Sette consigli utili per trattare con persone negative
Dal mio punto di vista, le persone negative sono quelle che si percepiscono come maggiormente “fastidiose” durante le conversazioni. Indipendentemente da quello che tu stai dicendo, costoro trovano sempre un modo per far assumere al discorso un accento negativo. Alcune di queste persone riescono ad essere così tanto negative che, in loro presenza, ci si sente scarichi e spossati.
Nella vita, ho avuto a che fare con un discreto numero di persone negative (come tutti suppongo). In particolare, quando frequentavo la scuola ero tendenzialmente circondato da studenti e insegnanti molto negativi.
La mia scuola non era in assoluto il posto migliore dove stare. Non era la migliore della città e non assomigliava ai modelli proposti dalla TV (non sembrava per niente una di quelle scuole che si vedevano nei telefilm americani degli anni 80, con gli studenti felici e gli insegnanti ok), e di conseguenza un sacco di persone non erano per niente contente di frequentarla. Questo valeva sia per gli insegnanti (sempre preoccupati della loro condizione contrattuale) che per gli studenti. Da ragazzo, giovane e entusiasta sognatore, rimanevo quindi spesso a dir poco sorpreso dalla negatività della gente attorno a me, ma per fortuna, con il tempo, ho imparato a gestire e a canalizzare questa negatività in azione consapevole, almeno nella maggior parte dei casi.
Ad un certo punto del mia vita, di conseguenza, ho deciso che piuttosto che rimanere vittima della negatività degli altri, sarebbe stato utile sviluppare la capacità di gestire questo aspetto in modo consapevole. In questo articolo vorrei dunque condividere con voi 7 piccoli trucchi – appresi più che altro con l’esperienza e la sperimentazione personale – utili ad interagire con le persone negative.
1 – Non metterti mai a discutere con persone che manifestano negatività:
Inoltre, le persone negative sono molto “fedeli” al loro modo di vedere le cose, e molto probabilmente non cambieranno opinione, grazie alle cose che sentono dire da te. Se pensi che le eventuali evidenze oggettive che riuscirai a produrre, e le elaborate considerazioni che stai per formulare, potranno in qualche modo aiutare la persona che hai di fronte a guardare le cose da un punto di vista diverso, ti sbagli di grosso. Qualunque cosa tu dica, loro troveranno almeno 10 differenti ragioni per sostenere il proprio punto di vista, il loro pessimismo e la loro negatività.
Se cadi nella trappola del dibattito (o del battibecco) la discussione scivolerà soltanto in un vortice di crescente negatività, che trascinerà anche te verso il fondo. Piuttosto che metterti a dibattere, puoi cercare di formulare commenti costruttivi, e se la persona a cui ti rivolgi non da segni di cambiare posizione non impegnarti ulteriormente. Prova in questo modo: “certo è vero… ma c’è anche da considerare che… (cosa positiva)”. Se noti che il tuo interlocutore continua ad essere fermo sulla sua posizione, semplicemente, lascia perdere.
2 – Empatizza:
Per la mia piccola esperienza, le persone che attraversano un momento di negatività, o sono in preda ad un dolore, piccolo o grande che sia, ricevono maggior beneficio da un ascolto empatico, piuttosto che dall’offerta di una facile soluzione o di un consiglio su quello che dovrebbero o potrebbero fare. Come regola generale, alle persone non piace sentirsi dire cosa devono o non devono fare. Ascoltandole e aiutandole ad affrontare le proprie emozioni, la soluzione ai problemi arriverà da sola, perché è sempre stata dentro di loro. La soluzione ai loro problemi deve solo palesarsi.
3 – Prova a dare loro un aiuto:
Questo mi capita, ad esempio, quando lavoro con chi ha perso il lavoro. La frase più comune che sento dire è: “in questa città non c’è niente, non ci sono opportunità, è tutto una schifezza”. Piuttosto che formulare una richiesta di aiuto consapevole, le persone si rifugiano nel vittimismo (forse per la vergogna di ammettere di non essere autosufficienti , di non farcela da soli). Prenditi, allora, la responsabilità di dare loro un piccolo aiuto. Bastano alcune “frasi magiche” per comunicare vicinanza e sostegno. Frasi semplici come: “stai bene?” oppure, “c’è qualcosa che posso fare per aiutarti?”, “ti posso dare una mano in qualche modo?” Piccole frasi del genere, possono davvero fare miracoli. Nel 99% dei casi, queste frasi spingono la persona ad uscire dallo stato di torpore e negatività in cui si erano arroccate!
4 – Attieniti a temi di conversazione “frivoli”:
Conoscevo una persona tempo fa, un commercialista, il quale ogni volta che si parlava del suo lavoro affondava in un universo di vittimismo. Non si accorgeva nemmeno di quello che dicevo o non dicevo… non mi ascoltava per niente, tappava letteralmente le orecchie. Cominciava e continuava a lamentarsi ogni volta che parlavamo del suo lavoro. Se gli chiedevo: “come sta andando l’attività?”, partiva con un fiume di negatività, sulle tasse, sui clienti che non volevano pagare, sul governo, e non riuscivo in alcun modo a fermarlo.
Il nostro primo impulso, quando si è in presenza di persone di questo tipo, piene di negatività, di solito è quello di cercare di portarle per gradi verso posizioni più positive. Ma se la persona è saldamente bloccata sulla sua negatività, vuol dire che l’infelicità accumulata in quella determinata area della sua vita è troppo radicata, e ciò gli impedisce di affrontare una conversazione serena. Di conseguenza, tutti i tentativi di portare la persona a vedere le cose in modo più positivo vengono dissipati in un istante.
Sarebbe utile, allora, provare a portare la conversazione su un tema differente, e rigorosamente più frivolo, per alleggerire un po’ l’atmosfera, parlando di cose semplici come un film appena uscito nelle sale cinematografiche, qualche fatto divertente riguardante la vita privata di amici comuni, la migliore pizza della zona… insomma cose normali, banali. Parlare del più e del meno, cercando di tenere la conversazione in aree, dove chi hai di fronte, si sente più positivo.
5 – Ignora i commenti negativi:
6 – Loda la persona per le cose buone che fa:
7 – Sentiti responsabile delle tue reazioni:
In conclusione:
Articolo di Luciano Cassese (licenza Creative Commons)
Rivisto da Fisicaquantistica.it
Fonte: http://www.professioneformatore.it/
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