Meno sprechi a tavola per risparmiare energia

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Foto di Jbloom, https://www.flickr.com/photos/32123311@N00/502155430/in/photostream/

Il risparmio energetico passa anche per la tavola. Secondo la Fao, infatti, circa un terzo del cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, con 345 milioni di tonnellate buttate solo dalle famiglie. Se a questi dati aggiungiamo che circa il 30% del consumo energetico si riferisce più o meno direttamente alla produzione di cibo, è facile concludere quanto sia importante assumere un atteggiamento più consapevole a tavola come parte integrante degli interventi di efficienza energetica domestica.

Lo spreco di cibo a tavola riguarda anche l’Italia. Arpa stima infatti una percentuale di cibo sprecato del 20%, equivalente al 3% del consumo di energia degli utenti finali. Ma perché tutto questo cibo viene buttato nella spazzatura e non viene consumato, anche nei casi in cui non vi è alcuna motivazione valida che ne giustifichi lo spreco? Secondo Eufic (European Food Information Council), le motivazioni sono molteplici:

 Scarti di produzione: questi scarti di cibo si riferiscono a cibo prodotto in quantità superiore al necessario, oppure a prodotti che vengono danneggiati durante la produzione o comunque che presentano caratteristiche tali da non renderli commerciabili, sebbene siano perfettamente commestibili (questo è comune ad esempio nella produzione di frutta e verdura, dove una buona parte degli scarti è motivata da caratteristiche estetiche non conformi).

 Data di scadenza: molto spesso l’etichettatura dei prodotti non è chiara e crea confusione nel consumatore per quanto riguarda la scadenza del prodotto, portandolo a buttare un alimento di per sé ancora consumabile. È da ricordare, inoltre, che la data di scadenza è una data indicativa e i prodotti possono essere consumati anche alcuni giorni dopo la data indicata.

 Conservazione: lo spreco di cibo è imputabile anche ad abitudini di conservazione non corrette. Sovente infatti i cibi non vengono conservati in maniera ottimale, un esempio sono le confezioni lasciate aperte e non sigillate, che espongono l’alimento all’aria. Una cosciente conservazione del cibo porta a una notevole diminuzione degli scarti, con un conseguente risparmio di denaro.

Cibo in eccesso: quando si cucina una pietanza, molto spesso si esagera con la quantità. Molto del cibo che non viene immediatamente consumato finisce poi nella spazzatura, poiché non viene riproposto a tavola una seconda volta. Preparare quantità minori di cibo o realizzare ricette che prevedano l’utilizzo degli avanzi è fondamentale per limitare gli sprechi e massimizzare il risparmio.

Queste sono solo alcune delle principali cause di spreco del cibo, che possono essere evitate con dei semplici accorgimenti e, soprattutto, con un po’ di buon senso. Limitare lo spreco di cibo porta ad un risparmio a livello energetico non indifferente. Eufic stima che con l’energia utilizzata per produrre il cibo sprecato in un anno in Italia nel percorso dalla produzione alla tavola sarebbe possibile riscaldare 730.000 abitazioni di classe A per 365 giorni. Cibo ed energia sono strettamente correlati ed è quindi necessario produrre e consumare alimenti in maniera più cosciente al fine di minimizzare gli sprechi, non solo alimentari ma anche energetici.

Andrea Baggio

http://www.domotecnica.it/

 

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