOCK

Baalbek – con le sue pietre ciclopiche, tanto pesanti che persino una gru moderna faticherebbe a sollevarle- è una tessera di questo mosaico che modifica il quadro complessivo e che apre interrogativi sul nostro passato. Interrogativi che la storiografia ufficiale, tuttavia,  preferisce non porsi.

SABRINA PIERAGOSTINI

Fonte: www.extremamente.it

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